A Marrakech il mondo dell’educazione ambientale

marra_260Anche Vandana Shiva ed Edgar Morin saranno presenti al Settimo WEEC World Environmental Education Congress, il Congresso Mondiale dell’Educazione Ambientale che si terrà a Marrakech dal 9 al 14 giugno prossimi. La partecipazione di Edgar Morin (sociologo e filosofo francese autore del famoso I sette saperi necessari all’educazione del futuro, nel quale analizza i cambiamenti che ritiene necessari per l’insegnamento, in modo che si adatti meglio alla complessità del mondo moderno) è prevista durante la sessione plenaria di apertura di lunedì 10 giugno. Il suo intervento ruota intorno al tema “l’educazione, pilastro della transizione ecologica”. Vandana Shiva, ambientalista, scrittrice e fondatrice dell’associazione “Navdanya per la conservazione della biodiversità e la protezione dei diritti dei contadini” farà invece una sintesi del congresso durante la sessione di chiusura di giovedì 13 giugno. Il Congresso WEEC, unico nel suo genere a livello mondiale, raccoglie ogni due anni le principali esperienze di educazione ambientale. Nell’edizione del 2013 al tema principale dedicato al rapporto tra città e campagna alla ricerca di armonia si affiancano undici nicchie tematiche che spaziano dal dialogo interculturale all’etica, alla salute, all’impatto dei social media, al ruolo dei movimenti nella costruzione di una società verde. Le grandi questioni educative del nostro tempo, il bisogno di sviluppare una cittadinanza più attiva e una coscienza sociale più attenta, il desiderio di un futuro più sostenibile, sono tutti temi che animeranno i lavori del Congresso WEEC.

Il rapporto tra mondo urbano e mondo rurale è particolarmente sentito in Marocco dove, come in molti altri paesi, si assiste a un esodo dalle campagne e a un forte processo di inurbamento che mette a rischio l’equilibrio delle città e porta con sé povertà, fame, intolleranza culturale. Ma le migrazioni dalle zone rurali alle città possono portare anche vantaggi, liberando le campagne dalla frammentazione e dalla congestione, i confini tra città e campagna diventano più labili, fisicamente e culturalmente.

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Con l’edizione 2013 il WEEC compie dieci anni, il primo congresso si è svolto infatti in Portogallo nel 2003. Le edizioni successive si sono tenute in Brasile nel 2004, in Italia nel 2005, in Sud Africa nel 2007, in Canada nel 2009 e in Australia nel 2011 raccogliendo migliaia di contributi e di partecipanti (info: www. environmental-education.org). Sono previsti circa 1500 congressisti provenienti da oltre cento paesi del mondo, dall’Afghanistan allo Zimbabwe. Molto numerose le delegazioni brasiliana, spagnola, canadese, messicana, colombiana e italiana. Dall’Africa, oltre ovviamente a una numerosa presenza marocchina, sono presenti algerini, nigeriani e kenyoti. Dall’Oriente partecipano soprattutto australiani, ma anche giapponesi e coreani. Il target? Organizzazioni internazionali, associazioni e ong, rappresentanti del mondo accademico, studenti, e istituzioni. Il WEEC accoglie conferenzieri di fama come Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco, Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep (l’agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente), David Orr docente di studi ambientali e politici di Sears Paul, autore di sette opere sull’ambiente, Gunter Pauli autore di Blu economy e di fiabe per l’infanzia che ha venduto 100 milioni di copie, Haidar El-Ali, ecologista senegalese e presidente dell’Ong Oceanium, considerato uno dei cento ecologisti più influenti del pianeta, Najib Saab, segretario generale del forum arabo per l’ambiente e lo sviluppo e molti altri.

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Il WEEC si svolge sotto l’Alto Patronato del Re Mohammed VI, ed è organizzato a livello internazionale dal Segretariato internazionale della Rete WEEC, (curato dall’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro onlus con sede a Torino). A livello nazionale il congresso è organizzato dalla Fondazione Mohammed VI per l’ambiente istituita dal Re Mohammed VI, che ne ha affidato la presidenza alla Principessa Lalla Hasnaa. Un aspetto particolarmente curato è quello della sostenibilità del congresso stesso. Gli organizzatori hanno messo a punto una serie di linee guida per realizzare un evento sostenibile organizzato cioè secondo principi ecologici che puntano a ridurre lo spreco di carta, acqua, energia, rifiuti. In questo spirito il congresso è definito “zero paper”: l’uso della carta è limitato al minimo indispensabile, gli atti saranno disponibili in versione digitale e anche le informazioni logistiche saranno diffuse su pannelli elettronici e non cartacei. Per lo stesso motivo saranno allestite esposizioni d’arte basate sul recupero, laboratori pedagogici di riciclaggio, sia nel palazzo dei congressi sia in tutta la città per coinvolgerla in una settimana di attività per l’ambiente.

 


 

04/06/2013

 

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