“Haiku visivi” di Felicia Fuster

FUSTER-300“Con i pennelli mi porto via cammini antichi. Con la slitta irreale delle parole cerco di avanzare per l’ignoto candore del campo di ghiaccio”. Con queste parole Felicia Fuster  (Barcellona 1921 – Parigi 2012), una delle artiste e poetesse catalane più significative della seconda metà del Novecento, sintetizza il suo impegno in campo artistico dove poesia e pittura sono due cammini inseparabili della sua personalità. Per la prima volta le sue opere “storiche” vengono esposte in Italia, “Haiku visivi”  (forme poetiche composte da tre versi) alla galleria torinese Spaziobianco insieme ai collage, frutto del suo incontro umano e culturale con l’Estremo Oriente. Un primo viaggio in Giappone effettuato nel 1986 le ha permesso di entrare il contatto con la cultura nipponica dalla quale è rimasta folgorata. La mostra è curata da Pilar Parcerisas, già presidente dell’Associazione Catalana Critici d’Arte e membro della Fundació Joan Miró.

“Se la poesia è combattimento e corpo, la plastica è composizione, nudi, gesto in movimento che attraversa lo spazio come la parola scivola sul bianco della carta. Questi collage su un blu circondato di nero diventano tratti lirici fatti di frammenti di stampe d’incisione, intuitivamente ordinati in spazi pieni e vuoti. Calligrafie gestuali su spazi siderali, irreali, onirici, in cui contano il frammento, il ritmo, la decostruzione - spiega la curatrice e critica d’arte Pilar Parcerisas - E’ per questo che abbiamo voluto mettere gli uni accanto agli altri, in stretta relazione, gli haiku scritti da Felicia Fuster e le sue composizioni visive. In modo da esaltarne l’equilibrio equivalente e concettuale. Questi collage austeri coinvolgono totalmente lo spettatore perché possono essere letti sia come haiku visivi, sia come segni poetici.

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L’astrazione lirica, iniziata da Kandinskij e Klee, viene modificata da queste composizioni d’origine orientale, che escono dal proprio io poetico, esistenzialista e umanistico, come un paesaggio visivo, nell’incontro con gli haiku, grazie all’estrema sintesi della forma poetica. Come dentro uno specchio di dimensioni cosmiche, lo spettatore vi si riflette, spinto a proiettare la propria immagine fino a sentirsi circondato dal vuoto, avvolto da un nodo visivo capace di dare significato a una nuova esperienza, legata da un lato al pennello, dall’altro alla parola. La precisione, insieme alla semplicità, li lega facilmente ai valori orientali del vuoto e del silenzio. Come negli haiku, la lunga pausa nella lettura si fa silenzio, ma anche spazio plasticamente vuoto, come se si trattasse di una scultura. E’ per questo che abbiamo voluto mettere gli uni accanto agli altri”.

FUSTER-300AFelícia Fuster, figura intellettuale considerata una pietra miliare nella cultura catalana contemporanea, dopo essersi diplomata alla Scuola Superiore di Belle Arti di Sant Jordi, negli Anni Quaranta entra a far parte del gruppo avanguardista “Los Ultimos”. Nel 1951 si trasferisce a Parigi dove – pur continuando la sua attività artistica – si occupa di economia e di pubblicità, lavorando con alcune prestigiose agenzie (Agence Elvinger, Agence Young and Rubican). A partire dall’inizio degli Anni Ottanta si dedica esclusivamente all’attività artistica e letteraria. Le sue opere – promosse dall’Associazione Scrittori in Lingua catalana e dal Collegio Ufficiale dei Dottori in Filosofia e Letteratura - sono state adottate come testi di studio in diverse università.A Barcellona una fondazione dedicata al suo nome promuove dal 2005 la cultura catalana anche attraverso intensi rapporti internazionali.

 


 

La mostra sarà inaugurata giovedì 14 aprile 2016, a partire dalle ore 18.Resterà aperta fino al 4 giugno 2016, dal martedì al venerdì, dalle 16,30 alle 19,00 o su appuntamento.Spaziobianco, via Saluzzo 23/bis, Torino

tel.  +39 333 6863429         mail: informarte8@gmail.com

 

 

 

 

 

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