La diaspora curda in Italia

dia curda 1 110

Il tortuoso percorso del Processo di pace

Le trattative tra Öcalan e Ankara hanno avuto un nuovo arresto dopo le dichiarazioni del primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan, rafforzato dalle amministrative di marzo e in vista delle presidenziali di agosto. Intanto centinaia di curdi continuano a chiedere asilo in Europa.

dia curda 2 110

Un esodo senza fine

La diaspora curda ha coinvolto finora 3,2 milioni di persone, specialmente di provenienza turca. In Europa le comunità più numerose sono in Germania, Francia, Inghilterra, Svezia e Olanda. L’Italia è una tappa obbligata sulla rotta verso gli altri Paesi dell’Unione, ma spesso si trasforma in una prigione a cielo aperto.

dia curda 3 110

 Ararat: l’arca dei curdi nel cuore di Roma

Alcuni richiedenti asilo rimangono per mesi, a volte anni, bloccati dal complesso iter burocratico italiano. Senza documenti, senza aiuti economici da parte dello Stato e senza lavoro. Il centro socio-culturale autogestito di Testaccio è diventato il punto di riferimento per tutti i curdi in transito nel nostro Paese.

   

Related Posts

Dossier. Siria: resistenza cittadina

07/11/2016

 

Dossier. Syrie : résistance citoyenne | babelmed | culture méditerranéenneLa Siria stremata dai bombardamenti russi, stretta fra la dittatura di Bashar Assad e gli orrori di EI, uomini e donne della società civile: artisti, comici, attivisti, scrittori, usano il loro talento e la loro generosità per continuare a tutti i costi a vivere insieme. Articoli selezionati da Enab Baladi e Siria Untold nell'ambito del programma Ebticar.

Giovani mediterranei

23/03/2010

Giovani mediterranei“Ritratto d’una generazione” inaugura un vasto ciclo d’inchiesta sui “giovani mediterranei” che Babelmed e i suoi media partner pubblicheranno nel corso del 2010. L’obiettivo è di conoscere meglio la gioventù di 11 paesi: Algeria, Egitto, Francia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Palestina, Tunisia, Turchia, Spagna.

Libia, un anno dopo

13/04/2012

Libia,  un anno dopoUno sguardo attraverso le ferite ancora aperte di un paese in cambiamento, a un anno dallo scoppio della guerra civile che portò alla caduta di Gheddafi.