Primo bando per progetti Ebticar: la vitalità del digitale arabo

cfi select 545

 

Marsiglia, 8 e 9 luglio 2014. Il mistral scuote l’estate, schiaffeggiando tutto al suo passaggio. In lontananza, il mare vira verso il verde smeraldo increspandosi di schiuma e aumenta la tensione nervosa dei concorrenti che l’hanno attraversato per venire a sostenere i loro progetti nella bella sede della Villa Méditerranée.

Nello scorso aprile, CFI, l’agenzia francese per la cooperazione internazionale, ha lanciato con il supporto di FEI, France Expertise Internationale, e con la collaborazione di Babelmed.net (Italia) e delle fondazioni Samir Kassir (Libano) e Anna Lindh (Egitto), il primo bando EBTICAR-MEDIA. Questo programma è destinato allo sviluppo dei media online in Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Giordania, Libano, Siria e nei Territori Palestinesi. Grazie a un finanziamento dell’Unione Europa pari a 1,5 milioni di euro in tre anni (2014-2016), EBTICAR-MEDIA fornirà un sostegno concreto agli attori più dinamici dell’innovazione digitale nelle società arabe in piena trasformazione dopo il movimento storico che le ha attraversate recentemente.

 

Recuperare il tempo perduto

Ebticar, che significa “innovazione” in arabo, è la definizione giusta per i primi undici progetti selezionati, tanto questi possono essere considerati all’avanguardia nei rispettivi campi d’intervento. Creatività, impegno, partecipazione e competenza tecnologica si combinano in queste iniziative, sia di portata regionale che globale. Ma più in generale, è la qualità e quantità dei progetti presentati che dà la misura della ricchezza del patrimonio culturale digitale delle società arabe.

Dei 130 progetti presentati, 26 erano entrati nella preselezione finale. Le sovvenzioni previste oscillano tra i 20.000 e gli 80.000 euro, a seconda della portata e delle modalità di realizzazione dei progetti. In ragione dell’ammontare complessivo dei finanziamenti a disposizione, e in vista del secondo bando che sarà lanciato da Ebticar a gennaio prossimo, questa prima tornata poteva quindi premiare solo 10/12 progetti. Le organizzazioni titolari dei progetti finalisti sono state perciò invitate a Marsiglia per un pitch di una ventina di minuti alla presenza della giuria, composta dai rappresentanti di CFI e degli altri partner del programma. I criteri per la selezione finale comprendevano “la pertinenza del progetto rispetto al contesto, la capacità di realizzazione del progetto da parte dell’organizzazione proponente, il carattere innovativo del progetto, e la sua sostenibilità”.

Molto in ritardo rispetto all’evoluzione del panorama mediatico internazionale, il mondo del giornalismo arabo ha sofferto della mancanza di libertà d’espressione e pluralismo politico, ma anche più semplicemente della cattiva qualità e della scarsità di investimenti dei media esistenti, con l’unica notevole eccezione del Libano. Limiti tipici dei regimi autoritari.

Ora, stando a questo primo bando Ebticar, appare evidente come i media digitali abbiano ingranato la quinta nel corso degli ultimi decenni. I regimi polizieschi in vigore nella maggior parte dei paesi arabi hanno stimolato una gioventù composta da “nativi digitali” a trovare il sistema per aggirare il codice di errore 404, “pagina non trovata”, che compariva ogni volta che si faceva una ricerca online su tematiche giudicate sensibili dal regime di Ben Ali in Tunisia, dando vita, paradossalmente, a una generazione di blogger e ingegneri/e del web dotati di grande talento.

L’adozione di software open source e la disponibilità gratuita di importanti programmi di sviluppo digitale in lingua inglese, e più recentemente anche in arabo, hanno permesso la nascita di progetti interamente basati sul volontariato, nati dal desiderio di partecipare attivamente al cambiamento sociale, quantomeno come “cittadini informatici”. Tutti i progetti – presentati, finalisti e vincitori – in questo primo bando Ebticar, sono la testimonianza concreta della forza, dell’apertura e della creatività di questi nuovi movimenti di cittadinanza attiva.

 


 

Catherine Cornet / Nathalie Galesne

Traduzione dal francese di Cristiana Scoppa

 

 

 

 

 

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