Uno scandalo di corruzione scuote la Turchia

//Il primo ministro Erdoğan sta lottando per limitare i danni dopo lo scandalo di corruzione.

Le città turche sono ancora una volta teatro di proteste anti-governative, pochi mesi dopo le rivolte di Gezy Park che sono andate avanti tutta l'estate. Questa volta però il motivo che sta dietro le proteste è potenzialmente distruttivo per il governo: uno scandalo di corruzione di alto profilo che coinvolge ministri e uomini d'affari vicini all’AKP al potere. E il modo in cui lo scandalo è emerso fa pensare che se non saranno gli elettori a mandar via Erdoğan, potrebbe essere uno dei suoi vecchi alleati, la comunità religiosa "Gülen", a mettere il chiodo sulla bara.

Lo scandalo di corruzione è scoppiato il 17 dicembre con un’operazione a sorpresa della polizia contro i figli di tre ministri, uomini d'affari e funzionari, nonché il capo della banca di stato, tutti accusati di essere coinvolti in episodi di corruzione, concussione, truffe e illeciti trasferimenti di denaro con l'Iran. Nel raid sono stati trovati 4,5 milioni dollari in contanti nascosti nelle scatole delle scarpe in casa del capo della statale Halkbank.

Le scosse di assestamento dell'operazione che ha fatto tremare il governo sono state forse ancora più controverse degli stessi arresti. Il Primo Ministro, invece di assicurare ai cittadini che avrebbe combattuto la corruzione, ha promesso di lottare contro chi ha avviato questa indagine. In pochi giorni, decine di agenti di polizia coinvolti nel caso sono stati licenziati, il procuratore è stato rimosso dal caso e dopo quasi una settimana tre ministri i cui figli erano stati accusati si sono dimessi. Come per sminuire il fatto, il premier Erdoğan ha fatto un rimpasto generale, sostituendo altri 10 ministri.

 

//I ministri Çağlayan, Güler e Bayraktar (da sinistra a destra) si sono dimessi dopo che i loro figli erano stati accusati.

I figli del ministro dell'Interno Muammer Güler e dell'Economia Zafer Çağlayan sono stati arrestati e ora sono in attesa di giudizio, mentre il figlio del ministro di Ambiente e Urbanistica Erdogan Bayraktar è stato rilasciato dopo essere stato detenuto. Ed è stato questo ministro che, pur obbedendo agli "ordini" del premier a dimettersi, ha lasciato la scena "non con un lamento, ma con un avvertimento".

Erdoğan Bayraktar, annunciando le sue dimissioni in una trasmissione in diretta, ha scagliato fulmini sul premier dichiarando che era stato proprio lui a sollevare gli argomenti oggetto dell'inchiesta. Bayraktar ha dichiarato: "Non accetto la pressione che è stata messa su di me […] perché gran parte dei piani regolatori che si trovano nel fascicolo istruttorio ha avuto l'approvazione del signor Primo Ministro". E ha proseguito dicendo che "per il bene di questa nazione e paese, credo che lui dovrebbe dimettersi ".

 

Lotta di potere tra ex-alleati
Dopo poco ci sono state reazioni nei media che annunciavano che la seconda fase delle indagini si sarebbe concentrata sulle malefatte del figlio di Recep Tayyip Erdoğan, e lui ha detto che il vero obiettivo dell'indagine era di aggredire la sua persona. Erdoğan ha anche indicato la presenza di una mano straniera dietro le operazioni, volgendo lo sguardo al suo ex alleato Fethullah Gülen, influente capo di una potente comunità religiosa, Cemaat, che vive negli Stati Uniti.

Lo scandalo si pensa possa derivare da una lotta di potere tra Erdoğan e Gülen che in Turchia ha molti seguaci nella polizia e in magistratura. Il dissidio tra gli ex alleati è venuto alla luce per la prima volta nel febbraio 2012, quando un pubblico ministero ha convocato il capo dell’agenzia di intelligence (MIT), Hakan Fidan, sospettato di condurre trattative segrete con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), che è considerato un’organizzazione terroristica in Turchia, negli Stati Uniti e in Europa. Si diceva che i seguaci di Gülen potessero essere dietro questa mossa perché Cemaat era contrario ai negoziati.

