La cultura gitana si mostra

muyer1 350A Granada, una delle culle per antonomasia delle culture kalé, è nato il primo museo dedicato ai gruppi gitani. Il Museo etnologico è incentrato sulle donne, impegnate da sempre nella trasmissione delle loro tradizioni culturali.

L'esposizione permanente spazia dall'esoterismo all'arte, dalla musica alla medicina tradizionale. Nel museo che è stato costruito all'interno di una delle grotte del Sacromonte di Granada, il quartiere gitano della città, sono stati riprodotti gli ambienti tipici delle realtà in cui in passato vivevano queste comunità, esponendo indumenti tipici, utensili antichi e oggetti personali delle prime carovane erranti. “Abbiamo sentito l'esigenza – sottolinea Manuel Rondón dell'Unión Romaní – di celebrare la donna gitana.

Se le donne gitane fanno dei progressi nella società anche i nostri figli avranno maggiori chances”. L'idea di creare il museo è nata dall'Associazione Donne Gitane che hanno coinvolto le anziane della comunità. Nell'esposizione si celebrano le figure più importanti del mondo gitano. Tra queste, la prima poetessa gitana in lingua rom, Papusza (Bronisława Wajs 1908-1987). In Polonia, dove viveva, Papusza da bambina imparò a leggere e scrivere di nascosto. Ripudiata dalla sua comunità per aver tradito i segreti del suo popolo, Papusza morì in condizioni di estrema povertà, logorata dal senso di colpa. Tra le sue liriche più delicate ricordiamo verso: Sono cresciuta nel bosco come un cespuglio dorato”.


30/10/2015

 

Contenuto realizzato con il supporto di:

Rom: l’ingranaggio infernale delle espulsioni | l’Ile de France, Ris Orangis, Calais, Rhônes-Alpes, Eric Fassin, Nicolas Sarkoz, Philippe Bouyssou, Bozena Wolciechowsk, Gilles Pilloux, Seine-Saint-Denis, Yann Merlin, Amnesty International, Migreurop, R.O.M. Rights of Minorities.

 

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