Radio M, prima radio libera d’Algeria?

radioM3 300Mentre si fanno i primi faticosi passi verso un’apertura del settore televisivo all’iniziativa privata, quello delle radio resta bloccato fino al 2015. Questo non ha impedito a Radio M di muoversi con anticipo per diventare una delle prime radio libere del paese. Compito facilitato dalla sovvenzione ottenuta attraverso il programma Ebticar. Incontro con Nejam Rondeleux, giornalista del team di Radio M.

 

Come si presenta il panorama mediatico algerino, dopo la legge che ne ha sancito l’apertura all’iniziativa privata?

Nonostante la legge di riforma del settore audiovisivo adottata nel 2013, il panorama mediatico algerino fatica ancora ad aprirsi all’iniziativa privata. Da un lato, le condizioni per lanciare un canale televisivo privato in Algeria restano piuttosto restrittive, e questo dissuade molti dei potenziali candidati. Dall’altro, le radio sono state escluse dal processo di apertura, che per le stazioni radiofoniche è stato rimandato al 2015, per cui al momento non esiste alcuna radio libera che trasmetta in FM in Algeria. È vero però che l’arrivo di alcuni nuovi canali televisivi, in maggioranza creati su iniziativa di editori di giornali come Echourouk o Ennahar, hanno rivitalizzato il panorama mediatico con una iniezione di energia nuova. Con l’arrivo, alla fine del 2013, della connessione 3G che permette la diffusione istantanea di video, anche il web si è mobilitato, con un incremento consistente della diffusione di informazioni. Sono così nate diverse web radio, ma la maggior parte di loro resta a livello amatoriale, incentrate sull’intrattenimento e non sull’informazione. Ne avevamo parlato in un articolo su Maghreb Emergent, intitolato “En Algérie, les webradios surfent malgré une bande passante poussive” (In Algeria, le radio popolano il web nonostante la connessione malridotta).

 

Come si sta sviluppando il progetto di Radio M? quali sono le prossime tappe?

Radio M funziona già da un anno, e si può accedere attraverso il sito di Maghreb Emergent, con una programmazione musicale continua. Ci sono poi due trasmissioni settimanali: l’Invitato in diretta, il mercoledì, nella quale invitiamo una personalità a decifrare l’attualità economica e politica, e il Caffé stampa politica il giovedì, nel corso della quale dei giornalisti algerini commentano l’attualità della settimana, e infine il Meteo presentato quotidianamente in arabo e francese. Dopo ogni trasmissione, mettiamo online sul sito maghrebemergent.info il podcast, il video e un articolo sintetico.

Radio M conta oggi su 2500 accessi unici al giorno, e una media di 4000 visualizzazioni al giorno del video che riprende le trasmissioni dal vivo. La prossima tappa sarà la sistemazione di uno studio radiofonico con telecamere e il lancio del sito autonomo di Radio M.

 

Da chi è costituito attualmente il team di Radio M?

Il team è composto da sei persone: Soumiya Ferkaly, che si occupa delle registrazioni e del montaggio sonoro delle trasmissioni, come pure della presentazione del meteo; un fotografo-cameraman, incaricato di riprendere le trasmissioni, due giornalisti di Maghreb Emergent, una responsabile delle finanze e una responsabile commerciale.

 


 Nathalie Galesne

 

 

 

 

 

 

 

 

Related Posts

Il presidente algerino candidato al “plebiscito” di aprile

04/03/2009

Il presidente algerino candidato al “plebiscito” di aprileQuesta candidatura ha esaudito il desiderio dei partiti dell'Alleanza presidenziale e di una moltitudine di organizzazioni vicine al regime.

Donne in Algeria, il doppio linguaggio dei numeri

27/03/2013

famm_alg_110Impossibile sottrarsi alla prova dei numeri per descrivere la situazione delle donne in Algeria: il 31, 6% delle donne in Parlamento, a fronte di una media mondiale del 20,3%. Sono il 60% dei nuovi diplomati dell’università algerina.

Cristiani d'Algeria, una differenza discriminata

24/11/2014

tazzina 30x30abstractchri 110Caccia alle streghe contro i convertiti. L'ascesa dell'islamismo ha spinto gli ultimi cristiani ad abbandonare il loro culto o a esiliarsi in Europa. Nel 2006 una legge sulla gestione dei luoghi di culto è stata adottata per penalizzare il proselitismo non musulmano.