"Filastin" di Naji AL-Ali

filastin 320Naji al-Ali è uno dei vignettisti più importanti della storia del mondo arabo. Alla sua all’aspetto originario, cioè come furono pubblicate dai quotidiani, 175 vignette. Grazie alla digitalizzazione dei disegni originali e su grosso formato eseguita dalla famiglia di Naji al-Ali, Eris ha potuto procedere a un restauro atto a eliminare, sempre sul supporto digitale, il deterioramento della carta che in alcuni casi comprometteva l’integrità dei disegni. Un attento e lungo lavoro che consente di godere oggi il lavoro Naji al-Ali, proprio come l’autore lo aveva pensato e realizzato per la pubblicazione sui quotidiani arabi. La collaborazione con la famiglia al-Ali ha permesso di implementare le vignette originali con la datazione, note e commenti che rendono Filastin la pubblicazione europea più completa su Naji al-Ali.

Filastin sarà presentato a Roma il 19 marzo alle ore 18 in via del Porto Fluviale 18.


Il volume è diviso in 5 capitoli tematici, introdotti dalla parole di Naji al-Ali stesso, tratte da un’intervista, inedita in Italia, rilasciata nel 1984 alla scrittrice e intellettuale Radwa Ashour e definita da Naji al-Ali come suo testamento. Raccontando la sua vita, spiegando il suo lavoro, il suo impegno la sua visione politica, questi estratti consentono al lettore italiano di comprendere profondamente il valore non solo di ogni singola vignetta, ma di tutta l’opera dell’autore.

Filastin in arabo significa Palestina. Naji al-Ali è uno dei suoi figli e ancora bambino ha dovuto lasciarla per diventare profugo, come la maggioranza dei palestinesi, a causa della proclamazione dello Stato d’Israele. Filastin è la terra in cui non ha potuto fare ritorno ed è il centro di tutta la sua opera artistica ma, come afferma lui stesso, «non solo nel senso geografico, ma anche umano e simbolico, cioè la causa giusta ovunque sia nel mondo».

Naji al-Ali è stato assassinato a Londra nel 1987 per quelle idee politiche che ha espresso con forza nelle sue opere ogni giorno della sua vita, lavorando per le maggiori testate giornalistiche del mondo arabo. Il suo obbiettivo era quello di avere un dialogo diretto e quotidiano con chi viveva la sua stessa realtà: dal Campo Profughi palestinese alle grandi città arabe. Handala, il suo personaggio più importante, il bimbo che mostra le spalle a chi le ha voltate al popolo palestinese e rivolge lo sguardo solo al dolore della sua gente, è una vera e propria icona della resistenza palestinese ed è popolarissimo nei paesi arabi come nel resto del mondo.

Introduce il libro la prefazione del vignettista italiano Vauro Senesi, che a modo suo coglie il significato universale e purtroppo ancora attuale di Handala, il bambino sempre girato di spalle, che rivolge lo sguardo solo alla sua gente, il popolo palestinese come qualsiasi altro popolo umiliato, disegnato da Naji al-Ali e diventato una vera e propria icona. Anche altre figure di rilievo internazionale come il fumettista inglese Joe Sacco e il vignettista francese di Le Monde, Plantu, hanno scritto per l’uscita del libro degli endorsement che testimoniano la loro ammirazione per l’opera e l’impegno di Naji al-Ali. «Naji al-Ali è stato uno dei più coraggiosi vignettisti al mondo e probabilmente nessun vignettista arabo ha avuto un impatto così a lungo termine come Naji al-Ali. Il suo nome risuona ancora nei campi profughi palestinesi e il suo sempre sofferente personaggio, Handala, resta un simbolo di memoria storica e resistenza. Lasciate che le sue vignette piovano come pugni su tutti quelli che hanno tenuto schiacciati gli oppressi e gli espatriati», ha scritto Joe Sacco.

filastin 545

Plantu ha scritto: «Il piccolo personaggio creato da Naji al-Ali si chiama Handala: è sempre disegnato di spalle ed è un personaggio emblematico della lotta del mondo arabo. Ancora oggi, in tutta la stampa araba si continuano a trovare i suoi disegni in bianco e nero. Il giorno in cui la Palestina avrà il suo Stato e in cui il piccolo personaggio di spalle potrà tornare a casa sua, si volterà e guarderà il lettore. Non siamo ancora pronti a smettere di stampare i disegni di Naji al-Ali!»
Attraverso il Comitato di Solidarietà del Popolo Palestinese di Torino, prezioso collaboratore dell’edizione del libro, nonché curatore della traduzione dei testi dall’arabo all’italiano, parte del ricavato di questo volume sarà devoluto ai progetti di “Addameer” (www.addameer.org) un’associazione palestinese che, con la sua sede a Ramallah nei Territori Palestinesi Occupati, da anni si occupa dei prigionieri politici palestinesi che continuano a resistere e a lottare nel silenzio e nel buio dei centri di detenzione israeliani.

http://issuu.com/erisedizioni/docs/filastin_estratto

 

Related Posts

“Gaza Writes Back”

19/04/2016

GWB 110Scritto da quindici giovani palestinesi gazawi, il libro è una raccolta di 23 racconti, tanti quanti sono i giorni dell'offensiva militare israeliana lanciata su Gaza tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009, la cosiddetta "Operazione Piombo Fuso" che ha causato più di 1400 morti, 5000 feriti e la distruzione o gravi danni a 11000 case e infrastrutture.

PalFest a Gerusalemme, malgrado la polizia israeliana

09/06/2009

PalFest a Gerusalemme,  malgrado la polizia israelianaLa polizia israeliana ha tentato di impedire lo svolgimento a Gerusalemme-Est dell'apertura e della chiusura del secondo Festival della Letteratura di Palestina. Autori e spettatori hanno ripiegato su centri culturali stranieri.

Muri, lacrime e Za’tar, Voci e storie di vita dalla Palestina

25/06/2008

Muri,  lacrime e Za’tar,  Voci e storie di vita dalla Palestina“Ho voluto pagare il debito che sentivo di avere verso questa terra e il suo popolo, al quale la pace è rifiutata da troppo tempo”