Cairo. Come cambia la vita dei pendolari

//© Flavia Tavagnacco

KarTag, una App che permette di organizzare facilmente il car-pooling attraverso la rete dei propri amici di Facebook, è stata lanciata in Egitto a maggio 2013, senza incontrare molto successo. Poi il governo ha eliminato i sussidi per il carburante, e immediatamente i prezzi di mezzi pubblici e taxi sono schizzati alle stelle. È stato a questo punto che KarTag ha visto crescere i download della App del 20 per cento. Ahmed Saad, co-fondatore di KarTag, aveva passato mesi a cercare di convincere gli utenti dei benefici del car-pooling per il traffico e l’ambiente, ma “alla fine della fiera, sono i soldi che fanno la differenza”, scherza.

Per anni gli egiziani hanno beneficiato di sussidi per il carburante, e questo ha inciso sulle abitudini dei pendolari: secondo uno studio dell’agenzia Bloomberg pubblicato quest’anno, l’Egitto si piazzava al 58esimo posto su 61 paesi, confermandosi tra quelli dove la benzina costava meno a livello globale.

L’aumento dei prezzi ha colpito tutti, non solo il 14 per cento degli egiziani che è proprietario di un’automobile. La maggior parte dei/lle pendolari utilizza compagnie di bus private o taxi, e l’incremento del prezzo dei biglietti si è aggiunto a un progressivo aumento del costo della vita, spingendo le persone a cercare alternative più sostenibili.

Najlaa Abdel Bary, che vive a Maadi e lavora come archivista a Mohandiseen, percorreva il tragitto tutti i giorni in auto. Ora parcheggia la sua Skoda vicino a un capolinea, prende la metropolitana e poi un taxi. Ma, spiega, non è una soluzione ottimale, perché non c’è una fermata della metro vicina al suo posto di lavoro, e perché spesso la metro è sovraffollata nelle ore di punta. “Certo, la macchina era più comoda”, ammette. “La metro è un’alternativa accettabile, ma richiede un abbigliamento ad hoc. E le tariffe dei taxi sono quasi raddoppiate, perché i tassisti non usano più il tassametro”.

Secondo Najlaa Abdel Bary, non sono solo i costi della benzina, ma anche quelli dei parcheggi, a incidere. E l’aumento dei prezzi delle medicine, e dei generi alimentari, per cui deve comunque ridurre le spese. Ma vista la scomodità dei trasporti pubblici e il rischio costante di molestie sessuali, sta pensando di vendere la sua Skoda e comprare piuttosto un’automobile che consuma meno.

navette 250Anche Mohamed Mostafa, che vive nel popoloso quartiere di Nasr City, non vuole lasciare l’automobile: “Uso l’auto per fare lunghi tragitti e odio i mezzi pubblici, dunque l’aumento dei prezzi della benzina ha inciso sul mio stile di vita. Ma la macchina”, afferma, “è sempre meglio dei mezzi pubblici. Certo, non la uso più per fare un giretto così, per puro piacere”.

Ahmed Dorghamy, consulente ambientale e co-fondatore dell’organizzazione non governativa Green Arm, spiega che i prezzi del carburante stanno spingendo le persone a fare un “cambio di viaggio”, vale a dire a ridurre il numero degli spostamenti in base al tempo di percorrenza e al costo. “La pianificazione dei percorsi ha un effetto positivo sull’ambiente, perché limita il consumo di energia, ma anche a livello sociale, perché si fanno più cose con gli altri, anche se con meno flessibilità”.

Sulla pagina di Facebook Carpooling Egypt i post dicono : “Da Maadi a Eliopoli? in 20 minuti” oppure “Devo andare da Manial a Al-Shams Club alle 11. Qualcuno fa questo tragitto?”. A volte le loro richieste restano senza risposta, in altri casi ecco pronto chi offre un passaggio da piazza Sei Ottobre a Midan Lebanon alle 8.30, per esempio, e l’accordo è concluso.

La pagina è un gruppo chiuso con oltre 500 membri creato da Ahmed Korayem dopo l’aumento dei prezzi del carburante, secondo lui il momento giusto per diffondere l’idea del car-pooling. Korayem lo praticava già da tempo, prendendo su amici o anche estranei nei suoi tragitti tra Heliopolis e Smart Village o Zamalek. “È ancora una piccola comunità, ma sta crescendo, e il picco del costo della benzina gli sta dando una bella spinta”, riconosce.

Korayem ha creato il gruppo su Facebook una sera. Al mattino dopo già 300 persone si erano iscritte. A quel punto ha deciso di farne un gruppo chiuso, per monitorare un po’ il network. Prima di ammettere una persona nel gruppo, visiona la sua pagina di Facebook, per essere sicuro che non ci siano rischi. Uno dei motivi è che viaggiare in auto con uno sconosciuto non è visto di buon occhio in Egitto, perché contravviene alle norme sociali. Poi c’è il problema delle molestie sessuali nei confronti delle donne, molto diffuse: è uno dei motivi per cui le donne sono reticenti ad abbandonare la propria auto, quando ne hanno una. Infine, l’auto è anche uno status symbol, e chi usa i mezzi pubblici viene stigmatizzato.

