Grecia vs. Macedonia, in nome della Macedonia

Lo scorso 4 febbraio, una gremita Piazza Sintagma ha manifestato, sventolando, in lungo ed in largo, le bandiere greche. Atene ha protestato in pompa magna dopo che, lo scorso 21 gennaio fu Salonicco a manifestare. Le manifestazioni in Grecia sono arcinote ma queste recenti proteste che hanno paralizzato la capitale della penisola greca appaiono, agli occhi del resto del mondo, un po’ bislacche! Sì perché i greci, questa volta non manifestano contro le misure di austerity draconiane che l’EU ed il FMI hanno inflitto al popolo greco, bensì per un nome! Ed il nome in questione è “Macedonia”.

Il termine “Macedonia” ha fatto riemergere il nazionalismo greco, infatti alle manifestazioni di domenica scorsa era presenti membri della diaspora greca, movimenti di destra, la Chiesa Ortodossa. Per sintetizzare, la vexata quaestio è la seguente: il piccolo Stato balcanico si sta avviando a entrare in Europa e soprattutto nella Nato ma, affinché questo accada, c’è bisogno di un compromesso tra le due parti (greca e macedone) sulla controversa questione del nome che si trascina ormai da oltre vent’anni.

I greci non vogliono sentir parlare di “Macedonia” perché in Grecia, esiste già una regione che si chiama Macedonia ed è la regione che ha come capitale Salonicco. I greci temono che, mostrandosi poco intransigenti, la Macedonia possa avanzare pretese territoriali anche su quella parte di Macedonia che appartiene alla Grecia. A sostegno di questa tesi, durante le manifestazioni, i greci hanno scandito slogan come “Esiste una sola Macedonia ed è greca, è patrimonio storico e culturale ellenico!”, scomodando addirittura un personaggio storico come Alessandro Magno.

//Mikis TheodorakisPotrà sembrare una questione di poco conto per uno straniero che legge questi avvenimenti sui giornali ma è, invece, qualcosa di estremamente importante perché tocca i sentimenti di profondi di un popolo intero in quanto entra in gioco il concetto di identità. Tant’è che alle manifestazioni era presente anche Mikis Theodorakis, il celebre musicista autore della colonna sonore del film Zorba Il Greco e icona della sinistra greca che, a 93 anni, in sedia a rotelle, ha richiamato all’ellenicità della Macedonia facendo una distinzione netta tra nazionalismo e patriottismo e proponendo al governo di indire un referendum affinché i greci si esprimano sulla questione.

Intanto le trattative vanno avanti con il mediatore dell’Onu Matthew Nimetz il quale ha proposto di cambiare il nome in Alta Macedonia o Nuova Macedonia per non creare confusione con la vecchia Macedonia che invece è in Grecia. Ma pare che né Atene né Skopje siano d’accordo su questa soluzione e intendano cedere di un millimetro sulle proprie posizioni.

Tuttavia, i primi ministri Alexis Tsipras e Zoran Zaev, sono concordi nell’affermare che è ormai giunto il tempo di superare una impasse diplomatica che dura da troppi anni anche perché la Grecia è il primo partner economico della Macedonia e ha tutto l’interesse a stabilizzare i rapporti tra i due Paesi confinanti. Ma queste prese di posizione, le tensioni mai sopite, i nuovi rigurgiti nazionalisti e irredentismo dimostrano quanto sia ancora difficile “sbrogliare la matassa” in quei Balcani che, non a caso, furono definiti la “polveriera d’Europa”.

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