Mafie nel Mediterraneo

scu 300bisLa mafia albanese utilizza la Sacra Corona Unita per i suoi business illegali. Se ne è parlato in occasione del Premio Alpi. Il tema è stato introdotto da Lorenzo Frigerio, giornalista, coordinatore di Libera Informazione, che ha ricordato come all'inizio degli anni '90 i Balcani diventano un rifugio per i latitanti, e la guerra che si scatena nell'ex Jugoslavia offre una sorta di copertura al traffico di sostanze stupefacenti e a traffici di vario genere, in particolare armi ed essere umani. “Se è vero che la Sacra Corona Unita è considerata, fra le mafie italiane, quella meno forte, è anche vero che nei Balcani operano soggetti legate ad altre organizzazioni, in particolare la 'ndrangheta, che all'indomani delle stragi del biennio '92-93, ha preso sostanzialmente la leadership all'interno delle organizzazioni mafiose italiane, facendo proprio leva anche su questa dislocazione di affiliati in alcuni posti chiave, e i Balcani sono tra questi".

E’ toccato a Stefania Pellegrini giurista, docente di sociologia del diritto all'Università di Bologna, di un master sui beni confiscati e di un corso su mafia e antimafia, approfondire. Questo il suo intervento su una realtà dai contorni drammatici.

“La Sacra Corona Unita è sicuramente una mafia meno potente rispetto alle altre mafie, ma è una mafia che sta crescendo molto e che si avvale della vicinanza dei Balcani; il Mediterraneo è fondamentalmente una terra di mezzo, divide ma può anche unire. E inoltre non esistono confini, per quanto riguarda le mafie; purtroppo ci sono per quanto riguarda i poteri normativi: i nostri magistrati svolgono un lavoro egregio all'interno del nostro territorio, però rimangono senza strumenti nel momento in cui superano il confine. La Sacra Corona Unita che ha una struttura "orizzontale" molto similare a quello della 'ndrangheta, dispone di gruppi con un elevato livello di violenza composti su base familiare e parentale e questo rende le cosche molto coese fra di loro. Una sua caratteristica importante, che la sta rendendo sempre più potente, è inoltre un consenso popolare radicatissimo.

Sono fondamentalmente tre i business principali della mafia albanese che utilizzano la Sacra Corona Unita: prima di tutto la gestione del traffico migratorio. Da una parte si è sviluppato il cosiddetto smuggling, ovvero un favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in collaborazione con la Sacra Corona Unita, diventata una vera e propria agenzia di servizio, anche per altre organizzazioni dell'Est Europa: la Puglia è stata coinvolta proprio per la sua posizione strategica.

In un'operazione molto importante, l'indagine Caronte del 1992, è stato accertato che questa associazione criminale italo albanese concentrava sulle coste albanesi gli immigrati di varie etnie per poi traghettarle principalmente sulle coste salentine. Accanto allo smuggling c'è anche il trafficking, il traffico di esseri umani, che è uno sfruttamento di tipo sessuale (con donne ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi in Italia, ma anche in zone del Kosovo, della Macedonia e del Montenegro) e lavorativo, di manodopera a costo quasi nullo, e anche in questo caso si tratta di para schiavismo.

