Una madrasa del teatro

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“Questo teatro è una realtà speciale. Sembra che ogni pietra sia un ricamo. Dolcezza".

Così Roberta Quarta, attrice e coordinatrice dei progetti internazionali di Astragali Teatro, definisce il Teatro Madrasa (Tiyatro Medresesi). Situato a Şirince, in Turchia, questo luogo è speciale sia fisicamente che “spiritualmente”. Unico istituto culturale popolare in Turchia, il Madrasa è dedicato alla ricerca internazionale e ad attività di workshop. È una delle pochissime realtà autogestite finanziate con donazioni pubbliche e potrebbe essere d’ispirazione per cambiare la percezione delle istituzioni culturali.

I fondatori lo descrivono così “Questo spazio è un centro internazionale di ricerca, creazione e spettacolo a Şirince, un villaggio di Selçuk, a Smirne, in Turchia. Vuole essere un luogo alternativo per ospitare gli artisti che hanno l’ambizione non solo di rispondere alle esigenze contingenti del teatro e della performance ma anche di crearne nuove”.

Costruito tra alberi di ulivo nell’idilliaco villaggio di Şirince, il Madrasa ospita artisti e ricercatori di ogni ambito artistico. I partecipanti ai workshop e ai campi di ricerca qui hanno l’opportunità di uscire dalla routine quotidiana, isolarsi dal “mondo reale” e concentrarsi sull’interazione artistica. L’esperienza in comune è intensificata dall’organizzazione delle attività di tutti i giorni, come cucinare e pulire, che sono a cura degli ospiti. Dopo un’intensa giornata di training e discussioni, gli artisti dormono in camerate fino a dieci letti.

Il teatro è strutturato come una tipica madrasa, con cortile, portici, cupole, dormitori e aule di studio. La principale sala al chiuso è di 200 metri quadrati e il cortile, di circa seicento, include un anfiteatro.

L'idea di costruire la struttura è nata come continuazione dei campi estivi di teatro. Celal Mordeniz, regista di "Seyyar Sahne", forza trainante del Madrasa, voleva creare un luogo permanente per lo studio, la ricerca, la pratica e l’esibizione. Ilgaz Ulusoy, uno dei fondatori, racconta che all'inizio sognavano di avere un piccolo studio, ma il progetto è cresciuto nel corso del tempo e alla fine hanno realizzato una grande struttura, unica in Turchia.

Il famoso architetto, linguista e autore Sevan Nisanyan ha accettato di costruire il Tiyatro Medresesi. Erdem Senocak, uno dei fondatori, racconta come hanno scelto l'architettura e il loro incontro con Nisanyan: "Eravamo seduti in un "han "( un tipico ristorante locale) a Diyarbakir con Celal Mordeniz. Ricordo che quel posto aveva un cortile straordinario e ci siamo dettiIl nostro posto dovrebbe essere simile a questo’. Allora lui ha cominciato a disegnare sui tovaglioli i primi schizzi dell’architettura. C'erano anche altri architetti con noi che ci dissero che sarebbe costato circa 300.000 Lire turche (TL) ( pari a 111.000 euro). E abbiamo pensato "Beh, riusciremo a trovare i soldi". Ma ora, anche se non è ancora finito, è già costato più di 1,1 milioni (408.000 euro)... Una volta deciso che volevamo che il teatro assomigliasse a quell’han di Diyarbakır, abbiamo iniziato a cercare un nome adatto. Dopo esserci a lungo confrontati tra noi siamo arrivati ​​a "madrasa".

Poi ho incontrato Sevan Nisanyan ad un evento e sono andato a parlargli del nostro progetto. Gli ho detto "Vogliamo fare una madrasa del teatro". Lui mi ha guardato per un po’ e poi ha detto "Devi trovare un milione di TL" e poi ha continuato a mangiare. Allora io gli ho chiesto: "Lo dici solo per liberarti di me o abbiamo davvero bisogno di un milione?" E lui ha risposto "Hai davvero bisogno di trovare un milione!" Dopo un mese sono di nuovo andato a trovarlo e gli ho mostrato i nostri schizzi. Così ha capito che facevamo sul serio e ha detto che era anche un suo sogno costruire una madrasa, e cominciò a immaginare come sarebbe stato il cortile. E poi ci ha proposto di costruire la struttura a Şirince, accettando di occuparsene lui stesso".

