Mostra fotografica di hammam, un patrimonio a rischio

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Si intitola Regards posés ¨C hammams de la Médina de Tunis: è un'iniziativa di salvaguardia, un'esposizione per “contare” e capire la situazione dei bagni di questa zona storica, per farne un censimento, per capire quali sono i sommersi e i salvati. Cinquanta sono gli hammam storici del XIX secolo censiti, 26 solamente in attività, diciassette spariti, sette quelli chiusi. Hammam da qualche tempo in declino, per fattori economici, giuridici, sociali, culturali. Colpevoli l'evoluzione delle norme sul comfort delle sale da bagno, la depauperizzazione e la qualità dei luoghi, le misure igieniche, la stagnazione dei prezzi d'entrata, la difficile trasmissione ai giovani di questa secolare e meravigliosa tradizione. Diciannove fotografi, tunisini e stranieri, si sono impegnati a riempire il vuoto iconografico e gettare un nuovo sguardo su questo patrimonio.

hamman 300“Gli hammam in funzione - raccontano i volenterosi del progetto Ainek, ideatori di questa iniziativa ¨C - rischiano di sparire se non interviene alcun intervento di salvaguardia. Mal documentati, molto poco studiati, difficilmente accessibili ai ricercatori, questi hammam costituiscono oggi un patrimonio in pericolo. Potrebbero ospitare usi e costumi contemporanei e servire da stimolo ad una riqualificazione cruciale del cuore storico della capitale, inserito nel patrimonio mondiale dell'umanità fin dal 1979”.

Le immagini esposte suggeriscono l'evanescenza di questi spazi onirici, la loro profonda integrazione nella vita sociale della Medina, la precarietà e l'esclusione di certi loro utenti e la passione dell'ultima generazione di proprietari, visceralmente attaccati al loro patrimonio.

“Un tempo c'era molta più gente che frequentava gli hammam, ma sono arrivati i bagni privati delle abitazioni e molti adesso restano a casa loro”, afferma Jacques Pion, uno dei fotografi della mostra. “Gli asciugamani, il tè, il sapone, le risate, sono sparite. L'hammam è afono. Restano solo i rumori dell'acqua e il rotolare di grosse valigie”, commenta la fotografa Anna Puig Rosado, che ha documentato con immagini di una bellezza delicata l'hammam Dour El Hara.

“Spero che le mie foto contribuiranno a dimostrare la ricchezza di questo patrimonio e l'importanza di salvaguardarlo”, afferma sui pannelli della mostra Arnaldo Genitrini, classe 1973, milanese che vive di architettura e di fotografia.

Uomini e donne, catturati nei loro momenti di intimità, di relax, avvolti nei fouta. Oggetti, muri, porte, cartelli con scritto “vendesi”, secchi, chiavi, taccuini di contabilità, panche.

hamman 300bPrima di penetrare nei meandri dell'hammam Sidi Abdessalem, un percorso sinuoso mi obbliga a contemplare le tracce che vi appaiono sui muri, una texture testimone di tutta una generazione: piccoli e grandi hanno vissuto qui dei bei momenti di gioia, lo spazio tempo prende un'altra dimensione... l'anima esulta, il corpo si rilassa, il sudore lo sbarazza dalle impurità”.

Foto meravigliose, che riportano ad una dimensione fuori dal tempo. Luoghi che la fotografia rende onirici, ornati da specchi magici: “Specchi che rifrangono la luce in un universo di ombre - racconta Jacques Perez, presidente della giuria di selezione - e osservano generazioni di uomini e di donne e di bambini venuti lì ad abbandonarsi al rituale del bagno . Questi strani testimoni, dallo sguardo assente, si ricorderanno delle mille e una storia dei luoghi e delle persone, ora scomparsi, che le hanno infestate come spiriti”.

Alla fine del percorso c'è poi una stanza della concretezza: l'hammam lo senti, lo tocchi, ne percepisci perfino il profumo. Profumo di sapone di Aleppo o all'olio d'oliva, lì esposto, assieme ai secchi, alle ciabattine in legno, alle scodelle per versarsi l'acqua e rinfrescarsi. E qualche scatto dedicato ai protagonisti veri del bagno: i massaggiatori, le massaggiatrici. Noureddine, Saida, persone che all’hammam hanno consacrato la vita.

La mostra, organizzata dall'associazione L'Medina Wel Rabtine in partenariato con la Maison e l'image presso Palais Kheireddine, Place du Tribunal Medina de Tunis, Musée de la Ville de Tunis, per il progetto Ainek Al Hammam, è prorogata fino ad ottobre.

 

//"Regards posés" (facebook)

 

 

 

 

 


Rosita Ferrato

22/09/2014

 

 

 

 

 

 

 

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