Dipingere per superare il trauma della guerra

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Sabrine è sulla scala, con una mano tiene un libro e con l’altra una penna. Con gesti calmi traccia delle linee sul muro. Sotto di lei altre ragazze, tra i 10 e i 15 anni. Una di loro ripassa con un pennello la forma tracciata dalla sua compagna. Si intuisce appena la forma di un bell’albero autunnale. Ci sarà anche un campo giallo tutto intorno, quando sarà finito il disegno.

La Scuola Pubblica di Mansourieh (Libano) è una struttura piccola e poco luminosa. Il cortile, nel seminterrato, sembra un garage ed è solo in parte all’aperto mentre le aule si sviluppano ai piani superiori. Qui studiano200 rifugiati siriani e libanesi tra i 5 e i 15 anni grazie a un programma dell’UNHCR promosso da Terre des Hommes Italia.

Per sostenere questi giovani sono state avviate delle attività ricreative con l’intenzione di stimolare il senso di comunità e la fantasia dei bambini. “A scuola, devi sentire che fai parte di una famiglia, non di un’organizzazione. Questa è la mia idea di educazione”, spiega Marie Noelle Malti Zahkhour, professoressa e responsabile delle attività artistiche. “I bambini erano traumatizzati e restavano isolati all’inizio”, racconta.“L’idea di pitturare i muri dell’istituto ci è venuta in mente un po’ di tempo fa, ma non avevamo soldi a sufficienza”, continua la docente, “quando però è iniziato il rapporto con Terre des Hommes abbiamo ottenuto un primo finanziamento con il quale abbiamo potuto comprare i materiali necessari”.

La maggioranza dei siriani coinvolti nel progetto ha vissuto in prima persona gli orrori dalla guerra. Nonostante ora siano al sicuro, questi bambini devono comunque affrontare un duro processo di recupero.  Da una parte, hanno bisogno di elaborare il lutto per i parenti e gli amici persi, accettare lo sradicamento dalla propria terra e provare a superare i propri traumi e le paure. Dall’altra, devono potersi ricostruire una loro dimensione ludica e infantile, e questo non è sempre facile per via di un contesto familiare di grande dolore e lutto.

L’opera, ormai conclusa, rappresenta le quattro stagioni. Sabrine, siriana, 14 anni, assieme a Riad e Hawa, è stata una delle studentesse incaricate di realizzare i disegni originali sui muri. “Ho scoperto nella pittura una passione e adesso, quando mi sento stressata o triste, dipingo”, racconta.  Anche Riad, Hawa, Rola e Aya sembrano entusiaste. “È stato un grande stimolo per noi, abbiamo passato veramente un bel periodo. Mentre dipingiamo sul muro, evadiamo dalla nostra realtà di tutti giorni”.

L’esperienza ha coinvolto tutti gli studenti in modo orizzontale e partecipato: “Se qualcosa dei loro disegni non è venuto bene, possono sempre cancellarlo. Tutti i bambini hanno dato il loro contributo, tutti hanno preso in mano il pennello e lavorato”, spiega Marie Noelle. Il risultato è visibile: “Quando abbiamo iniziato il dipinto, si sentivano estranei alla struttura.  Adesso sentono che questo è il loro posto e se ne prendono cura: stanno attenti a non danneggiare i muri e non buttano mai niente per terra, mantengono tutto il loro spazio pulito”.

 


 

 

 

 

 

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