Algeria: Yasmina Khadra scende in politica

Il kingmaker e lo scrittore

Le elezioni presidenziali sono sempre un periodo di improbabili dicerie e speculazioni. Quelle previste nell'aprile 2014 non solo non smentiscono questa regola, ma sfociano in un vero e proprio vaudeville. Il presidente in carica da 14 anni è un uomo anziano e malato, mezzo paralizzato, che non si fa più vedere in pubblico.

Come prevede la Costituzione in questi casi, non dovrebbe potersi ripresentare per motivi di salute. Ma la pratica sembra essere ben diversa: la sua corte, ministri e parlamentari, lanciano appelli per sostenerlo un altro mandato. Lui non si pronuncia.

//Yasmina KhadraEppure finora niente di nuovo nel contesto algerino. La sorpresa viene da altrove. Lo scrittore algerino Mohamed Moulessehoul, meglio noto con lo pseudonimo femminile di Yasmina Khadra, ha annunciato la sua candidatura dando così il via alle più fantasiose chiacchiere. Yasmina Khadra, attuale direttore del centro culturale algerino di Parigi, con il rango di ambasciatore, è un ex-comandante dell'esercito algerino. Autore di successo, l'uomo non cela la stima che ha di sé e crede nella propria popolarità. Il suo annuncio, accolto in un primo tempo come uno scherzo, è stato confermato dalle dichiarazioni dello scrittore nella stampa algerina, riprese poi da diversi media stranieri.

Per ora Yasmina Khadra non ha un programma elettorale, perché preferisce in un certo senso “saggiare” il consenso degli Algerini. Nel frattempo la candidatura alimenta tutti i dibattiti. Per alcuni lo scrittore vuol fare la lepre per favorire un altro uomo, Bouteflika, nativo come lui dell'ovest dell'Algeria e soprattutto dell'esercito da cui proviene l'autore. Per altri è arrivato forse il momento di avere un presidente che sappia “leggere e scrivere”, un intellettuale invece dei veterani del FLN o dei militari riconvertiti in politici.

Uno scrittore conosciuto nel mondo intero come presidente? Su via! Stiamo parlando dell'Algeria, dove non si scherza con il potere! Yasmina Khadra che mantiene rapporti già difficili con gli altri scrittori mette alla prova la sua credibilità. Giocare con il potere e patteggiare con il sistema rischia di costargli caro. Oggi in Algeria nessuno può diventare presidente senza il sostegno dei militari, i soli in grado di far vincere un candidato. Presentare la propria candidatura senza questo appoggio determinante e senza il sostegno di un partito politico indica un'incredibile ingenuità politica.

//Kateb YacineA questo proposito un vecchio compagno di Kateb Yacine ci racconta come un giorno il despotico presidente Boumediène aveva, nell'ennesimo tentativo di recupero, chiesto all'autore di Nedjma cosa potesse fare per lui: “chiedi quello che vuoi”. Kateb dopo un attimo di riflessione aveva risposto “voglio un frigorifero, signor presidente”. Erano gli anni Settanta, anni di penuria dove solo la nomenklatura poteva permettersi macchine, televisori e frigoriferi, senza i buoni di distribuzione.

Si è capita la morale dell’aneddoto; un intellettuale non sta al di sopra del popolo, ma al suo fianco. Ancora più sorprendente di quella di Yasmina Khadra, è la candidatura dell'onnipotente capo dei servizi segreti, il generale Mohamed Médiène alias “Tewfik”. Se moltissimi algerini non hanno mai sentito parlare di Yasmina Khadra, nessuno invece ignora chi è il generale Tewfik. L'informazione data da un sito vicino ai servizi segreti o DRS (Dipartimento d'Informazione e di Sicurezza) non è stata presa sul serio per quanto sia assurda. Eppure alla fine bisogna crederci, da un lato perché i giornalisti algerini che gravitano nell'orbita del potere non si azzardano a lanciare tali scoop, dall'altro perché le parole del candidato sul detto sito sono chiare.

//Mohamed Médiène alias “Tewfik”Il generale avrebbe anche preparato uno slogan per la campagna elettorale “Esercito e popolo contro la violenza e la corruzione”. Gli internauti stanno ancora piegati in due dalle risate. Per capire il lato esilarante di questo caso, bisogna sapere che il ponte che collega l'autostrada al porto di Algeri è stato a lungo chiamato “il ponte dei generali”, i quali, si diceva, controllavano tutte le importazioni del paese. Ricchi, potenti e spietati, i generali sono i veri padroni dell'Algeria, è almeno questa la profonda convinzione della gente. E il padrone dei padroni non è altro che il candidato Tewfik. Un gioco nei social network fa la domanda seguente:” perché voler essere presidente quando si è Dio?” Tanto per capire il potere che gli Algerini attribuiscono, a torto o a ragione, a questo personaggio misterioso che non da quasi mai interviste e di cui circola su tutti i giornali una sola foto sfocata.

Regista del potere, regge i fili della rendita petrolifera distribuendo posti, privilegi, è lui che ha “nominato” Bouteflika, che dimette i ministri, i grandi funzionari e magistrati, e che può pronunciando una sola parola insabbiare un quotidiano o rovinare la vita di un uomo. Per gli Algerini, è inconcepibile che lui possa volere il potere quando al potere già ci sta. Per ora l'interessato non ha smentito l'annuncio della propria candidatura, ma l'Algeria è un paese in cui tutto è possibile.


Ghania Khelifi

Traduzione dal francese Matteo Mancini

21/11/2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Related Posts

Il presidente algerino candidato al “plebiscito” di aprile

04/03/2009

Il presidente algerino candidato al “plebiscito” di aprileQuesta candidatura ha esaudito il desiderio dei partiti dell'Alleanza presidenziale e di una moltitudine di organizzazioni vicine al regime.

Internet in Algeria: il ritardo, aspettando il boom

28/06/2008

Internet in Algeria: il ritardo,  aspettando il boomIl ritardo è sorprendente dal momento che l'Algeria è stato uno dei primi paesi “connessi” nel mondo arabo: alcune università e centri di ricerca erano agganciati alle reti europee e americane già negli anni '80.