I Fratelli Musulmani verso lo scioglimento

//© Collage: «La Voce della Russia»

Il tribunale del Cairo, accogliendo le richieste della procura generale, ha emesso una sentenza di primo grado nella quale vengono considerate “illegali tutte le attività del movimento dei Fratelli Musulmani” considerate “pericolose per la sicurezza del paese”. Sancisce inoltre la sentenza, il sequestro di tutti i beni mobili e immobili, la chiusura immediata di tutte le sedi del movimento, il congelamento di tutti i conti bancari. Lo scioglimento invece riguarda tutte le associazioni collegate direttamente alla Fratellanza e indirettamente “purchè nel consiglio direttivo sia riconosciuto almeno un membro affiliato al movimento islamico”, come recita il testo giudiziario. Dalla Presidenza della Repubblica, dal ministero dell'Interno e della Difesa è arrivata soddisfazione per la sentenza del tribunale del Cairo, ritenendo la misura “urgente per fermare l'estremismo nel paese e riportare la stabilità nel paese”. La sentenza, anche se di primo grado, è immediatamente applicabile e saranno polizia ed esercito, coordinate dal ministro dell'Interno Mohamad Ibrahim, a rendere effettiva la misura giudiziaria.

 

Una sentenza attesa

La sentenza era da tempo nell'aria. Da almeno un mese infatti, la procura generale cariota aveva mosso al consiglio di stato una causa per rendere illegale il movimento. Il procedimento, poi rinviato dal consiglio di stato al tribunale del Cairo per un'analisi di fattibilità, è terminato ieri con una seduta della camera di consiglio del tribunale che ha dato parere positivo e accolto le richieste della procura rendendo illegali tutte le attività della Fratellanza oltre a disporre le altre misure cautelari. Una sentenza, quella emessa ieri, che colpisce il movimento già piegato da un'ampia campagna di arresti promossa dalle forze di sicurezza, che fino ad oggi ha portato al fermo e alla reclusione di almeno mille militanti della Fratellanza, tra dirigenti e simpatizzanti.

 

Le reazioni dell'opposizione

Mahmud Izzat, attuale guida generale dei Fratelli Musulmani, si è detto “inorridito da una sentenza chiaramente politica che vuole mettere a tacere chi si oppone al colpo di stato” e aggiunge che “il movimento continua, anche nella clandestinità, a promuovere le proteste contro il golpe militare, certi che il popolo egiziano ci sosterrà in questa battaglia per la libertà”. Vicinanza e solidarietà arriva dagli altri movimenti che, con i Fratelli, condividono la battaglia contro il golpe. I Salafiti accanto ai movimenti laici, di sinistra e cristiani, riuniti nei partiti 6 Aprile*, Ghadd* e Cristiani Contro il Golpe, si dicono sicuri che “ormai i golpisti siano nella fase finale perché più soffocano libertà e più nel popolo egiziano cresce risentimento, odio e ribellione, gli ingredienti per una rivoluzione di popolo come nel Gennaio 2011”, commenta Ayman Nur, dirigente del partito Ghadd. L'opposizione, che comprende un arco che va dai Salafiti ai laici, è tenuta insieme solo da un obbiettivo comune: porre fine al regime militare. All'interno del fronte infatti ci sono diverse visioni del "dopo-golpe": i Salafiti sono per il ritorno di Morsi, i Fratelli Musulmani invece sono spaccati al loro interno tra chi chiede il ritorno del presidente e chi invece ritiene sia necessario indire nuove elezioni, 6 Aprile chiede nuove elezioni e vorrebbe una maggiore rappresentanza di figure sindacali e nel futuro governo mentre Ghadd sottolinea la necessità di una politica laica e non ideologizzata (come i Fratelli o 6 Aprile). Insomma ciò che tiene insieme le forze politiche è l'urgenza del momento, la priorità di ristabilire un sistema democratico, alternativo al regime militare.

