Cosa accade in Egitto?

È un momento delicato per l’Egitto: alla vigilia delle elezioni presidenziali del 26-27 maggio – il popolo egiziano è chiamato alle urne per la sesta volta in tre anni – cosa sta succedendo?

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Il paese si trova a dover fronteggiare una forte crisi economica e a sperimentare unapolarizzazione politica, con un’opposizione debole dopo lo scioglimento del Fronte di salvezza nazionale e l’abbandono della politica del suo leader Al Baradei. Sembra scontata alle prossime elezioni la vittoria dell’ex capo del Consiglio supremo delle forze armate ed ex ministro della difesa Al Sisi. Il suo avversario, il nasseriano Hamdeen Sabahi, più volte in carcere come dissidente del regime di Mubarak, leader della Corrente popolare egiziana e co-leader del Fronte di salvezza nazionale, ha il supporto di importanti personalità, come la scrittrice Al Aswani e il regista Khaled Youssef.

Tuttavia i candidati sembrano non avere un programma preciso. Si gioca piuttosto sui toni del nazionalismo. “Gli Egiziani hanno bisogno di sentirsi un Paese, di avere un leader, una guida che risolva i problemi”, commenta Ethar El Katatney, giornalista di Al Jazeera. “La disoccupazione è altissima, la violenza ha raggiunto livelli intollerabili. Per l’Economist il nostro è il sesto Paese più infelice al mondo”.
Ma non è sempre stato così. In passato l’Egitto poteva mostrare al mondo una pacifica coesistenza culturale e religiosa, mentre oggi è tutto molto polarizzato. “O sei con il candidato che vincerà le elezioni, o sei contro l’Egitto”, continua Ethar El Katatney. “Al Sisi ha dichiarato che se vincerà le elezioni annienterà la fratellanza musulmana, che però è una realtà molto radicata nel Paese”.

Dall’inizio delle primavere arabe la situazione sociale è cambiata, ma non sempre in meglio. Ripercorriamo gli eventi degli ultimi tre anni.
Il 25 gennaio 2011 inizia la protesta in piazza Tahrir: attraverso il tam tam dei social network si ritrovano insieme giovani musulmani, cristiani copti, laici per dire basta al regime dittatoriale di Mubarak. Sono i cosiddetti “giorni della rabbia” o “giorni della dignità” che l’11 febbraio costringono Mubarak a lasciare la presidenza.


Alle elezioni parlamentari del gennaio 2012 il partito islamista dei Fratelli musulmani vince con il 38% dei seggi. Nei mesi successivi dilagano le proteste per le interferenze dei militari, fino ad arrivare a giugno all’elezione del presidente islamista Morsi col 51,7% di voti. Morsi introduce una Costituzione con molti articoli di marca islamista, attorno ai quali si apre un dibattito, in particolare per quanto attiene alla libertà di parola e alla tutela delle minoranze: è scontro col Consiglio supremo delle forze armate, che sfocia in una rivolta militar popolare nel giugno 2013.
Morsi è rimosso e incarcerato, Fratelli musulmani viene dichiarata un’organizzazione terroristica e fuorilegge il suo partito Giustizia e Libertà. Oltre 500 le condanne a morte. In questo contesto il primo movimento della società civile, Tamarrud, assume un ruolo importante e in poco tempo raccoglie milioni di firme contro Morsi.


A gennaio 2014 con un referendum viene approvata la nuova Costituzione, ma solo il 38% degli elettori l’ha votata: sono eliminati gli articoli di marca islamista, anche se Islam resta religione di Stato, è sancita la tutela delle minoranze, sono banditi gli schieramenti fondati su base religiosa, estesi i diritti alle donne e stabilito il principio di uguaglianza con gli uomini, rafforzate le istituzioni e la salvaguardia dei diritti umani. La Costituizone prevede, infine, un processo di riconciliazione, ma concede un potere enorme ai militari e gli imputati civili sono ancora sottoposti a giudizio nei tribunali militari.

“In questi ultimi anni”, evidenzia Ethar El Katatney, “abbiamo odiato Mubarak, abbiamo amato Morsi, poi abbiamo odiato Morsi, abbiamo amato i militari e così via”.
Oggi nel Paese continuano gli scontri, ci sono vittime e feriti, segnali che rivelano una fase di transizione lunga e piena di incognite.

 


lg caffe 154bisElisabetta Gatto

17/05/2014

 

 

 

 

 

 

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