Un’unica fila

Adamo-545

Un giorno mi trovavo nella strada percorsa già da molte prima di me, vestite di quegli abiti che coprono la testa e quasi tutto il corpo. Mi affrettavo lungo quel percorso costretto, tracciato per me dalla società maschilista. Spaventati dalla possibilità di venir abbindolati ed espulsi dal paradiso come fu per mia madre Eva e mio padre Adamo in tempi lontani, mi impongono ubbidienza da dietro le sbarre della mia prigione.

Non dimenticherò quel giorno in banca dove, come d’abitudine, la fila degli uomini era separata da quella delle donne. L’edificio aveva resistito alla follia della guerra e, anche se limitati, i fondi venivano usati per retribuire gli stipendi. Non dimenticherò mai le pressioni della guerra, la mancanza di soldi e merci, neanche il lamentarsi degli uomini per la situazione, la pazienza delle donne e il loro ardere in silenzio, come sono sempre state abituate a fare. Mi ricorderò anche della voce baritonale di quell’uomo quando ci ordinò di unire le due file, tra lo sbalordimento di tutti, uomini e donne.

Il cuore mi parlava della parità tra uomo e donna come primo frutto della rivoluzione, ma la mente mi raccontava un’altra cosa e la stampa ancora non diceva che la guerra vinto sul diavolo.

Prima hanno separato gli uomini dalle donne e poi, quando la fila degli uomini ha finito i fondi, hanno deciso di riunire il nostro denaro al loro e di sospendere la divisione in file a seconda del genere. Allora è così!

In quel momento il mio spirito ribelle uscì di colpo dalla prigione e gridai alla rivoluzione: “No! Non è possibile che solo per necessità gli uomini si uniscano alla fila delle donne e non possa succedere mai il contrario. Dovete aspettare che le donne qui in piedi finiscano i loro affari, abbiamo anche altre faccende che ci aspettano a casa”. Tra la gente si diffuse lo sbalordimento per quella donna che si ribellava ai retaggi della sua società. Alla fine l’accordo fu che a ogni due donne seguisse un uomo, mantenendo la divisione in file separate. “Non vogliamo che gli uomini si uniscano a noi dopo che hanno scelto di allontanarci dall’inizio”.

Uno di loro mi disse beffardo: “Signora mia, la sorte degli uomini è uguale a quella delle donne” gli risposi con lo stesso tono: “Questo forse nella legge dei cieli, ma nella mia legge la sorte degli uomini qui è l’attesa in piedi, a meno che non abbia qualcosa da ridire” e uscii dalla banca come un giorno nostro padre Adamo uscì dal paradiso.

 


Mahmoud Elmoftech

 

 

 

 

 

 

 

Related Posts

La seconda mutazione dell’islam

09/01/2015

guetta 110«Se un cronista dell’epoca avesse provato a spiegare ai persiani l’atrocità delle guerre di religione che sconvolgevano l’Europa, di sicuro i suoi interlocutori avrebbero concluso che tutti gli europei erano barbari…».

Primavera lontana, donne in guerra

15/06/2013

primadonne_110Le testimonianze di Leena Ben Mhenni, giornalista e blogger tunisina, Joumana Haddad, giornalista e scrittrice libanese, e Jamila Hassoune, “libraia itinerante” di Marrakech, ospiti in Italia in un incontro tutto al femminile sulle Primavere arabe.

Donne e web nelle rivolte del mondo arabo

14/04/2011

Donne e web nelle rivolte del mondo araboIl femminismo islamico ha una lunga storia alle spalle ma l’Occidente continua ad avere una visione stereotipata delle donne arabe. Il loro nuovo protagonismo nelle piazze e su Internet