Il sito Mada Masr rimane bloccato

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Niente di fatto all'udienza del 1 ottobre che avrebbe dovuto decidere del ricorso presentato dal sito d’informazione online Mada Masr contro il blocco degli accessi alla sua pagina: il Tribunale Amministrativo di Dokki, distretto del Cairo, ha infatti rimandato al 22 ottobre l’inchiesta sul processo giudiziario che la riguarda.

Il 6 giungo è stata presentata al Consiglio di Stato la denuncia contro l'Autorità Nazionale per la Regolamentazione delle Telecomunicazioni (National Telecom Regulatory Authority, NTRA) accusata di non aver seguito le adeguate procedure amministrative dopo la denuncia di Mada Masr in cui sollecitava l’istituzione a rivelare quale organo governativo debba rispondere per la decisione presa il 24 maggio di bloccare l'accesso al sito web della compagnia.

La seconda udienza, quella del primo ottobre, è stata presenziata dal rappresentante legale di Mada Masr Hassan al-Azhary, avvocato dell'Associazione per la Libertà di Pensiero e di Espressione (AFTE). Al Azhary ha contestato il rigetto, da parte dei legali della NTRA durante l'ultima udienza del 9 settembre, dell’attribuzione proprio alla NTRA della responsabilità delle procedure amministrative relative al blocco di Mada Masr, quando uno degli avvocati aveva affermato che l’applicazione di un blocco all’accesso di qualsiasi sito web non è di competenza della NTRA, ma del Consiglio Supremo sulla Regolamentazione sui Media.

Gli avvocati della NTRA hanno scaricato la responsabilità del provvedimento su altre istituzioni, inclusi organi di sicurezza nazionali non meglio specificati, affermando che i loro clienti non dispongono delle competenze tecniche necessarie per imporre il blocco.

La NTRA ha presentato un memorandum legale firmato dal direttore, nel quale si richiedeva al giudice di porre termine al processo perché, secondo quanto sostenuto, l’appello avanzato non era stato presentato da un ente connesso alla vicenda in questione. Conferma di questo, per la NTRA, sta nel fatto che il fascicolo della causa non contiene alcun documento che possa dimostrare che Mada Masr, il sito d’informazione online, appartenga alla società chiamata Mada Masr Media.

Il primo ottobre al Azhary ha presentato una lettera del servizio di hosting del sito web Mada Masr che confermava che gli utenti in Egitto non riuscivano ad accedere al sito.

Al Azhary ha anche sostenuto che la NTRA è l’unica possibile responsabile del blocco del sito web, in quanto “l'unica istituzione alla quale si possa chiedere conto dei motivi di tale blocco. Se non è essa stessa a imporre il blocco, quantomeno deve ricevere notizia della decisione, poiché estensione esecutiva responsabile di qualsiasi questione relativa alle comunicazioni”.

Al Azhary, menzionando anche le cause intentate per contestare il blocco totale delle comunicazioni avvenuto durante la rivoluzione egiziana del 2011, ha aggiunto che la legge sui media in Egitto obbliga la NTRA a coordinarsi con gli altri organi di sicurezza che bloccano le comunicazioni durante i disastri naturali e i casi di mobilitazione pubblica. La legge stabilisce che, qualora gli altri organi di sicurezza decidano di interrompere una rete di comunicazione, la NTRA è tenuta a eseguire l'ordine, secondo quanto ha detto al Azhary a Mada Masr.

Durante la sessione, il giudice ha richiesto che l'avvocato della NTRA svolga un’ulteriore indagine sui dettagli tecnici relativi al blocco del sito e che presenti un resoconto al tribunale durante la prossima sessione.

L’accesso a Mada Masr e ad altri 20 siti è bloccato in Egitto dal 24 maggio scorso. La Middle East News Agency, l'agenzia di stampa di proprietà statale citava “un’importante fonte della Sicurezza” affermando che i siti web bloccati “pubblicano contenuti che sostengono il terrorismo e l'estremismo e diffondono intenzionalmente falsità".

Nessuna delle Autorità competenti, quali il Consiglio Supremo sulla Regolamentazione sui Media, il ministero delle telecomunicazioni e la NTRA, si è assunta la responsabilità di tale decisione e non sono state rese pubbliche le basi giuridiche sulle quali è avvenuta, nonostante le denunce presentate dal Sindacato dei Giornalisti per conto di molti dei siti web bloccati.

Secondo l’Associazione per la Libertà di Pensiero e d’Espressione, ad oggi (1 ottobre, ndt), agli utenti egiziani è negato l’accesso a ben 434 piattaforme, inclusi giornali online, blog, fornitori di servizi proxy e VPN.

Il 7 settembre è stato vietato anche l'accesso al sito web dell'organizzazione Human Rights Watch che ha sede a New York, esattamente un giorno dopo che l'organizzazione internazionale per i diritti umani ha pubblicato una relazione sulla tortura in Egitto.

 


Redazione Mada Masr

 https://www.madamasr.com/en/2017/10/01/news/u/court-adjourns-case-of-mada-masr-website-blocking-to-october-22/

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