Tunisi. Una sindaca per la capitale

Domenica 6 maggio si sono svolte le prime elezioni amministrative libere in Tunisia, dopo l’insurrezione del 2011. I risultati non sono ancora definitivi, ma un dato emerge in maniera lampante: la vittoria di Souad Abderrahim, una farmacista 54enne, candidatasi alla carica di Sindaco della capitale del Paese nordafricano.

Quella che era una speranza per questa farmacista prestata alla politica può adesso considerarsi una realtà. Essere una donna a capo di una città così simbolica come Tunisi è estremamente importante, anche perché è la prima volta che viene eletto il sindaco della capitale la cui nomina, prima, spettava sempre al Presidente della Repubblica. È per tutti questi motivi che Souad Abderrahim dedica la sua vittoria a tutte le donne tunisine.

Quel che più stupisce è che la neo prima cittadina, già membro dell’Assemblea Costituente nel 2011, era capolista del partito Ennahda, un partito di chiara ispirazione islamica, nonostante lei vesta sempre in tailleur e non porti il velo. D’altronde, il partito di Rached Gannouchi ha cercato di offrire un’immagine più moderata, candidando molte donne e anche un ebreo tunisino, Simon Salama. Un’operazione di restyling da parte del Partito Ennahda che non si rivolge più soltanto a un elettorato fatto di ‘barbuti’ e ‘velate’ ma aperto a tutti i cittadini e le cittadine tunisini, dimostrando così che il conflitto politico non è di tipo religioso o ideologico.

Che questa operazione abbia pagato lo si saprà soltanto il 9 maggio con i risultati definitivi: Ennahda è data per vincente seguita dai laici di Nidaa Tounes, il partito dell’attuale presidente. Certo non si può gioire di una vittoria con un tasso di partecipazione pari al 34%. Solo un tunisino su tre è andato a votare, sintomo di una società stanca, spossata dalla crisi economica, da un’inflazione pari al 7%, da un dinaro in picchiata, dal terrorismo, dalla corruzione e dai tanti altri problemi che la classe politica non è riuscita ad arginare.

Un dato positivo sono le tante liste indipendenti che hanno ottenuto risultati inaspettati. I tunisini non si fidano evidentemente più dei partiti istituzionali, dei partiti ideologizzati, e hanno preferito dare il proprio consenso a queste nuove liste fatte in prevalenza di giovani e donne.

Il caso della neo sindaco Souad Abderrahim è emblematico perché, malgrado la sua appartenenza a un partito tradizionale, è riuscita a far convergere sulla sua candidatura i voti di tante donne e tanti giovani che in lei hanno visto competenza e affidabilità.

La sua campagna elettorale è stata tutta incentrata sulla lotta alle discriminazioni di genere e a una nuova fase di emancipazione femminile. Dopo che si andranno definendo anche i risultati delle altre città, il pensiero sarà rivolto alle elezioni politiche del 2019 i cui risultati saranno fondamentali per incardinare il processo democratico che la Tunisia, tra luci e ombre, sta faticosamente costruendo.

Tra le tante difficoltà la Repubblica Tunisina si avvia verso una lenta e faticosa costruzione democratica. Il processo democratico si è ormai incardinato e, seppur a piccoli passi, sta andando avanti.


 

Related Posts