//FethullahGülen, che in unvideo maledicei"ladri".Ma la lottapiù dura traErdoğane i sostenitori di Gülen è scaturita a seguito della decisionedel governo dichiudere le loro affollate scuole(dershane). La comunità ha infattiquasi mille di queste scuolein Turchiaela loro chiusurasignificherebbe la perdita di ingenti quantità di denaro e, forse cosa più importante, la perdita dirisorse umane. Cemaatè accusatadi usare queste scuole, che servono principalmentea prepararegli studenti ai test di ingressouniversitari, per fare il “lavaggio del cervello" ai giovani e raccoglierenuovi adepti. Così ladecisione del governoè stata uncolpo mortaleper la comunitàe gli analistisuggeriscono cheloro abbiano reagito alla provocazionefacendo venire alla luce lo scandalo di corruzione...


Il fattoche la poliziamolto probabilmente fosse da tempo al corrente del fenomeno ma abbia scelto di agire solo ora, dopo la disputa con il governo, provoca polemichee spinge asospettareche ci possa essereuno "statoparallelo" dentro lo Stato,governatoda un'organizzazione che agisce nell’ombra.

Pertanto, anchealcuni degliavversari piùtenacidel governodell'AKPsono rimasticauti riguardo l'inchiestadi corruzione. NedimŞener, un giornalistadi fama internazionaleche è stato imprigionatoperpiù di un annoindetenzione preventivaconl'accusadi cercare difar cadere il governo, ha dichiarato al sitoAlMonitor:"Il governonon può restareincarica dopoun tale scandalo. È megliochesi dimetta, mailproblema di corruzioneè ormaisecondario.Dobbiamo capire che ilCemaatin realtàpuntadirettamente aErdoğan. Questo dimostra cheè cresciutocosì tantoche può anchefar cadereil Primo Ministrodel paese,se vuole". E ha aggiunto: "La gente deve distinguereleduemalefatte: la corruzione èsbagliata, ma anche quello che sta facendo Cemaat èsbagliato".

 

Cosa diranno gli elettori?

Con le elezioni amministrative in vista, tutti cercano di immaginare che effetto avrà lo scandalo di corruzione sulle urne. I manifestanti per le strade chiedono che il Primo Ministro si dimetta,ma seriusciranno a ottenere quello che vogliono lo si vedrà tra pochi mesi.

Alcuni analisti sostengono che Erdoğan abbia smesso di lottare per la sua vita politica. Un titolo del Financial Times diceva “Il Primo Ministro turco perde la sua aura di invincibilità” dopo lo scandalo. Ma un articolo pubblicato sul blog del Washington Post sembra suggerire l’effetto che il caso di corruzione potrebbe avere sugli elettori:

“Nella ricerca pubblicata di recente sulla rivista Electoral Studies (Studi Elettorali), alcuni analisti hanno condotto due esperimenti per esaminare l’effetto della corruzione sulle scelte di voto in un paese ad elevato indice di corruzione (la Moldavia) e uno tra i meno corrotti (la Svezia). In entrambi i casi, agli intervistati è stato chiesto come si aspetterebbero che un cittadino voti in un’elezione per un ipotetico sindaco e gli sono state fornite alcune informazioni. La prima era sulle condizioni economiche, migliorate o peggiorate durante il suo mandato, e la seconda riguardava sia comportamenti di corruzione nella città che azioni da parte del primo cittadino volte a combatterla.

I risultati sono stati illuminanti, in Svezia gli elettori hanno punito il sindaco per corruzione a prescindere dalle condizioni economiche, mentre in Moldavia il primo cittadino è stato punito per corruzione solo quando gli indicatori economici erano sfavorevoli. Con il migliorare dell’economia, invece, gli elettori sono apparsi meno preoccupati dal fattore corruzione.

I ricercatori hanno interpretato questi risultati come il riflesso di realtà diverse. In un paese come la Svezia dove la corruzione è poco diffusa qualsiasi comportamento poco lecito è giudicato inaccettabile. In Moldavia, invece, dove la corruzione è molto diffusa, gli elettori sono più tolleranti se il sindaco dimostra di essere competente nel settore economico. Solo un suo fallimento anche nella gestione delle finanze spingerebbe gli elettori a diventare più sensibili al tema della corruzione”.

Con la Turchia al 55esimo posto su 177 nel Transparency International Corruption Perceptions Index del 2013, forse tutto dipenderà da come gli elettori percepiranno la situazione economica del paese.

 


 

Övgü Pınar

Traduzione dall’inglese di F.Araco

8/01/2014

                                          


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