Etnoi/Fabula. Storie e Racconti dal Mondo

etno 545S’intitola Ethnoi/Fabula ed è il festival delle fiabe mediterranee dedicato alle minoranze culturali, etnolinguistiche e al patrimonio culturale immateriale. Un’importante iniziativa di quattro giorni a Napoli (dal 29 ottobre al 1 novembre) consacrata ai racconti, alle fiabe, all’epica delle diverse tradizioni culturali del Mediterraneo che sono un mosaico di ricchezza per gli scenari, il contesto, gli intrecci , i personaggi. Storie diametralmente opposte alle più famose favole dei fratelli Grimm o di Andersen con i loro scenari incantati e montagne innevate; storie diverse anche tra di loro per il contesto sociale e culturale che ne fa da sfondo (trattandosi di racconti provenienti dai popoli mediterranei di minoranza come i balcanici, rom, berberi, armeni, curdi. ecc.) ma con un unico comune denominatore: il messaggio universale che questi racconti trasmettono.

All’interno della quattro giorni partenopea ci saranno anche performance artistiche dal vivo di narratori, attori, workshop ma anche seminari, mostre e reading su questo ricco patrimonio scritto ma soprattutto orale di elevato valore artistico. Il protagonista sarà sempre lo spettatore che, attraverso la voce narrante dell’attore, i suoni, le musiche, le coreografie potrà ricostruire con la sua immaginazione tutta la vicenda. Ed è soprattutto con le favole tramandate oralmente che il tema del cibo è più presente. Anche nelle favole “occidentali” il cibo è onnipresente: il cibo è ciò che muove un personaggio da cui si snoda tutta la vicenda, esso è simbolo della vita e la sua assenza simboleggia la morte, la privazione (si pensi ad Hansel e Gretel, Pinocchio), nelle fiabe mediterranee, di qualsiasi popolo, lo è ancor di più. Qual è l’elemento più basilare, il cibo per eccellenza? Il pane. Il pane verso cui tendere per sfamarsi ma anche per saziarsi di Dio, nutrimento fisico ma anche spirituale, come succede in molte favole armene ed anche in molte liriche armene dove il pane viene descritto come “sacro”, “benedetto”; “corpo di Cristo”, “tempio”. Ribadire l’importanza delle favole nel processo di costruzione di un’identità e riscoprire, dando la giusta valenza, alla comune identità mediterranea da cui si ramificano tutte le altre ricche identità minoritarie. Niente di più importante oggi, in un periodo storico convulso come quello attuale dove spesso ci si scaglia contro le minoranze siano esse etniche, linguistiche o religiose. Dare la giusta importanza al “c’era una volta” delle antiche leggende per imparare a conoscere chi siamo oggi, questo è quello che si propone il Festival Ethnoi/Fabula.


 

 

 

 

 

 

 

 

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