16sima Edizione degli Incontri di Avverroè | babelmed
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La Méditerranée a son tragique solaire qui n’est pas celui des brumes
(Il Mediterraneo ha la propria tragicità solare che non è quella delle nebbie)
Albert Camus. L’esilio di Elena .

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“Il Mediterraneo, figura tragica”
Cos’è la tragedia? È una forma teatrale, una particolare creazione del “miracolo greco” o un’espressione dell’uomo nei confronti delle forze che lo sovrastano? È la dimensione tragica del Mediterraneo, la “tragedia solare” il cuore della sedicesima edizione dei “Rencontres d’Averroès” (“Incontri di Averroé”), in programma dal 30 ottobre al 6 dicembre a Marsiglia. La tragedia rievoca numerose questioni, che saranno affrontate in occasione di tre tavole rotonde, appuntamenti centrali della rassegna (27 e 28 Novembre).

Tavole rotonde
La prima “Nascita della tragedia”, risalirà alle origini della tragedia, nell’Atene del V secolo a.C., al fine di comprendere come essa sia divenuta una forma, se non universale, sicuramente trans-storica, largamente diffusa in Europa.
Nietzsche è stato il primo che ha tentato di tracciare la genealogia della tragedia, nell’opera che da il titolo a questo primo ciclo. I partecipanti avranno l’occasione di riflettere sul valore e sull’attuale pertinenza delle distinzioni che egli aveva proposto, tra apollineo e dionisiaco da una parte, tra coscienza tragica e senso di colpevolezza dall’altra.
Il tragico, non sarà allora, paradossalmente, un modo di sfuggire alla malinconia europea, e di riacquistare coraggio e virtù per affrontare il nichilismo che caratterizza la nostra epoca? Non si sta tornando, su indicazione della filosofia, alla “felicità breve e pericolosa dell’allegria fatalista”?

La seconda tavola rotonda “Dio e il tragico”, affronta essenzialmente la dimensione metafisica del rapporto al tragico. L’universo tragico, profondamente profano, sembra inconciliabile con il monoteismo che presuppone un ordine del mondo e garantisce all’uomo un posto in cielo. “Il sorprendente per natura”, che secondo il filosofo Clément Rosset caratterizza il tragico, sfida il “così è scritto” dei grandi testi religiosi. Come si sono confrontate, o conciliate, queste visioni antagoniste dell’Essere e del mondo che hanno attraversato l’intera storia del Mediterraneo?
La questione sembra piuttosto adeguata a comprendere la nostra epoca, caratterizzata da ciò che noi chiamiamo il “ritorno del religioso”. Siamo inseriti in un orizzonte critico, incerto, tragico, intimamente legato alla fragilità democratica? O, piuttosto, in rappresentazioni del mondo che riposano su credenze religiose?

Per Therry Fabre, fondatore degli “Incontri”, “il tragico possiede una dimensione fortemente contemporanea”.

L’attualità politica della questione tragica sarà il cuore dell’ultima tavola rotonda “Guerre e terrorismo, un tragico contemporaneo?” In effetti, la nozione di tragico è forse utile per farci comprendere l’esperienza della guerra e la smisurata violenza che hanno caratterizzato l’Europa del XX secolo, e che si sono estese nella seconda metà del Novecento in tutto il Mediterraneo. Sorge allora una questione rimasta in sospeso: il tragico ritroverà le sue origini?
Come comprendere in questo orizzonte il terrorismo che è, come il tragico, “sorprendente per natura”? I dibattiti proporranno una riflessione sul terrorismo, interrogandosi se esso non sia, in effetti, la nuova figura del tragico sulla scena internazionale. La posta in gioco è sostanziosa. Come sostiene Thierry Fabre, “per affrontare il terrorismo nella sua dimensione tragica” non bisogna utilizzare la violenza, ma “tentare di comprendere la genealogia, le fonti e i meccanismi che lo provocano”.

Altri eventi
Gli “Incontri di Averroé” sono noti come un luogo di incontri e di condivisione della conoscenza. Le tavole rotonde rappresentano un momento centrale, ma l’evento si articola anche attorno ad altre iniziative. Il programma culturale “Sotto il segno di Averroé” propone in tutta la regione un approccio artistico e sensibile, spesso più accessibile, delle tematiche dibattute. Il progetto “Averroé Junior” ha per obiettivo la sensibilizzazione delle giovani generazioni alla complessità del mondo mediterraneo. Infine, gli incontri “Sotto il segno di Ibn Rochd”, che si terranno a Rabat nel 2010, creeranno un ponte tra le due rive del Mediterraneo.


Per maggiori informazioni:

(24/11/2009)

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