scu 300Per quanto riguarda il forte coinvolgimento della Sacra Corona Unita con questo tipo di attività migratoria verso le coste pugliesi, dal 2002  è scemato. I cittadini extra comunitari negli anni '90 erano più di 20 mila unità, nel 2002 sono scesi a tremila. Ma il traffico non si è volatilizzato, semplicemente sono cambiate le rotte, perché la capacità della mafia è quella di adattarsi, di modificarsi secondo le indagini; nel momento in cui una rotta non è più sicura, la si cambia, e quella ora utilizzata è quella della Turchia e della Grecia. Dal 2009 infatti vi è stata una seconda ondata di immissione di immigrazione clandestina sulle coste pugliesi, derivanti proprio dalla Turchia e dalla Grecia. La partenza dai porti turchi, con scafisti di nazionalità turca, avviene  con imbarcazioni a vela; c'è naturalmente un limite, quello della velocità, che è al massimo 15 km orari: il viaggio dura dai 5 i 7 giorni, ma il vantaggio è che questa lentezza fa sì che questi mezzi non siano rilevabili dai radar e i migranti sono spesso nascosti sotto le stive, quindi possono essere trasportati. Poi ci sono gli imbarchi dai porti greci, con scafisti di nazionalità albanese e qui invece si utilizzano dei gommoni potentissimi, oceanici; l'enorme vantaggio è che in 5 ore riescono a coprire il viaggio e che, se individuati dai radar, sono talmente veloci che riescono spesso anche a scappare.

In realtà, è il traffico di stupefacenti il business in assoluto più proficuo per la Sacra Corona Unita e con il coinvolgimento delle mafie dei Balcani, e proprio con l'Albania.

Si sente molto spesso parlare della 'ndrangheta e del suo monopolio del traffico dell'eroina, ma poco invece della potenza della Sacra Corona Unita per quanto riguarda il traffico di derivanti dalla cannabis indica, hashish e marijuana, una qualità di droga con un principio attivo estremamente elevato, e quindi prodotto estremamente sofisticato. Il trasporto avviene tramite dei gommoni, con equipaggi minimali, mentre eroina e cocaina vengono anche portate a bordo di autovetture imbarcate nei traghetti. La fantasia non manca perché vengono utilizzati anche gli acqua scooter! con delle sorte di piroghe in vetroresina, completamente isolate per il trasporto di hashish e marijuana. Ed è proprio la Sacra Corona Unita l'interlocutore principale delle mafie nei Balcani: Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra si rivolgono alla mafia pugliese per avere questo tipo di prodotto.

scu 300quaterUltimo tipo di business è quello che sembrerebbe quello originario della Sacra Corona Unita; ci si ricorderà del traffico delle sigarette dal Montenegro, che oggi sembra superato. In realtà, questo tipo di contrabbando un tempo estremamente vantaggioso, aveva avuto un calo con l'effetto della guerra in Serbia in Montenegro e Kosovo, perché le rotte per il porto di Bari erano troppo controllate. Adesso però si sta sviluppando un altro metodo di trasporto: con il contrabbando cosiddetto “ intraispettivo”,  le sigarette vengono occultate con vari carichi di copertura, cioè a bordo di tir che attraversano le frontiere terrestri o addirittura vengono imbarcati su navi traghetto; anche qui le rotte sono cambiate. Indagini delle procure salentine hanno individuato un luogo di partenza che non è più il Montenegro come una volta, ma l'isola croata di Sveti Nikola; il percorso è particolare perché le sigarette provengono dall'Italia, vengono spedite ai paesi acquirenti senza il contrassegno del monopolio di stato, e vengono poi ritrasportate in Italia in modo clandestino. C'è quindi un via vai di contrabbando che la dice lunga sulla capacità organizzativa della Sacra Corona Unita e sul potere dirompente dei contatti con le mafie oltre costa.

Importante sottolineare l'importanza di questa mafia pugliese che a volte viene sottovalutata, ma che sta diventando sempre più violenta sempre più potente, ma la sua potenza ha avuto modo di crescere grazie proprio a questi contatti con le mafie balcaniche. La conclusione è che bisogna stare molto attenti e soprattutto al nord: siamo arrivati con un ritardo incredibile nel valutare le mafie non locali e a prestare attenzione alle mafie straniere  e queste tra 20 anni potrebbero avere una capacità di monopolizzare o di condividere traffici inimmaginabili se i nostri magistrati non avranno gli strumenti necessari per svolgere le indagini e per arginarle”.

 


Rosita Ferrato

16/10/2014

 

 

 

 

 

 

 

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