Israele/Gaza: la frontiera sotterranea

//Israele. Un soldato perlustra l’interno del tunnel scavato dai militanti di Hamas.

 

All’inizio di ottobre vicino al Kibbutz Ein Hashlosha lungo il confine tra Israele e Gaza, alcuni soldati che presidiavano l’area hanno scoperto l’esistenza di un camminamento sotterraneo “illegale”. Lungo circa 1,7 chilometri, dotato di elettricità e di una linea ferrata, il cunicolo era sufficientemente ampio per permettere il passaggio di due persone ed era stato scavato a 18 metri di profondità per renderne più difficile la localizzazione. Al momento della scoperta gli scavi si erano spinti per circa 200 metri in territorio israeliano ed erano a due metri dalla superficie. Secondo fonti governative la galleria sarebbe stata realizzata per permettere ad Hamas di colpire obiettivi militari e civili nel paese e il portavoce dell’esercito, il brigadiere Yoav Mordechai, l’ha definita “uno dei più avanzati tunnel del terrore scoperti in anni recenti’’.

La reazione da parte di Israele è stata immediata: pochi giorni dopo la scoperta del tunnel i militari hanno cominciato a demolirlo. Durante l’operazione ci sono stati scontri con Hamas con morti (otto militanti) e feriti (cinque soldati).

Il portavoce dell’esercito, Peter Lerner, ha definito la missione “fondamentale per impedire futuri attacchi contro civili israeliani” e i capi dei Consigli di zona vicini alla Striscia hanno cercato di far pressione sul governo per intensificare la presenza di truppe per monitorare e proteggere le loro comunità e incrementare i veicoli di sicurezza nell’area.

"A Israele, dimostrare vulnerabilità è una fonte di potere", ha commentato in un articolo pubblicato su Ha'aretz Amira Hass, corrispondente del quotidiano da Ramallah. “Vicino all’entrata del tunnel c’è la piccola Israele, un po’ isterica e orgogliosa di avere un tale esercito con tutti quei comandanti con le loro pensioni d’oro. E qual è la lezione? [C’è bisogno di] più sicurezza e [di] più ufficiali".

tunel 333“Perché mai Hamas non dovrebbe scavare tunnel?”, ha poi continuato la Hass. “Cosa rende un tunnel più ‘terrorista’ di una nave militare che spara a un pescatore o dell’uso dei droni? Ognuno ha le proprie risorse nella corsa agli armamenti”.

Intanto, sul suo account Twitter, Abu Obeida, il portavoce militare di Hamas a Gaza, ha annunciato che “la resistenza” scaverà altre migliaia di tunnel per colpire il nemico.

Già in Libano, durante la guerra del 2006, Hezbollah aveva realizzato un fitto reticolato di gallerie sotterranee lunghe decine e decine di chilometri nel sud del paese come rifugio in caso di attacchi aerei, ricovero per militanti feriti e deposito per i missili. Secondo gli analisti, non è da escludere l’ipotesi che alcuni di questi cunicoli si siano negli anni ampliati diramandosi verso Israele.

Anche Hamas aveva aperto dei tunnel al confine con l’Egitto per aggirare l’embargo, ma furono pesantemente bombardati dall’esercito durante l’operazione Piombo Fuso del dicembre 2008-gennaio 2009 e, dopo il cambio di regime al Cairo, sono stati definitivamente chiusi.

Come in tutte le guerre asimmetriche, il più debole è spesso costretto a ingegnarsi con tecniche antiquate e strategie imprevedibili per difendersi o attaccare il nemico più potente ed equipaggiato. Il passaggio via terra tra la Striscia e Israele è bloccato dal muro e il sistema Iron Drone neutralizza ogni missile, così la linea di frontiera si sta lentamente spostando nel sottosuolo.

Il confine tra i due territori sta diventando sempre più pericoloso e instabile malgrado l’innalzamento di nuove barriere (elettriche e di cemento) che negli ultimi anni stanno forzatamente ridisegnando il perimetro esterno di entrambi i territori.

Secondo fonti dell’esercito israeliano, il 30 per cento del budget di Hamas sarebbe investito nella costruzione dei tunnel: lo Stato Ebraico rischia di trasformarsi in una fortezza inespugnabile ma con deboli fondamenta.

 


 

Federica Araco

22/01/2014

 

 

 

 

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