Pirate Beirut. Condivisione libera per creare cultura

L’intento è molto chiaro. “Crediamo nella necessità di preservare il patrimonio culturale libanese”. Come? Facendolo conoscere al mondo intero attraverso una piattaforma web, che alimentano costantemente mettendo a disposizione - online e gratis, in barba alle case discografiche e ai produttori - la musica di decine di cantanti e gruppi, soprattutto tra quelli meno noti e i cui dischi faticano a trovare un mercato.

Artisti e gruppi che “ci guadagnano”, eccome: non royalties, ma un pubblico fedele, grato, entusiasta, diffuso in oltre 150 paesi. Pronto ad accorrere ai loro concerti, e a comprare il loro nuovo album quando esce, come confermano le tante dichiarazioni dei fan.

Questa è l’esperienza del collettivo che ha dato vita al sito PirateBeirut, raccontata in un video-manifesto disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=pj33RikV-5Q. Un centinaio gli artisti di cui hanno finora reso disponibili i brani, tra cui Trash.Inc, l’autore scelto da Gab Ferneiné per la colonna sonora del suo video safineh. E alcuni di loro non esitano a dire grazie a Pirate Beirut, quando scoprono di aver un pubblico anche al di là dei confini nazionali, o quando ricevono mail entusiaste da fan che li hanno scoperti proprio su PirateBeirut.

//PirateBeirut - Lebanese Music Downloads

Alle critiche - principalmente che la condivisione libera danneggi gli artisti - Pirate Beirut risponde dunque con le dichiarazioni degli stessi artisti che cominciano a cogliere il potenziale - e la funzione indispensabile - della rete come veicolo di diffusione, in un mondo sempre più connesso, dove è la possibilità di “farsi trovare” in rete che può fare la differenza per costruire un proprio pubblico.

Completamente indipendenti e autofinanziati, Pirate Beirut non accetta pubblicità. È un sito militante per la condivisione libera e il file sharing. Perché la cultura è un diritto. Oltre che un ponte capace di unire rive lontanissime.

 

www.piratebeirut.com

 


Cristiana Scoppa

 

 

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