“Se ti chiami Mohamed”

mohamed 280“Con un tratto personale, tra Art Spiegelman e Marjane Satrapi... Un’opera intelligente, sottile, originale e di una rara potenza” . Così El Watan definisce il graphic novel “Se ti chiami Mohamed”, che inaugura la collana “Altriarabi migrante”, dedicata a giovani autori europei di origine araba. Ispirandosi al giornalismo investigativo, Jerome Ruillier racconta di una complessa tessitura di rapporti che i tanti “Mohamed” hanno mantenuto con il paese d’origine e con quello d’accoglienza. Con le sue immagini ripercorre la storia dell’immigrazione magrebina dal 1950 ad oggi.

Il libro, pubblicato da “Il Sirente” con il patrocinio di Amnesty International e tradotto da Ilaria Vitali, è in libreria in Italia da aprile. Basato su “Mémoires d’immigrés”, il best-seller di Yamina Benguigui, il graphic novel “Se ti chiami Mohamed” ha ottenuto nel 2012 il dBD Award per il miglior fumetto reportage.

Sono racconti di grande forza emotiva che abbracciano vari temi, dalla ricerca identitaria all’integrazione, dall’esclusione sociale al razzismo, proponendo dubbi e interrogativi che coinvolgono più che mai ogni europeo. Ci sono i racconti dei padri partiti dall’Algeria, Marocco, Tunisia, in maggioranza analfabeti, senza una buona conoscenza del francese, ma sani “per non accollare le spese sulla salute alla Francia”, destinati alla catena di montaggio della Renault o in miniera, parcheggiati in dormitori o in specie di caserme, sotto stretto controllo. Vite dure, eppure la Francia vissuta come la nuova patria in cui far arrivare anche mogli e figli, dopo il1974, ma anche consapevolezza della mancanza di diritti, di discriminazioni e razzismo. Nel capitolo sulle madri con tratti e frasi semplici quanto efficaci, la pesante realtà della condizione della donna araba. Storie di chi è stata costretta dalla famiglia a sposarsi a 14 anni, pur vivendo in Francia, ma anche la presa di coscienza con i figli ormai grandi della possibile ribellione a consuetudini vissute come ingiuste.

//Jerome RuillierCome spiega Chiarastella Campanelli dell’Editrice il Sirente, che ha pubblicato la versione italiana del graphic novel “Se ti chiami Mohamed”, la collana “Altriarabi migrante” è figlia della collana nata nel 2008 Altriarabi, mentre quest’ultima raccoglie opere di autori arabi residenti per la quasi totalità nei loro paesi d’origine, con traduzioni esclusivamente dall’arabo. “Altriarabi migrante nasce per raccogliere opere di autori giovani, europei (dai paesi con il più alto tasso di migranti dalla regione araba) con origini arabe – aggiunge Chiarastella Campanelli - per mettere in risalto sia le loro radici ma anche la ricerca di identità, il senso di appartenenza, l’inevitabile ibridazione culturale tra il paese europeo dove vivono e il patrimonio di conoscenze ereditato da uno o entrambi i genitori e il conflitto interno che ne deriva, concomitante all’inevitabile arricchimento di chi abita due o più culture. Questo è il titolo inaugurale, a cui seguiranno altri libri da diversi paesi europei, per l’Italia bisognerà aspettare un altro po’…”

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Related Posts

Linee di Confine, viaggio nella critica post-coloniale

14/07/2011

Linee di Confine,  viaggio nella critica post-colonialeIl volume di Emanuela Fornari, docente di filosofia, analizza e problematizza il tema degli studi post-coloniali e subalterni, sempre più attuale nel mondo moderno, soggetto alle fortissime spinte della globalizzazione e dell'emigrazione. Un testo che spinge a ripensare il nostro passato e le nostre categorie di pensiero

Premio del Giornalista Mediterraneo 2014

24/10/2014

premio 110wwwBabelmed è felice di annunciare che Federica Araco e Nathalie Galesne hanno vinto il Premio del Giornalista Mediterraneo 2014 della Fondazione Anna Lindh, nella sezione Speciale, per la loro inchiesta “Lampedusa, la tragedia di un’isola” realizzata nel 2013.

“Storia delle relazioni tra ebrei e musulmani, dalle origini ai giorni nostri”

25/02/2014

stora j 110wwInnanzitutto non lasciatevi ingannare da questa enciclopedia di 1200 pagine perché, se da un lato questa "Storia delle relazioni tra ebrei e musulmani, dalle origini ai nostri giorni" rappresenta una somma colossale, è anche una tumultuosa traversata di saperi. Intervista con Benjamin Stora, co-direttore dell’opera.