 

Conseguenze della sentenza

Il fermo delle attività dei Fratelli Musulmani, il sequestro delle sedi e il congelamento dei beni, ricalca una misura già sperimentata da Nasser nel '54, quando a seguito di un tentativo di assassinio, addebitato a membri del movimento islamico, il presidente egiziano diede ordine di arrestare i dirigenti della Fratellanza e confiscarne le proprietà. Provvedimento poi ampliato con lo scioglimento del movimento lo stesso anno e la condanna alla pena capitale di numerosi quadri dell'organizzazione. Numerosi aspetti di quegli anni si stanno ripetendo ma non tutti: nel '54 i Fratelli erano isolati politicamente, mentre oggi fanno parte di una coalizione trasversale che può vantare consenso nel popolo egiziano. La sentenza sul piano pratico renderà impossibile l'attività politica del movimento alla luce del sole, costringendo una parte degli affiliati, soprattutto i dirigenti, alla clandestinità. E' improbabile invece che la base del movimento si fermi. Le manifestazioni e i sit-in quotidiani infatti sono dirette dai giovani dei Fratelli che con altri movimenti, pianificano, coordinano e mobilitano le piazze. Il blocco dei conti bancari e lo scioglimento delle associazioni legate alla Fratellanza invece impatterà più su tutta quella fascia di popolazione che da sempre vive di sussidi garantiti dalle onlus affiliate al movimento, che sull'economia e la tenuta dell'organizzazione dei Fratelli. L'organizzazione infatti è flessibile, con costi di gestione molto ridotti e strutturata per permettere ad ogni quadro del movimento di lavorare anche in mancanza di direttive dall'alto, come i giovani del movimento che pianificano la maggior parte delle proteste in tutto il paese in maniera autonoma e indipendente dalla direzione generale, a cui è affidata invece la gestione delle relazioni politiche con gli altri movimenti e partiti all'interno del paese e all'estero.

 

 


 

 

* movimento 6 Aprile: E' uno dei movimenti giovanili più importanti. Nato prima della rivoluzione egiziana del 2011, a Mahalla Kubra, uno dei centri industriali più importanti alla periferia del Cairo. Il Movimento, di sinistra, nato inizialmente per difendere i diritti degli operai della zona di Mahalla dallo sfruttamento e il maltrattamento sul posto di lavoro , si è poi sviluppato anche in altre zone del paese, portando avanti la lotta operaia. Durante la rivoluzione egiziana ha partecipato attivamente alla caduta del regime di Mubarak e ha sostenuto Morsi durante le elezioni presidenziali. Il movimento ha una ideologia di stampo socialista, i cui punti base sono: la distribuzione delle ricchezze, lo sviluppo di un modello alternativo al capitalismo e la presenza di un forte sistema di welfare. Attualmente sono oppositori al regime militare.

*Partito Ghadd : è un partito nato dopo la rivoluzione egiziana del 2011. Di stampo laico e liberale. Il suo segretario Ayman Nour, è sempre stato uno storico oppositore di Mubarak. Teorizza una politica laica, lontana dall'ideologia dei Fratelli Musulmani e Salafiti. E' stato fortemente critico verso il governo Morsi per la sua politica "religiosa" ma ora è un oppositore al regime militare del generale Sisi. Il suo partito, che si può definire di centro, non è come 6 Aprile, un movimento di opposizione al capitalismo. Gli aderenti al partito ritengono sia necessario equilibrare e rendere più equo il sistema economico attuale, troppo a favore dei grandi magnati egiziani e poco dei più deboli.

 


 

Omar Abdel Aziz

01/10/2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Related Posts

Musei in Egitto

11/03/2010

La storia di Noha, tradita da un passaporto

14/11/2008

La storia di Noha,  tradita da un passaportoL’amara vittoria della prima vittima di molestie sessuali che in Egitto è riuscita a far condannare il suo aggressore. Il suo avvocato, una donna, l’ha abbandonata scoprendo che è nata in Israele.