Il Best House Rom nel mirino dell’Anticorruzione

//Interno del Best House Rom

L’intervento dell’Autorità arriva a seguito di un esposto presentato il 3 febbraio scorso dall’Associazione 21 luglio, in cui si denunciavano le gravi condizioni strutturali del centro e la mancanza di trasparenza nelle modalità di affidamento della sua gestione da parte del Comune, che da anni conferma l’appalto alla cooperativa Inopera.

Situato in via Visso 12/14, nella periferia orientale della Capitale, il Best House Rom è un capannone industriale classificato nella categoria C/2, la stessa riservata ai locali utilizzati per il deposito delle merci, ed è inadatto, quindi, a ospitare persone.

Attualmente ci abitano alcune centinaia di rom all’interno di spazi angusti, in veri e propri «loculi» – come denunciato dal presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi lo scorso gennaio, in occasione di una visita alla struttura – privi di finestre e punti luce per il passaggio dell’aria e della luce naturale.

La struttura è stata inaugurata a luglio 2012 e doveva essere una soluzione temporanea, ma con una serie di determinazioni dirigenziali il Comune ha negli anni mantenuto il suo costante utilizzo, con ingenti investimenti economici.

Nel 2014, il Best House Rom è costato circa 2,8 milioni di euro, (circa 650 euro al mese per ogni ospite) ma il 93% delle risorse è stato usato per la gestione della struttura, mentre nulla è stato destinato all’inclusione sociale di uomini, donne e bambini.

Nell’avviare l’istruttoria, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha chiesto al Comune di Roma una giustificazione circa i reiterati affidamenti diretti di breve durata alla cooperativa Inopera nonché circa la mancanza di una opportuna pubblicazione a livello comunitario degli stessi affidamenti, contravvenendo così al principio di trasparenza.

L’Autorità ha, inoltre, domandato al Comune di fornire informazioni dettagliate sui requisiti richiesti alla cooperativa Inopera per la gestione del servizio di accoglienza e sulle autorizzazioni in materia urbanistica, edilizia, di igiene, sicurezza e prevenzione incendi. Infine, ha richiesto un elenco delle verifiche della corretta esecuzione della prestazione da parte della cooperativa.

“ Non riusciamo a capacitarci del perché, nonostante i proclami dell’Amministrazione, sul Best House Rom non sia ancora stata messa la parola fine”, ha commentato Carlo Stasolla, presidente della 21 luglio. “A fronte dell’immobilismo istituzionale non ci resta che confidare nella scure dell’Ufficio guidato da Raffaele Cantone e nell’assestamento del colpo decisivo a questa vergogna capitale”.

 


Luglio 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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