Il futuro Rom è donna?

Alexian 250Già vent¹anni fa in un editoriale per la rivista Thèm Romanò scrissi che il futuro del mondo romanò sarebbe passato inevitabilmente attraverso l¹attivismo delle Romnià (donne Rom). Questa considerazione scaturiva dall¹analisi della secolare situazione e dal ruolo delle Romnià all¹interno e all¹esterno della propria famiglia e della propria comunità. Da allora qualcosa è cambiato e la previsione era giusta. Le Romnià che si sono realizzate e che hanno un ruolo attivo nella società maggioritaria sono sempre di più grazie anche al livello di formazione e di istruzione raggiunti. Vere e proprie professioniste in diversi Paesi e specialiste in vari campi con un grado di preparazione notevole, in alcuni casi vere eccellenze e addirittura europarlamentari. In molti Paesi hanno un ruolo di primo piano nelle associazioni che si occupano di rivendicare e di difendere i diritti umani dell¹etnia Rom con un contributo straordinario.

Certamente moltissimo c¹è ancora da fare per affrancarsi dalla secolare situazione di subordinazione all¹interno della famiglia di appartenenza e dalla   in seno alle società ospitanti. E proprio dalla necessità di questa doppia rivendicazione che nasce la loro forza e il loro fondamentale attivismo: non vogliono ridursi ad essere considerate solo madri, figlie o sorelle ne tantomeno delle indesiderate da emarginare. Devono affrontare ancora tanti tabù e tanti pregiudizi. Non tutti sono pronti al cambiamento. Non è semplice raggiungere un equilibrio e un punto di incontro accettabile ma con la loro preparazione, con i loro sacrifici, con le loro capacità e con la loro determinazione reclamano un futuro migliore per se stesse, per i loro figli e per il loro popolo. La strada è segnata e il processo è irreversibile. Il loro attivismo va oltre ogni semplice ambizione, esse si propongono come forza propulsiva per un rinnovamento necessario per realizzarsi come persone, come donne, come Romnià. E tra la difficile scelta che spesso si frappone fra i tabù culturali e i diritti umani devono sempre prevalere quest¹ultimi senza però distruggere la cultura di appartenenza.

Un rinnovamento al passo coi tempi è assolutamente necessario ma occorre non vanificare ciò che i nostri padri hanno conservato per secoli anche a costo della vita: la romanipè (identità romanì). La cultura, la tradizione e gli usi e consuetudini sono in continuo divenire e inevitabilmente condizionati dalla modernità ma il cambiamento può portare all¹assimilazione. Questo è il pericolo reale: rinnovamento o distruzione, inclusione o assimilazione? Il ruolo delle Romnià diventa fondamentale per vincere questa sfida e le loro scelte ancora di più. La loro preparazione e la loro consapevolezza identitaria al di là di inutili stereotipi derivanti da equivoci e dagli effetti collaterali della discriminazione sono punti cardini.
Prendere coscienza di cos¹è realmente la romanipé e conoscere la vera storia che ha contraddistinto il nostro popolo al di là congetture e di pseudo-teorie tanto in voga oggi, unito ad una solida formazione professionale diventano basi essenziali per affrontare una sfida epocale e per procedere sulla dritta via. Occorre coraggio e le Romnià hanno dimostrato di averne tanto. Occorre anche sostenerle, non vanno lasciate sole.
Il futuro del mondo romanò certamente è donna, ne ero convinto venti anni fa e lo sono ancora di più oggi!
Un augurio di incoraggiamento e di speranza: but baxt ta sastipé!! (Con tanta salute e fortuna!!)

 Alexian 545



Santino Spinelli "Alexian"

 

 

 

 

 

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