E con donazioni pubbliche il Teatro Madrasa è nato nel luglio 2012. "Seyyar Sahne" è stata la forza principale dietro le donazioni. Hanno creato un "pool" di finanziamento e anche messo in scena spettacoli teatrali, destinando tutti i proventi al progetto. Seyyar Sahne da sola ha raccolto quasi 250.000 TL. Il resto del finanziamento è arrivato dai parenti dei fondatori, da donazioni private, e contributi in natura. Alcuni artisti famosi hanno accettato di fare spettacoli gratuiti per il Madrasa.

I fondatori immaginano che il costo totale alla fine dei lavori sarà di circa 1,5 milioni di TL. Erdem Senocak, Ilgaz Ulusoy e Dogu Can, tre di loro, dicono di aver bisogno di altri contributi per poter continuare il progetto e chiedono ai potenziali sostenitori di visitare il loro sito per scegliere come poter supportare l’iniziativa. I nomi dei finanziatori vengono incisi su targhe affisse sulle pietre del Madrasa

 

Un nome controverso

Il nome del teatro è suggestivo. Le madrase erano i luoghi che accoglievano gli studenti fornendo loro alloggi, sale di preghiera, aule e biblioteche prima della fondazione della Repubblica turca. Dato che i fondatori della moderna Turchia volevano interrompere tutti i legami con l’Impero Ottomano, le madrase furono vietate dal 1924 e da quel momento in poi anche il nome divenne oggetto di controversie.

I fondatori del Teatro Madrasa confermano questa polemica con la quale hanno dovuto confrontarsi a causa del nome che hanno scelto. Per loro esso rappresenta una connessione tra l’antica tradizione che affonda le sue radici nella madrasa e il teatro, che è uno dei simboli della modernizzazione della Turchia.
Erdem Senocak, uno dei fondatori, ha detto che alcune persone pensavano che il nome suggerisse una nostalgia per l'Impero Ottomano e per questo si sono rifiutate di fare donazioni a sostegno del progetto. Mentre i più conservatori ritengono che le madrase siano istituzioni religiose e non dovrebbero aver nulla a che fare con il teatro.

 

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Muri di nuove identità
Il Teatro Madrasa
ha ospitato la prima fase del progetto "WALLS, separate worlds", la residenza internazionale dedicata al tema "Dramma al crocevia – muri di nuove identità". L’esperienza, anche se è durata solo una settimana all’incirca, ha lasciato un’impressione profonda sui partecipanti. Come ha detto uno degli attori in residenza a Şirince: "Qui in una settimana abbiamo vissuto un'esperienza speciale, non misurabile in termini di tempo".

Senocak , Ulusoy e Can devono il loro coinvolgimento nel progetto WALLS ad Astragali Teatro con il quale sono entrati in contatto l’anno scorso durante un altro progetto che si svolgeva a Istanbul. Il loro primo obiettivo è innanzitutto “confrontarsi e abbattere i muri dentro noi stessi”.
Ilgaz Ulusoy ha scritto sul blog del progetto: "Oltre a lavorare insieme per dieci ore al giorno, abbiamo trascorso ogni momento insieme, mangiando , pulendo , dormendo o stando qui... Ecco perché i posti come Madrasa dovrebbero aumentare. Diventa un'esperienza assoluta condividere una vita in comune. Riuscire a vivere in comune non è diverso dal fare teatro collettivamente. Ci sono molti punti di convergenza. 'Guardare' l'altro, come Fabio (Tolledi) ha sottolineato molto oggi è un aspetto importante. Vediamo come proseguirà il tutto".
Sul loro sito web, i fondatori sostengono che "Madrasa sarà il luogo dove pubblico e artisti possono stare insieme e avere occasioni per incontrarsi e parlare nel cortile. Siamo convinti che nuovi rapporti nasceranno in questo posto, che sarà aperto ad artisti e ricercatori di diverse discipline durante tutto l'anno”.

La dichiarazione esprime chiaramente come il Teatro Madrasa può aiutare ad abbattere i muri.

 


 

 Övgü Pinar

23/10/2013

Traduzione dall’inglese di Federica Araco

 

 

 

 

 

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