Animazione culturale al Cairo

Conversazioni filtrate

Per due anni l’artista americana-egiziana Amanda KM ha invitato altre donne a conversare fumando, bevendo e spiluccando snack. Tema del progetto, intitolato Filtered Conversations at the Round Table (Conversazioni filtrate intorno al tavolo rotondo) era la sessualità femminile, argomento che in pubblico è tabù e che in privato è spesso trascurato per pudore o moralismo, e al quale la giovane artista ha invece voluto offrire uno spazio sicuro, dove esprimersi in libertà tra donne.

Nel corso di ciascuna conversazione, una telecamera senza audio riprendeva la scena: il gesticolare delle mani, le sigarette che venivano rollate con il tabacco o sfilate dai pacchetti, l’andare e venire delle dita dai piattini di semi di girasole, datteri, salatini e dolci, i bicchieri che via via si riempivano e si svuotavano. Questi video, insieme agli oggetti che hanno fatto da contorno alle chiacchiere e a una serie di fotografie, sono in mostra dal 13 dicembre al K Project Space, spazio espositivo all’interno del Caffè Kafein, al Cairo, nella mostra Filtered Conversations, progetto che è stato sostenuto da un finanziamento del Fondo Arabo per le Arti e la Cultura.

Etincelles contemporaines: vidéo, performance e urbanisme au Caire | Ebticar, Mada Masr, urbanisme, spectacle vivant, Amanda Km, Studio Meem, Japan Foundation, David Puig

Mapping Cairo

Frutto di una collaborazione tra lo Studio Meem e The Japan Foundation Cairo Office (Ufficio del Cairo della Fondazione Giappone), il workshop Mapping Cairo ha coinvolto cinque studenti in un laboratorio durato 10 giorni e realizzato nel novembre 2015, in cui i giovani hanno lavorato fianco a fianco con architetti, esperti di GIS, graphic designer e geografi per realizzare una serie di mappe originali basate sui dati che raccontano la diversità urbanistica della capitale egiziana. Combinando informazioni sulle attività economiche, gli spazi pubblici, i trasporti, il consumo di suolo, l’abitato e la popolazione, i giovani sono stati incoraggiati a immaginare modi creativi per visualizzare e documentare gli scenari che emergevano dai dati, mettendo in relazione fenomeni diversi, individuando problemi strutturali e delimitando aree per potenziali interventi da attuare nei prossimi piani urbanistici per la metropoli.

Le mappe e visualizzazioni realizzate sono state incluse nella mostra itinerante “Struggling Cities” (Città in lotta) aperta il 14 dicembre al Gezira Art Center del Cairo: oltre ai risultati di Mapping Cairo sono in mostra le proposte avanzate a partire dagli anni Sessanta per l’espansione urbanistica di Tokyo.

Lo Studio Meem è stato fondato dall’architetto Manar Moursi nel 2011 e da allora è stato coinvolto in numerosi progetti con un’attenzione particolare per la partecipazione diretta del pubblico, come il Mahatat’ Wonder Box (la Scatola delle meraviglie di Mahatat), dispositivo a metà strada tra un megafono e un teatro ambulante in cui raccogliere e diffondere le storie raccontate dai passanti. Così per la documentazione della creatività spontanea che si trova al Cairo, come il volume Sidewalk Salon: 1001 Street Chairs in Cairo (Salotti da marciapiede: 1001 sedie sulle strade del Cairo), curato insieme a David Puig, in cui rende omaggio alle sedie, spesso improvvisate, che orlano le vie della città e accolgono le chiacchiere dei suoi abitanti.

Etincelles contemporaines: vidéo, performance e urbanisme au Caire | Ebticar, Mada Masr, urbanisme, spectacle vivant, Amanda Km, Studio Meem, Japan Foundation, David Puig

2B Continued

Torna per il sesto anno consecutivo il festival di teatro, danza contemporanea e performance 2B Continued, promosso dallo Studio Emad Eddin e dal suo “laboratorio” di teatro e danza contemporanea. Il festival offre a giovani artisti - sceneggiatori, autori teatrali, coreografi – la possibilità di sviluppare i loro progetti con il sostegno professionale di registi e tecnici che guidano la messa a punto degli spettacoli. A guidare il team professionale che accompagna i giovani autori è Ahmed El Attar dello Studio Emad Eddin, insieme al ballerino e coreografo francese Laurence Rondoni, il manager di produzione scozzese Alan Wright, lo scenografo libanese Hussein Baydoun e il light designer cairota Saber al-Sayed.

Tre gli spettacoli andati in scena il 17 e 19 dicembre in un’unica maratona al Teatro Falaki del Cairo: la pièce teatrale The Newcomer, da una sceneggiatura dell’inglese Michael Romani, per la regia di Hani Sami, e gli spettacoli di danza Shadow of the Fish (L’ombra del pesce) di Hend al-Balouty e Ya Sem di Sherin Hegazy.

//Shadow of a Fish de Hend al-Balouty et Ya Sem de Sherin Hegazy

//The Newcomer de Michael Romani

 


Mada Masr

Traduzione di Cristiana Scoppa

25/01/2016

 

 

 

 

 

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