La minaccia nazista in Grecia: Alba Dorata

al do 270Il partito razzista greco Alba Dorata, cavalcando l’onda del dissenso causata dalla crisi economica e dall’afflusso degli immigrati illegali, è entrato in Parlamento per la prima volta nel 2012. Politici e commentatori greci paragonano la sua ascesa a quella dei nazisti nel 1930. Human Rights Watch ha definito il fenomeno “l’esempio più preoccupante della tensione politica” in Grecia.

Antimusulmano, antisemita, omofobo, il partito incoraggia gli attacchi violenti. Human Rights Watch ha affermato che “le aggressioni contro i migranti afgani, nordafricani e subsahariani sono preoccupantemente diffuse, e per la maggior parte non denunciate” in Grecia e che “alcuni politici sembrano riluttanti ad agire con decisione per timore di una reazione populista da parte dei militanti di Alba Dorata”.

Tuttavia, dopo l’assassinio del rapper antifascista Pavlos Fyssas, lo scorso settembre, il gruppo ha cominciato a perdere consensi. I suoi leader sono stati arrestati e accusati di appartenere a un’organizzazione criminale. I finanziamenti pubblici sono stati tagliati. Secondo alcune fonti, Alba Dorata avrebbe perso almeno un terzo dei suoi sostenitori in una sola notte uccidendo Fyssas. Alcuni simpatizzanti che avevano il corpo coperto di tatuaggi razzisti, come le svastiche, sono corsi a cancellarli.

Ma mentre si parlava di una perdita di potere da parte di Alba Dorata, quello che sembrava essere un omicidio di vendetta ha cambiato fisionomia. Due esponenti del partito sono stati uccisi il primo novembre. Anche se l’agguato per alcuni sarebbe sospetto, sembra che i consensi di Alba Dorata siano nuovamente in ascesa.

Abbiamo chiesto al giornalista greco Dimitri Deliolanes, autore di “ Alba Dorata. La Grecia nazista minaccia l’Europa”, di spiegare i motivi che hanno portato al successo del gruppo e quali siano le reali minacce. Nella descrizione del suo libro, Deliolanes afferma: “L’avanzata dell’estrema destra razzista e xenofoba minaccia i valori fondamentali dell’Europa. Alba Dorata ha solo aperto la strada”.

 

//Dimitri DeliolanesCome è nata “Alba Dorata”?

Esiste dal 1980, ma ha avuto un ruolo irrilevante in tutti questi anni. Contava al massimo un centinaio di iscritti e ha causato solo occasionalmente problemi, con aggressioni sporadiche. Con la crisi economica, nelle elezioni del 2010 il partito è riuscito a ottenere un seggio al Consiglio comunale di Atene. È stato il “führer” del gruppo, Nikolaos Michaloliakos, a entrare a farvi parte.

 

Quindi possiamo dire che la crisi economica in Europa e in particolare in Grecia hanno aiutato Alba Dorata a diventare più forte?

Certamente. L’ingresso del partito in Parlamento e la sua crescita dipende da molti fattori, ma da due in particolare: la crisi e l’immigrazione.

La crisi è stata generata anche da una crisi politica e il partito ha approfittato dell’indebolimento della democrazia. La leadership della Commissione europea è, a mio avviso, composta da persone estremamente mediocri. Barroso, Van Rompuy, Baroness, Ashton... sono di un livello molto più basso rispetto agli altri politici europei. Non hanno fatto nulla ma sono sullo stesso piano degli stati più potenti dell’Unione, come la Germania, la Francia... anche se c’è stato un forte calo della democrazia, hanno continuato con l’approccio neo-liberale invece di provare a cercare un’alternativa per creare crescita. Anche questo ha spinto alcune persone scontente verso i gruppi antidemocratici.

