N come NATURA

Obbligata a stare chiusa in casa come tutti mi sono quasi commossa all’apparire delle viole e delle primule nel mio piccolo giardino. Un regalo della Natura, senza aver alcun merito. Non mi stupisco di vedere su Facebook un moltiplicarsi di foto e post che esaltano l’esplosione di fiori in questa strana primavera ma anche anatrelle che se ne vanno indisturbate in una Torino svuotata, cinghiali in libertà in strada a Genova, caprioli che corrono sulla spiaggia.

Cacciati in casa da questa terribile pandemia cogliamo quasi con stupore e gioia i segnali di una natura forte, di una primavera dai cieli azzurri e ripulita dallo smog grazie al forzato lockdown degli umani. La natura che abbiamo calpestato, deturpato, sfregiato, ci ricorda con la presenza di un virus sconosciuto, omicida, che dobbiamo correre ai ripari, cambiare il nostro stile di vita, ridefinire le priorità. “O natura, o natura, perché non rendi poi quel che prometti allor? Perché di tanto inganni i figli tuoi?” scrive nella poesia A Silvia Giacomo Leopardi, nelle cui opere è ricorrente la natura matrigna, crudele e ingiusta.

Ma i crudeli nei confronti della Natura forse siamo noi umani. Sono molte le analisi di questi tempi da corona virus che accusano le deforestazioni, colpevoli di aver messo a repentaglio gli animali selvatici, l’inquinamento diffuso, come le cause di tutto quello stiamo ora soffrendo. La Natura – l’acqua, il fuoco, l’aria - ha una terribile doppiezza, può essere insieme fonte di vita ma anche di morte. Oggi, spaventati dalla pandemia, la natura ci fa paura, richiamandoci alle nostre responsabilità, come ci ricorda Jane Goodall, primatologa britannica di fama mondiale: “E’ il nostro disprezzo per la natura, è la nostra mancanza di rispetto degli animali con cui dovremmo condividere il pianeta che ha causato questa pandemia, prevista molto tempo fa”.

Si spera che da questi lunghi giorni, mesi di clausura forzata ne usciremo cambiati, più coscienti che la natura vada rispettata se non vogliamo che si ritorca contro. In un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnologia, da una finanza spesso spietata non dovremmo dimenticare che il nostro esistere è garantito dalla Natura. Cura Italia si chiama il decreto che restringe le nostre libertà per salvaguardare la nostra salute, cura Natura dovremmo aggiungere. E si scopre, come scrive Forbes, che le migliori risposte al corona virus si sono avute nei Paesi guidati da donne leader, come in Germania, Nuova Zelanda, Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca per alcune caratteristiche messe in campo: verità, capacità decisionale, tecnologia e amore contro un autoritarismo tutto maschile (Trump, Putin, Bolsonaro…).

In Italia, colpita pesantemente dal virus, le donne sono state escluse dalla cabina di comando per contrastare questa terribile epidemia, un’emergenza tutta in mani maschili, ma ci sono concretamente in prima linea nelle corsie e nei laboratori di tutta Italia. Chi meglio delle donne, da sempre abituate alla cura delle persone, dovrebbero esserci, farsi sentire nella ricostruzione del post Covid, a cominciare dal ricordare a tutti il rispetto della Natura, tornando alla saggezza della Grande Madre connessa ai culti legati al ciclo della morte e della rinascita. La Natura sembra rinascere senza di noi, meglio se rinasciamo insieme dopo la fine di questo incubo.