Indipendenza dei media, si mobilitano i giornalisti

mada jor 300Il Fronte per la difesa dei giornalisti e dei diritti dei cittadini, creato al Cairo all’inizio del novembre scorso, è parte di una campagna in corso contro una dichiarazione di lealtà allo stato, già sottoscritta da diversi editori dei principali quotidiani nel mese dello scorso ottobre, nella quale gli editori annunciavano l’applicazione delle misure di auto-censura.

In particolare, gli editori hanno annunciato che si asterranno da critiche alle istituzioni statali, inclusa la polizia, l’esercito e la magistratura, come parte del loro impegno a “fermare la pubblicazione di dichiarazioni a sostegno del terrorismo che sviliscono le istituzioni direttamente o indirettamente”.

Il manifesto fondativo del Fronte per la difesa dei giornalisti e dei diritti dei cittadini dichiara: “La decisione di creare questo Fronte arriva in un momento in cui il giornalismo in Egitto vive il momento più difficile di tutta la sua storia, e deve far fronte alle minacce della dittatura e del potere esecutivo, alla violenza dei gruppi terroristici e al vandalismo della Fratellanza Musulmana, che si aggiungono ai pericoli sul campo dopo i fatti del 25 gennaio e 30 giugno, in cui hanno perso la vita 11 colleghi e decine sono stati feriti e arrestati”.

//Klaled al-BalshyIl consigliere del board del Sindacato dei giornalisti, Klaled al-Balshy, ha detto a Mada Masr che il Fronte si batterà contro una serie di licenziamenti che hanno colpito i giornalisti in diverse testate, e che cercherà di contrastare gli attacchi contro i/le professonisti dei media, le aggressioni e gli arresti.

Il gruppo, ha spiegato ancora al-Balshy, si attiverà anche per ottenere l’annullamento del regolamento che prevede la concessione di speciali permessi ai reporter per lavorare in determinate aree, come il Sinai, e spingerà per emendare quelle leggi che limitano gravemente la libertà d’espressione e la circolazione dell’informazione. Il Fronte punta inoltre a modificare i regolamenti del Sindacato dei giornalisti, per garantire maggiori libertà e protezione per i giornalisti.

Nella settimana che ha preceduto il lancio del movimento, al-Balshy aveva diffuso una dichiarazione, firmata da oltre 600 giornalisti, che condannavano la dichiarazione di lealtà allo stato degli editori. Nella dichiarazione, criticava anche la scelta di Diaa Rashawan, presidente del Sindacato dei giornalisti, di partecipare all’evento dal quale è scaturita la controversa dichiarazione sottoscritta dagli editori.

Rashawan si è difeso contro tali accuse, sostenendo di aver sì partecipato all’incontro, ma di non aver firmato la dichiarazione. Il primo evento organizzato dal Fronte è stata una conferenza stampa sull’ingiusto licenziamento di giornalisti.

 

 

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