Al Salone del Libro “Visioni” e cultura araba

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Il Salone Internazionale del Libro di Torino si lascia alle spalle un anno pesante di profonda crisi - polemiche, dimissioni a sorpresa e buchi di bilancio (il patron storico Picchioni finito sotto inchiesta per peculato – e punta nella sua 29^ edizione alle “Visioni” della progettualità, della scienza e delle scienze umane. E ai visionari: scienziati, biologi, artisti, architetti, economisti che affrontano la contemporaneità in modo creativo. Testimonial, Roberto Cingolani, giovane fisico genovese, alfiere della robotica e delle nanotecnologie. Uno sguardo sul futuro con realismo e anche utopia.

Al Lingotto, dal 12 al 19 maggio, la kermesse del libro ospiterà non più un Paese (in un primo tempo si era parlato dell’Arabia Saudita) ma punterà su un focus allargato e trasversale. Quindi, su realtà culturali “che superano le rigide divisioni degli Stati nazionali”. La scelta è caduta su letteratura e cultura araba. Tra gli ospiti: il direttore del Museo del Bardo di Tunisi, Moncef Ben Moussa, il poeta siriano libanese Adonis, il narratore algerino Yasmina Khadra (nome d’arte di Mohamed Moulessehoul).

Il Salone, il primo presieduto dalla giornalista Giovanna Milella, e diretto da Ernesto Ferrero (dal 1998), scrittore e critico letterario, ha come immagine guida un libro alato azzurro che sembra galleggiare nell’infinito, l’opera regalata da un artista visionario come Mimmo Paladino. Sostenuto anche da Intesa San Paolo, Unicredit e Miur, nuovi soci della Fondazione del libro, il Salone ora più solido, dedicherà ai giovani il Bookstock Village, l’anima educational, e punterà la sua attenzione ad anniversari importanti: i 70 anni della Repubblica, i 500 anni della prima pubblicazione dell’Orlando Furioso, i cento anni dalla scomparsa di Guido Gozzano e dalla nascita di Natalia Ginzburg.

Due gli eventi speciali: una mostra dedicata ai Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci e una con i documenti dello storico Piero Melograni sulla Prima Guerra mondiale, dopo un’esposizione a Parigi. Confermata l’”Officina, editoria di progetto”, dedicata agli editori indipendenti, curata dallo scrittore Giuseppe Culicchia. Tra i progetti speciali “Book to the future”, spazio dedicato all’editoria di domani che ospiterà 10 start up internazionali.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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