L’associazione “Obour” di Tartus

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Il valore di questa ONG risiede sia nell’impegno di colmare le disparità causate dalla guerra tra i diversi schieramenti della società siriana, sia nel luogo in cui lavora: Tartus, una città che testimonia la crescente ostilità tra le diverse confessioni degli abitanti locali e degli sfollati provenienti dalle zone di combattimento. Come descritto nella pagina facebook, la funzione principale della ONG consiste nel divulgare la cultura della società civile, diffondere i concetti di cittadinanza e creare una rete di contatto tra tutti i siriani", attraverso " l’integrazione degli sfollati nella comunità locale, moderando le tensioni e riducendo al minimo le disparità generate dalle divisioni sociali". Fondata all'inizio del 2015 con l’obiettivo di organizzare attività per i bambini dei luoghi colpiti dai bombardamenti.

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Dopo la serie di attentati avvenuti a Tartus (maggio 2016), i membri dell’ONG muniti di colori a olio hanno dipinto farfalle, uccelli e fiori sui muri degli edifici vicini alle zone colpite. Il lavoro artistico rientra negli obiettivi che l’associazione si è posta per incrementare il livello culturale attraverso attività ricreative, ma quella di maggio non era la prima, infatti avevano già realizzato attività cinematografiche, durante le quali venivano proiettati film per bambini, sfollati e locali insieme. Hanno inoltre portato avanti laboratori teatrali per bambini con l’obiettivo di formarli al teatro attivo, per costituire il nucleo di una futura banda teatrale. Ali Aloush, membro di "Obour" (passaggio), afferma: “Nell’ottobre 2015 mi sono iscritto all’associazione per offrire sostegno ai bambini, visto che la meta più importante del progetto è prendersi cura dei bambini sfollati e senza tetto, sostenerli nell’istruzione, potenziarne le capacità e scoprire le loro abilità".

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La gestione della ONG si basa sul “reimpiego delle nostre risorse e delle nostre competenze nell’ambito adeguato, impegnandoci a imparare dai fallimenti e dai successi di coloro che ci hanno preceduto", come sostiene un altro membro, Alaa Mohsen. "Abbiamo tutti un ruolo nelle fasi di coordinamento e allestimento, il modo in cui presentiamo le attività viene pre-concordato, la pianificazione segue una struttura organizzata, chiara e precisa in modo da portare a termine il lavoro con successo e senza intoppi. È proprio questo che ci incoraggia ad affrontare i problemi e ad andare avanti con il giusto grado di flessibilità, tenendo conto degli effetti della crisi nel nostro paese”.

Oltre alle attività artistiche, “Obour” ha organizzato corsi di studio gratuiti per i bambini sfollati che frequentano i primi anni di scuola. Dopo gli attentati, l’associazione ha lanciato una campagna “Fi Tartus min yurid al salam” (Chi vuole la pace a Tartus), che prevedeva la realizzazione di murales, la cura degli alberi, la pulizia delle strade nelle zone vicine alle esplosioni, e anche visite nei centri di accoglienza per sfollati e familiari delle vittime.

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"Obour" va avanti grazie al sostegno di volontari nati e cresciuti a Tartus, ma soprattutto grazie "al consolidamento della credibilità del nostro lavoro e alla sua umanità, che non prende in considerazione il background politico o religioso dei destinatari", afferma Ghader Ghanem, il fondatore della ONG, in un'intervista rilasciata a Syria Untold. "Il gruppo è riuscito a superare le difficoltà legate alla sicurezza, dichiarandosi totalmente estraneo ad ogni attività politica, ponendosi come obiettivo principale il servizio al cittadino, mentre al livello sociale, sin dall’inizio l'associazione è stata ben accolta dalle diverse comunità presenti a Tartous".

 


 

Articolo ripreso dal sito Syria Untold nell’ambito del programma Ebticar

 

Traduzione dall’arabo di Lea Martinoli

 

 

 

 

 

 

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