Lo scrittore Ahmed Naji resta in prigione

Court rejects novelist Ahmed Naji's appeal to suspend 2-year sentence | Ebticar, Ahmed Naji, Mamoud Othman, Mahmoud Salem, Akhbar al-Adab, Egypt's Constitution

Un tribunale del Cairo ha rigettato, il 16 luglio scorso, la richiesta di sospensione della pena presentata dallo scrittore trentenne Ahmed Naji, che ha già trascorso in carcere 6 mesi dei complessivi 2 anni di prigione a cui è stato condannato da un tribunale del distretto Cairo Nord per attentato alla morale pubblica a causa dal suo romanzo “Istikhdam al-Hayah” (Usare la vita), pubblicato sulla rivista letteraria governativa Akhbar al-Adab l’anno scorso.

Gli avvocati difensori avevano presentato una richiesta di sospensione della pena all’inizio del mese di luglio per ragioni di salute. Ahmed Naji era presente in aula il giorno del pronunciamento, circondato da amici e sostenitori che hanno approfittato di questa occasione per vederlo la prima volta da quando è stato arrestato, visto che solo ai più stretti familiari è stato permesso di fargli visita.

Mamoud Othman, l’avvocato di Naji, ha spiegato a Mada Masr che, in base a una legge approvata di recenta, la difesa può presentare un appello di seconda istanza, prima che il processo venga deferito alla Corte di Cassazione per il verdetto finale.

La corte ha motivato la sentenza argomentando che Naji avrebbe deliberatamente commesso il reato di “pubblica indecenza” attraverso tutto il suo testo. “Ha usato termini ripugnanti e si è divertito a ripeterli continuamente in tutti capitoli del romanzo”, ha affermato la corte.

Secondo i giudici, Naji non ha preso in considerazione il fatto che la libertà di espressione deve ricadere comunque nel quadro della “costruzione essenziale della società, ivi compresa la religione, le tradizioni e i valori morali che sono profondamente radicati nella società egiziana. L’imputato è andato contro questi valori con il suo tossico romanzo, pubblicandone i capitoli su una rivista di proprietà dello stato”.

Uno degli amici più intimi di Naji, l’attivista Mahmoud Salem, si è commosso quando ha visto lo scrittore per la prima volta da quando è in carcere: “Fino a quando non lo abbiamo visto comparire nell’aula del tribunale, non eravamo sicuri che avremmo potuto vederlo. Abbiamo chiamato tutti coloro che conoscevamo, e che avevano un qualche legame con la prigione, per scoprire se lo avrebbero accompagnato al processo”, ha raccontato. “È stato durissimo vederlo nella gabbia del tribunale, ma era l’unico modo”.

Il caso è iniziato nel 2014, quando un lettore dell’Akhbar al-Adab ha presentato un esposto in cui denunciava di essere stato “leso moralmente” dal capitolo 6 del romanzo (qui è disponibile la traduzione in inglese del capitolo, ndt), a causa del suo esplicito contenuto sessuale. In base a questa denuncia, è stata avviata la causa contro lo scrittore.

Sia Naji che Tarek al-Taher, il caporedattore della rivista letteraria, sono stati prosciolti dall’accusa in prima istanza a gennaio scorso, ma Naji era stato poi condannato a due anni di prigione nel processo di appello, mentre a Taher è stata comminata una multa di 10.000 lire egiziane.

Il giorno dopo il rinvio a giudizio, gli avvocati difensori dello scrittore, il Sindacato dei giornalisti e scrittori, numerosi intellettuali e artisti hanno fatto pubblicato degli appelli per sospendere l’esecuzione della pena, richiamandosi all’articolo della Costituzione che vieta la condanna al carcere per i reati di stampa. Anche le organizzazioni dei diritti umani e diversi gruppi letterari hanno condannato la sentenza.

L’istanza di appello redatta dagli avvocati si richiama agli articoli 67 e 71 della Costituzione egiziana, che protegge scrittori, intellettuali e artisti dal carcere per reati legati alle loro opere o alla pubblicazione dei loro scritti.

A sostegno di Ahmned Nahi, i siti di informazione Mada Masr, Za2ed18, Qoll e Zahma hanno pubblicato il 21 febbraio l’appello che si può leggere qui sotto, e che non ha perso di attualità.

A sostegno di Ahmed Naji

Siamo molto preoccupati per la condanna al carcere comminata allo scrittore Ahmed Naji a causa di un capitolo del suo romanzo accusato di “violare la moralità pubblica”.

Artisti e scrittori credevano di essere protetti nei confronti di un regime che governa attraverso la paura, era convinti che la libertà di espressione fosse tutelata dagli articoli della Costituzione egiziana che la garantiscono. Che errore! I casi in cui questo diritto è stato violato continuano ad aumentare, a cominciare dalla condanna a 1 anno di prigione del ricercatore Islam al-Beheiry, la condanna a 3 anni comminata alla poetessa Fatima Naoot e ora la condanna a 2 anni inflitta a Ahmed Naji.

La comunità culturale egiziana non ha più alcuna difesa contro il combinato disposto di censura, chiusure e arresti che i politici hanno messo in atto. La condanna di Ahmed Naji fa tremare i cuori di chi scrive e fa cultura, perché tutti sanno che un domani la stessa sorte potrebbe toccare a loro.  

Soprattutto, la sentenza prova che il governo userà tutti i mezzi in suo potere per colpire la gioventù egiziana: i suoi nemici non sono più soltanto gli attivisti politici e i leader delle proteste, ma chiunque esprima un pensiero alternativo.

In un paese che ha perduto il suo potere politico ed economico a causa delle sue stesse politiche, e dove poco rimane a parte la cultura, una sentenza contro uno scrittore per un’opera di creazione non deve essere presa alla leggera, e deve essere valutata nel contesto dei continui tentativi di intimidazione messi in atto da uno stato di polizia. Abbiamo a che fare con uno stato che ha perso gran parte del suo capitale, compreso il capitale culturale, che pure per tanto tempo è stato tenuto in altissima considerazione sia a livello regionale che internazionale. Ma anche la presunta stabilità che il governo afferma di voler difendere a tutti i costi, rischia di crollare, se non è già crollata. Dunque, che cosa esattamente stanno difendendo i conservatori?

La minoranza attiva di cui fa parte Ahmed Naji è il gruppo che più di qualsiasi altro può avviare un cambiamento e trovare soluzioni, molto più degli anziani che attualmente occupano le posizioni di governo. È una minoranza che difende Ahmed Naji compatta, perché difenderlo equivale a difendere il proprio spazio di immaginazione. Questa minoranza non tacerà fintanto che Naji non sarà rilasciato e fino a quando non si riconoscerà che l’immaginazione non può “violare la pubblica moralità”.

Questa dichiarazione è stata originariamente pubblicata in arabo dai siti Mada Masr, Qoll, Za2ed18 e Zahma.

 


Mada Masr 

 

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