L’immigrazione, dall’altra parte, è una questione più complessa. Non si tratta solo di un problema greco, ma riguarda tutto il mondo. E non ci sono formule per poterlo risolvere. L’unica soluzione per un governo è provare a gestirlo. Quando è cominiciata l’immigrazione dai paesi dell’est, non c’era alcun problema perché i paesi di destinazione avevano bisogno di forza lavoro. Ma quando i tempi sono duri, i posti di lavoro diventano più preziosi e il razzismo e la xenofobia aumentano. È successo questo in Grecia. E poi c’è un altro aspetto. Noi siamo una delle frontiere dell’Unione Europea e la maggior parte dei migranti è solo di passaggio sulla rotta per il Nord Europa ma di solito non riesce a raggiungere le destinazioni finali e rimane in Grecia, un paese povero e in crisi esso stesso. Dato che non ci sono molti posti di lavoro, alcuni immigrati, insieme ai greci naturalmente, si sono uniti a delle bande criminali: questo cambia il modo in cui sono percepiti creando ulteriori tensioni.

 

Questo significa che anche l’Unione Europea ha una responsabilità nel problema dell’immigrazione?

Certamente. C’è il famoso accordo “Dublino II” che dice, per esempio, che se un migrante si trova in Francia e si scopre che è entrato in Europa dal confine tra Turchia e Grecia, allora dovrà esser rimandato in Grecia. Questo trasforma i paesi di frontiera come la Grecia, la Spagna, l’Italia, Malta e Cipro in un’enorme discarica di persone che l’Europa non vuole supportare. Quindi sicuramente c’è una grande responsabilità dell’Europa.

 

Negli ultimi anni migliaia di persone hanno cercato di fuggire da zone di guerra verso l’Europa. Come vedono i greci il flusso di immigrati dal Medio Oriente e Nord Africa?

Questo è un problema molto complesso. Durante gli ultimi quindici anni la maggior parte dei migranti che arriva in Europa non cerca lavoro ma cerca di fuggire dalla guerra e sopravvivere. È un grande problema. Per esempio, in Grecia come in Turchia, naturalmente, da più di dieci anni abbiamo un flusso continuo di migranti provenienti dall’Afghanistan. E non possiamo distinguere chi fugge dalla guerra e chi vuole venire in Europa per avere migliori opportunità. In questo momento anche la popolazione greca ha i suoi problemi e cerca di sopravivvere.

 

Recentemente i leader di Alba Dorata sono stati arrestati, i fondi pubblici per il partito sono stati tagliati. Molti sostenitori stanno cambiando idea, i tatuaggi razzisti vengono cancellati. Cosa pensa della situazione attuale? Alba Dorata è in declino?

Vorrei sottolineare una cosa. Alba Dorata non è un gruppo di estrema destra, è un gruppo nazista. È questa la differenza rispetto ai gruppi di estrema destra che vediamo in Europa. Il nome “Alba Dorata” si riferisce all’ordine magico britannico che ha lo stesso nome, con Aleister Crowley, il mago satanista, come leader. C’è molta differenza rispetto agli altri gruppi di estrema destra conosciuti come la Lega Nord in Italia, Marie Le Pen in Francia... Si tratta di militanti nazisti che sostengono una soluzione violenta e parlano esplicitamente di guerra civile. Non sono quindi un gruppo di opinione, ma un gruppo militante.

A settembre hanno ucciso il rapper antifascista Pavlos Fyssas e, ovviamente, il popolo greco ha criticato fortemente questo gesto. Fino all’assassinio di due membri del partito, il primo novembre scorso, il gruppo stava perdendo consensi. Pochi giorni fa, un gruppo di estrema sinistra mai sentito prima, “Le Forze Rivoluzionarie del Popolo Militante”, ha rivendicato l’attacco. Si è trattato di un agguato da parte di professionisti, molto preciso. Sembrava quasi il lavoro di un killer. Credo che questo agguato fosse una provocazione. Prima dell’uccisione di Pavlos Fyssas Alba Dorata aveva circa il 15 per cento dei consensi, dopo l’assassinio il 7 per cento. E la gente ha cominciato a cancellare i tautaggi razzisti. Ma con l’ultimo agguato il consenso è salito intorno al 10 per cento.

 


 

Övgü Pınar

Traduzione dall’inglese di Federica Araco

20/11/2013

 

 

 

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