Libertà di associazione

medit bab dossier 110 Il dossier ”Libertà di associazione" è stato realizzato in partnership con Medit.
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L’attivismo della società civile in Libia nonostante le difficoltà

Già nel marzo 2011 nel paese si contavano quasi duemila organizzazioni operanti nei settori dell’assistenza, cultura, gioventù, diritti umani, parità di genere, servizi alla persona. Un lavoro di volontariato che ha mobilitato decine di migliaia di persone che credevano nel cambiamento e speravano in uno sviluppo democratico della società post-Gheddafi.

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Tunisia, esplosione di associazioni

La vita associativa è radicata nella storia del Paese. Dopo la fine del regime di Ben Ali la più grande novità è l’apertura di associazioni che operano in campi prima esclusi, negati, come il razzismo, la questione berbera, le minoranze. Oggi in Tunisia si contano più di 18 mila associazioni, e si registra anche una elevata partecipazione femminile.

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Libertà di associazione. Egitto, minacciato il diritto ad associarsi

Sono sotto tiro le Ong che si occupano dei diritti della persona e che si impegnano in politica. Secondo Amani Kandil, alla guida della rete araba delle Ong, in Egitto se ne contano 42.600, comprese 820 specializzate nella difesa dei diritti. Centinaia di egiziani sono detenuti per aver infranto una legge che vieta ogni forma di manifestazione.

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Libertà d’associazione, ostacoli in Marocco

Si contano 90 mila associazioni, ma il ruolo dello Stato sul rilascio delle autorizzazioni suscita polemiche. La Costituzione attuale (2011) considera il diritto di associarsi come uno dei più importanti. Il governo islamista del partito Giustizia e Sviluppo accusa le associazioni che operano nei diritti umani di essere finanziate dall’estero. Si moltiplicano le restrizioni.

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alate 110I racconti del lavoro invisibile è un opera-progetto di contaminazione tra diverse discipline artistiche che intende esplorare in chiave crossmediale le trasformazioni del lavoro contemporaneo a partire dalle donne, dalla natura gratuita, flessibile, affettiva e relazionale del loro operare: dimensioni di cura trasformate in pratiche produttive che hanno riformulato l’intera struttura del mondo del lavoro, coinvolgendo allo stesso tempo donne e uomini. 

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