Tamarindo: satira e umorismo per resistere alla dittatura

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Nell’ambito delle riproduzioni della realtà attuale della Siria, vittima delle fratture provocate dalle sfide della rivoluzione e dai crimini del regime, un gruppo di artisti e di intellettuali siriani ha lanciato il proprio messaggio attraverso una serie intitolata "Tamarindo" che, grazie all’animazione digitale, riesce a coniugare la modernità delle tecniche artistiche con l’autenticità del passato siriano.

Nei sette mesi successivi alla creazione del progetto (giugno 2015), il gruppo ha registrato un’ampissima diffusione -- il numero dei fan della pagina Facebook è arrivato a cinquantuno mila -- se si considera che le puntate vengono trasmesse solo attraverso il loro canale youtube e su facebook. Il venditore di tamarindo è un personaggio amato da ogni siriano, indipendentemente dalla sua appartenenza, ragione per cui il gruppo lo ha scelto come simbolo delle sue azioni e suo eroe.

//Delware Suleiman - (Facebook)Dilawr Suliman, uno degli artisti ideatori della serie, afferma che questo fa parte degli obiettivi del gruppo, che si propone di trattare la peculiarità dell’identità siriana richiamando l’attenzione sulla sua eterogeneità sociale, religiosa e culturale, con il chiaro intento di evidenziare la reale caratterizzazione della Siria e dei siriani. La molteplicità dell’identità siriana viene riflessa dai diversi dialetti regionali utilizzati nell’opera, a partire dai dialoghi dei personaggi pieni di modi di dire popolari vecchi e nuovi, come “il mio cuore è nelle sue mani”, “Che Dio lo spenga con la sua luce!”, “parla a vanvera” o “è un raccomandato”, passando per la colonna sonora “il ballo di mia nonna”, per finire con i nomi dei protagonisti, Hiddu e Abu Jamal. Tale “naturalizzazione” va di pari passo con la ri-legittimazione della memoria popolare siriana, che per cinquant’anni è stata combattuta dagli slogan del partito del Ba’ath.

Gli autori hanno scelto l'arte della satira per trasmettere il proprio pensiero al pubblico, l'arte che dallo scoppio della rivoluzione ha registrato più diffusione, la cui efficacia in evoluzione rispecchia l’amarezza delle circostanze in modo da far svagare il destinatario.

//Tamerhindi EP6 أنا سوري

La satira e l’umorismo sono "gli strumenti più appropriati per comunicare idee in modo facile e veloce, distaccandosi dalle complessità della situazione attuale. Utilizzandoli siamo in grado di trasmettere pensieri superando le barriere che incombono oggi su tutta la società siriana", afferma Dilawr, profondamente convinto che non esista una persona in tutta la Siria che non ami ridere e che, nonostante le circostanze, non provi a farlo o lo faccia poco. Il sorriso, anche se semplice, alleggerisce la pesantezza e la sofferenza.

//TamerHindi EP15 رأس السنة

Ogni puntata di "Tamarindo" ripropone un problema della Siria di oggi. Il lavoro viene gestito da un gruppo di giovani siriani attivi in ambito artistico e culturale che provengono da diversi ambienti e lavorano da postazioni sparse per la Siria e fuori di essa. Nell’autodefinizione che propongono nella pagina facebook, si descrivono uniti dalla fede nello spirito della rivoluzione fin dal suo inizio, nell'identità umana della Siria e nella dignità propria della società siriana, i cui valori etici e nazionali costituiscono originariamente parte integrante della struttura sociale, anche se il regime ha sempre cercato di nascondere o distorcere. Il rimbombo delle armi e le pressioni disumane a cui è sottoposto il cittadino siriano hanno causato l’indebolimento della facoltà mentale di avere un quadro complessivo della situazione e, com’è ovvio, hanno lasciato spazio a sentimenti di ostilità governati da tendenze vendicative. Proprio per questo hanno sentito il dovere di concentrarsi sull’originaria struttura del tessuto sociale siriano assente dalla scena pubblica, attraverso brevi sketch animati, realistici e satirici.

 


 

Articolo ripreso dal sito Syria Untold nell’ambito del programma Ebticar

http://www.syriauntold.com/ar/2016/01/%D8%AA%D9%85%D8%B1-%D9%87%D9%86%D8%AF%D9%8A/

Traduzione dall’arabo di Lea Martinoli

 

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