babelmed - Cultura e SocietĂ  | babelmed,Mediterranean culture,Mediterranean society,information and debate in the Mediterranean,dossier and report in the Mediterranean,travel narrative in the Mediterranean,Art in the Mediterranean,spectacle in the Mediterranean,music in the Mediterranean,literature in the Mediterranean,poetry in the Mediterranean,Mediterranean cinema,Mediterranean theater,Mediterranean artist,culinary arts in the Mediterranean,Arab world moving,book in the Mediterranean,translation in the Mediterranean
Un’unica fila
Mahmoud Elmoftech   

Un’unica fila  | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoNon dimenticherò mai le pressioni della guerra, la mancanza di soldi e merci, neanche il lamentarsi degli uomini per la situazione, la pazienza delle donne e il loro ardere in silenzio, come sono sempre state abituate a fare.

 
Perché le donne tunisine divorziano sempre più spesso?
Rafika Bendermel   

Perché le donne tunisine divorziano sempre più spesso? | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoMentre aumenta costantemente in Tunisia il numero di divorzi chiesto dalle mogli, la storia di Meriem, giovane donna obesa spinta a sposarsi con un uomo conosciuto su Facebook da cui ha poi con fatica divorziato, illumina il difficile cammino delle donne tunisine, tra leggi apparentemente molto “avanzate” e una società ancora radicata nella cultura patriarcale. Tunisie Bondy Blog

 
Impresa tessile senza capi rivoluziona le norme di genere in Turchia
Paul Benjamin Osterlund   

Impresa tessile senza capi rivoluziona le norme di genere in Turchia | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoDalle ceneri di una impresa tessile fallita, dopo che il personale non era stato pagato per mesi, sta nascendo una nuova fabbrica gestita collettivamente, senza capi e dirigenti. Dopo anni di battaglie con i precedenti proprietari, e anche tra i lavoratori, la Özgür Kazova lotta per dar vita a un nuovo modello di impiego, in cui il lavoro di uomini e donne è valutato alla pari. Mashallah News

 
La lotta delle operaie della Mamotex: dall’autogestione alla disperazione
Monia Ben Hamadi, HaĂŻfa Mzalouat e Erige Sehiri   

La lotta delle operaie della Mamotex: dall’autogestione alla disperazione | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoNel contesto di un’industria tessile in declino e di una disoccupazione crescente, il destino delle 67 operaie della Mamotex di Chebba, fabbrica specializzata nella confezione per marche europee, sembrava segnato. Dopo vent’anni di attività, il proprietario dell’azienda a deciso di chiudere i battenti, minacciando così il posto di lavoro delle sue dipendenti, rimaste senza paga dall’inizio dell’anno. Inkyfada

 
Teatro e recitazione: una via per la pace dentro Basmeh & Zeitooneh
Enab Baladi   

Teatro e recitazione: una via per la pace dentro Basmeh & Zeitooneh  | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoIl progetto è incentrato sul sostegno psicologico attraverso le arti espressive e la riproduzione della realtà attraverso il teatro e la musica ed è destinato a bambini siriani che hanno subito i traumi della guerra.

 
La commedia siriana.. tra “assadismo”, immoralità e high society
Hanin al Naqri   

La commedia siriana.. tra “assadismo”, immoralità e high society | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoPer molti siriani il mese di Ramadan si identifica con le serie tv, quasi come con la liquirizia e il tamarindo, dato che nelle ultime decadi ne è divenuto elemento cardine e rituale da non perdere. Enab Baladi / Ebticar

 
Le donne di Raqqa “combattono” le leggi dello stato islamico e continuano a lavorare
Enab Baladi   

Le donne di Raqqa “combattono” le leggi dello stato islamico e continuano a lavorare | babelmed | donne - migrazione - mediterraneo"Forse sono riusciti a nasconderci dietro queste tende nere, a imprigionarci dentro le case, ma non sono riusciti ad abbattere il nostro morale e a impadronirsi della nostra forza di volontà. Noi amiamo ancora la vita e il lavoro". Enab Baladi

 
Essere un uomo
Sami Halabi   

Essere un uomo | babelmed | donne - migrazione - mediterraneo

Sami Halabi, giornalista libanese, riflette sulla costruzione della sua identità di genere: crescere ed essere educati da maschi in Libano significa adeguarsi a un modello di imposizione verticale del potere maschile, che finisce per bloccare tutta la società. Fino a quando non si diventa consapevoli di questo ingranaggio e si può avviare la ricerca di percorsi alternativi. Come stanno facendo i più giovani, complice anche il web. Frame

 
Molestie sessuali nelle redazioni egiziane: una storia ancora da raccontare
Mai Shams El-Din   

Molestie sessuali nelle redazioni egiziane: una storia ancora da raccontare  | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoIn Egitto cominciano a emergere i primi casi di molestie sessuali nelle redazioni, luoghi di lavoro in cui le donne sono sempre più numerose. Ma denunciare è ancora molto difficile, soprattutto per la condizione di disparità tra vittima e autore delle molestie. Le prime denunce non sono che la punta di un iceberg, un fenomeno assai diffuso nel settore privato, contro il quale lavorano però diverse organizzazioni. Mada Masr

 
Io, macellaia di Algeri
Nejma Rondeleux   

Io, macellaia di Algeri | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoBent Meziane (la figlia di Meziane), così si fa chiamare, è macellaia dal 1987. Nel suo negozietto curato della periferia di Algeri, ripercorre, tra due clienti, la sua storia e la sua visione di donna macellaia. Radio M

 
Gli attivisti siriani nelle zone liberate: hanno perso la loro posizione?
Ebticar   

Gli attivisti siriani nelle zone liberate: hanno perso la loro posizione? | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoThaer stava per laurearsi alla Facoltà di Psicologia, quando iniziò a scendere in piazza con migliaia di ragazzi della sua città per protestare nelle prime manifestazioni che rivendicavano libertà e dignità,... Enab Baladi / Ebticar

 
Fermare l'orrore delle carceri siriane
Amnesty International   

Fermare l'orrore delle carceri siriane | babelmed | donne - migrazione - mediterraneoDall'inizio della crisi in Siria nel 2011, le autoritĂ  siriane hanno sottoposto decine di migliaia di persone a detenzione arbitraria o sparizione forzata. Molte di loro sono state sottoposte a torture o altri maltrattamenti nei centri di detenzione e si riporta che 17.723 siriani siano morti di conseguenza in custodia.

 

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