Rumour nell'arte

//Daniel G. Andújar  - Museo Nazionale d'Arte Reina Sofia di Madrid (Foto: J. Cortés/R. Lores)

Attraverso interventi nello spazio pubblico e con uso critico dei media digitali l'artista Daniel G. Andújar (Alicante, 1966) rende visibili le diseguaglianze presenti sul territorio. È il caso della sua ultima mostra al Museo Nazionale d'Arte Reina Sofia di Madrid, aperta fino al 4 maggio. Tra le opere esposte, anche l'installazione “Se rumorea que... Centro de Refugiados del Pueblo Gitano, 1999”, un lavoro dirompente e provocatorio che partiva dal progetto, mai davvero realizzato, di creare il più grande centro per le comunità gitane in Europa nella città di Hull, in Inghilterra. Il lavoro di Andújar è partito con la diffusione ad arte di una notizia falsa con l'obiettivo di raccogliere le reazioni dei cittadini. Attraverso il concetto di rumour, utilizzando la città e il suo spazio pubblico come mezzo, l'artista ha cercato di far emergere dall'immagine simulata una realtà ben diversa da quella disegnata fino a quel momento cioè di una “comunità basata sulla solidarietà”.

“La simulazione crea emozioni che sono inarrivabili nella realtà quotidiana” ha sottolineato l'artista. L'opera è stata costruita con l'aiuto dei mezzi di informazione e, oltre ai cartelloni pubblicitari, sono stati resi disponibili dei computer ad uso pubblico dove i cittadini potevano partecipare rispondendo a un questionario sulla costruzione del Centro di Rifugiati. Il risultato è un'inchiesta sociale sulla percezione degli “altri” e in particolare delle minoranze. Un sondaggio in grado di captare il razzismo latente presente nella popolazione.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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