Anno record per le notizie sugli immigrati

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Sbarchi, attentati terroristici, esodi, hanno mantenuto costante l’attenzione sull’Immigrazione, il tema più ricorrente tra le notizie dei telegiornali e quotidiani nel 2015: + 80% di notizie sui giornali con 1452 titoli in prima pagina negli ultimi dieci mesi, + 250% di notizie nelle televisioni. E’ quanto emerge dal Rapporto “Notizie di confine”, il terzo dell’associazione Carta di Roma, che si avvale dell’analisi da parte dell'Osservatorio di Pavia, nel 2015, delle prime pagine di quotidiani nazionali (Avvenire, La Stampa, il Corriere della Sera, il Giornale, Repubblica, Unità) e i notiziari di prima serata di Rai, Mediaset, La7. E’ Avvenire, il quotidiano con il maggior numero di titoli sull’immigrazione (300) seguito da il Giornale, la Repubblica, La Stampa.

La maggior parte dei titoli e delle notizie hanno toni allarmistici, ansiogeni – soprattutto in riferimento agli sbarchi - e sono decontestualizzati. “Sono cattive pratiche non solo quando violano principi etici e normativi, ma anche quando veicolano e rafforzano stereotipi nella rappresentazione dello ‘straniero’ come diverso, non integrabile e quindi pericoloso”. Ciò che ne deriva è una chiara confusione sul tema da parte dell’opinione pubblica”, sottolinea Ilvio Diamanti. Molto interessante la sua riflessione sul linguaggio dei media, sul "volto del mondo che irrompe nella mia vita quotidiana". I media partecipano nel definire la realtà degli immigrati contribuendo alla percezione sociale tanto quanto vi contribuiscono gli imprenditori della paura e gli imprenditori della solidarietà. Diamanti parla di muri, ricordando che i confini sono "un bisogno, non necessariamente per separare, ma perché il confine definisce l'identità e dà senso di protezione". E l'analisi dimostra che la percezione dell'opinione pubblica così come riportata su giornali e TV, dal 2009 ad oggi è migliorata: accanto alla paura sono intervenute la pietà (foto del bimbo siriano morto sulla spiaggia), la memoria recente e ancestrale (l'esodo che richiama altri esodi) e l'eterna direzione di marcia dal Sud al Nord ...

E’ il presidente dell’associazione Carta di Roma, Giovanni Maria Bellu, a ricordare le cattive pratiche ancora diffuse: “Chi viola la Carta di Roma (codice deontologico per i giornalisti sull’uso corretto del linguaggio in tema di immigrazione) sempre più spesso lo fa apposta. Con modalità non molto diverse da quelle che alimentano i discorsi d’odio nei social. Per esempio usando in chiave polemica un termine giuridicamente inappropriato e gravemente denigratorio come ‘clandestino’”.


17/12/2015

 

 

 

 

 

 

 

 

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