Tunisia, i danni collaterali del terrorismo

Tanti dicono: non c'è periodo migliore per la sicurezza di un paese che subito dopo un attentato. Altri sostengono: è bene andare per non lasciare che il terrorismo vinca; per altri ancora ormai il mondo è una polveriera ed è meglio evitare rischi a meno che si sia estremamente fatalisti.

//La Chambre BleuL'areo per Tunisi, a due mesi di tempo dai tragici fatti del Bardo è quasi pieno, l'hotel dove soggiorno, il Dar Ben Gacem, un'antica casa nel cuore della Medina, continua a ricevere ospiti da tutto il mondo con l' inizio della bella stagione, come anche La Chambre Bleu ed altre piccole e curate maisons d'hotes e ... pare quasi che nulla sia successo. Eppure, girando in città manca qualcosa: non ci sono le comitive, i flussi massicci di turisti che sbarcano con le crociere. È forte l'impegno del settore e del Ministero del Turismo per un'operazione “di seduzione, per attirare i turisti indecisi” , scrive il quotidiano La Presse “Anche se le cicatrici sono difficili da rimarginare, il museo del Bardo ha ritrovato la sua superbia. I turisti, di cui l'affluenza è attualmente timida, sono attesi”. Già, il Museo... dove ora ci sono misure di sicurezza enormi e ancora si vedono i fori dei proiettili e una targa ricorda le vittime dello scorso 18 marzo.

Ma com'è oggi la situazione a Tunisi, due mesi dopo e quali sono stati gli strascichi di quell'attentato? Neila Gharbi de La Presse spiega: “I danni collaterali di questo attacco non si sono fatti attendere. I soggiorni negli hotel sono scesi del 10,7% nel primo trimestre 2015 in seguito all'ondata di cancellazioni registrate all'indomani dell'attacco del Bardo, e questo preoccupa gli albergatori per la stagione estiva”.

Il turismo è una voce molto importante dell'economia tunisina e molte famiglie ci campano. Questo significa che se la stagione non decolla, migliaia di posti di lavoro sono a rischio.

Il ministero ha promesso che avrebbe aiutato gli albergatori e i proprietari di spazi turistici a dotarsi di telecamere di sorveglianza e altre misure di sicurezza e il governo sta elaborando una grande campagna per rendere le città più pulite e più attraenti. Ciononostante, si vive l'arrivo dell'estate con un po' di apprensione.

tunis tu 120Scrive Jameleddine B.A su Tunis Hebdo: “Il primo settore a soffrire delle cancellazioni delle crociere è l'artigianato , e questo per il fatto che migliaia di croceristi vanno (anzi andavano) nei souk a comprare tappeti, ceramiche, abiti tradizionali, gioielli, lavori in cuoio, manufatti che affluiscono da differenti regioni del paese, di cui ciascuna specializzata in una specifica produzione. Per la maggior parte dei commercianti ed artigiani del souk di Tunisi, spiega Jameleddine, il circuito nella sua totalità è rallentato.La domanda è molto calata e quindi la cifra d'affari è in caduta libera, senza dimenticare - aggiunge Mohamed A. artigiano cesellatore - che i croceristi che visitano la medina hanno generalmente un percorso ben preciso che subito ne ha risentito fortemente”.

//Souk di TunisiAltri commercianti e artigiani, al di fuori di quei tragitti predefiniti, non percepiscono forse un'enorme differenza perché da sempre si sono rivolti ai turisti residenti e cercano di essere ottimisti in attesa della bella stagione magari organizzandosi con soluzioni innovative. Delle idee? Motivare i turisti a lasciare l'hotel offrendo loro dei circuiti culturali nella città, visite a spazi di curiosità, a quei luoghi mitici di cui la Medina di Tunisi è ricca.

Forse, come spesso accade dopo vicende terribili, si aprono imprevedibili percorsi positivi... E, come sempre, sarà l'arte e la voglia di stare insieme che aiuterà a sollevare il capo.

tunis tu 200Si pensi anche solo al concerto Rai del Quartetto Noctis, con musiche di Verdi e Puccini che, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e del Presidente della Repubblica Tunisina Beji Caïd Essebsi, si tiene proprio al Museo del Bardo, all'insegna della condivisione operativa e della speranza. Presente anche il sindaco di Torino per un omaggio alle vittime del Bardo (quattro torinesi) e con un impegno per la pace: firmato un protocollo di intenti per favorire tra le città italiane e quelle tunisine più intensi rapporti di amicizia e cooperazione nel comune interesse, tra cui la promozione culturale e la tutela del patrimonio architettonico e artistico.

 


 

Rosita Ferrato

20/05/2015

 

 

 

 

 

 

 

Related Posts

La lotta delle operaie della Mamotex: dall’autogestione alla disperazione

16/11/2016

La lutte des ouvrières de l’usine Mamotex : de l’autogestion à la désillusion | babelmed | femme - migration - méditerranéeNel contesto di un’industria tessile in declino e di una disoccupazione crescente, il destino delle 67 operaie della Mamotex di Chebba, fabbrica specializzata nella confezione per marche europee, sembrava segnato. Dopo vent’anni di attività, il proprietario dell’azienda a deciso di chiudere i battenti, minacciando così il posto di lavoro delle sue dipendenti, rimaste senza paga dall’inizio dell’anno. Inkyfada

Tunisia, esplosione di associazioni

13/10/2014

medit3 110 jalelLa vita associativa è radicata nella storia del Paese. Dopo la fine del regime di Ben Ali la più grande novità è l’apertura di associazioni che operano in campi prima esclusi, negati, come il razzismo, la questione berbera, le minoranze. Oggi in Tunisia si contano più di 18 mila associazioni, e si registra anche una elevata partecipazione femminile.

Raja Ben Slama, una femminista araba coraggiosa

09/09/2014

raja ben 110Definita la nemica numero uno dagli islamisti tunisini, insegna all'Università letteratura degli studi femminili di genere e ha anche una formazione psicanalitica. “Quando è scoppiata la rivoluzione in Tunisia è stata una svolta nella mia vita; sono rientrata in patria, e ho dedicato più tempo all'attività pubblica che alla ricerca”.