Da qui nasce l’idea di Bus Pooling, che offre la possibilità di non utilizzare la propria auto, viaggiando in gruppo al prezzo - piuttosto elevato - di 800 lire egiziane al mese, per mantenere un certo standard. Bus Pooling è stata fondata nel maggio 2013: prevede il noleggio collettivo di un bus privato per persone che fanno lo stesso percorso. Il vero lancio dell’impresa è avvenuto però un anno dopo, con la fine dei sussidi per il carburante, quando le richieste di noleggi collettivi sono raddoppiate in tre settimane. “Le persone vogliono sentirsi sicure e viaggiare comode”, afferma Mohamed Ehab, co-fondatore di Bus Pooling. “Noi ci rivolgiamo a un target specifico, che cerca un servizio di qualità. Ma cambiare le abitudini delle persone è comunque difficile”, riconosce. “La condivisione dei mezzi di trasporto è qualcosa di nuovo, e le persone continuano a essere diffidenti verso gli sconosciuti”.

Dorghamy sostiene che occorre una ricerca per capire meglio di cosa ha bisogno ogni segmento del mercato, così da incoraggiare le persone a cambiare le proprie abitudini.

Altri invece hanno scoperto che l’uso dei mezzi pubblici è più vantaggioso rispetto alla propria auto. È il caso di Mostafa Mahmoud e Ahmed Mohamed, in attesa del treno che li porterà a casa alla nuova stazione della metropolitana di Koleyet Banat, a Heliopolis. Prima entrambi usavano pullmini privati e taxi, ma i prezzi dei biglietti sono aumentati molto. “La metropolitana è perfetta: costa solo 1 lira egiziana, e il percorso tra casa e lavoro è tutto sulla stessa linea, senza cambi. Il bus, invece, costa più del doppio e occorrono diversi cambi”.

Ci sono anche altri vantaggi. “Con i bus capitava di aspettare a volte anche un’ora o più, e poi c’era il problema del traffico. La metro è più veloce, e si arriva al lavoro in orario”, fa notare Mahmoud.

Purtroppo però, per chi vive fuori dal Cairo, la metro è un’opzione inesistente. Ahmed Ali, di Alessandria, deve per forza continuare a usare pullmini e taxi, nonostante un aumento dei prezzi del 40 per cento, perché non ci sono alternative.

Se è pur vero che i trasporti pubblici in Egitto sono rimasti accessibili per molte persone, secondo Dorghamy sarebbero stati necessari degli investimenti via via che l’aumento del costo del carburante si profilava all’orizzonte. E cita l’esempio di Cuba, che nella medesima situazione ha convertito diverse fabbriche alla costruzione di bus in modo da incrementare rapidamente il numero dei veicoli in servizio e sopperire alle automobili private divenute troppo costose. E ha creato nuove scuole, in modo da ridurre i percorsi per gli studenti. In Egitto si continuano invece a costruire strade e ponti per far posto al numero crescente di automobili, con un consumo del territorio pari a 4 campi di calcio a settimana, secondo uno studio dell’organizzazione presieduta da Dorghamy.

navette 350Sfortunatamente, in linea di massima gli egiziani continuano ad essere refrattari a mezzi alternativi, quali la bicicletta o anche semplicemente andare a piedi. Mohamed al-Masry, membro del gruppo Be Cyclist, che promuove l’uso della bicicletta, ammette che continua a essere vista solo come sport o divertimento, anche se il numero delle persone che partecipano alle loro iniziative è aumentato dopo un appello del presidente Abdel Fattah al-Sisi a usare la bici, soprattutto se anziani, per mantenersi in forma.

Dopo l’aumento dei prezzi della benzina, Be Cyclist ha diffuso un poster con le immagini della recente maratona ciclistica promossa da al-Sisi e la frase: “Non vi avevo detto di usare la bici?”. Ma la bicicletta non ha ancora sostituito l’auto come mezzo di trasporto regolare, obiettivo di Be Cyclist, che cerca di incoraggiare questo cambiamento dimostrando come un percorso di un’ora e mezzo in auto nel traffico si riduce a mezz’ora se effettuato in bicicletta.

“Usare la bici fa bene, e riduce l’inquinamento atmosferico”, sostiene Dorghamy. Grazie all’aumento del costo della benzina, le persone cominciano a essere più sensibili a questi messaggi. Il passaggio dall’auto privata al mezzo pubblico è un cambiamento in corso in tutto il mondo, in particolare in Europa, dove le persone hanno già iniziato ad abbandonare la macchina. Perché questo succeda in Egitto però, occorre che si riduca la stigmatizzazione di chi usa i mezzi pubblici. E forse, riconosce Dorghamy, l’aumento del prezzo della benzina servirà proprio a questo.

 


 

 

Passant Rabie

 

14/10/2014

 

http://www.madamasr.com/content/adjusting-commuting-habits

 

 

 

 

 

 

 

 

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