Israele: quando Ebrei ed Arabi frequentano la stessa scuola | Marie Medina
Israele: quando Ebrei ed Arabi frequentano la stessa scuola Stampa
Marie Medina   
Israele: quando Ebrei ed Arabi frequentano la stessa scuola | Marie MedinaIn Israele, gli Ebrei frequentano le scuole ebree e gli Arabi, nella maggior parte dei casi, le scuole arabe. Rifiutando questa logica di segregazione, alcuni genitori hanno creato delle scuole bilingue. All'interno di questi edifici, che si contano sulle dita di una mano, gli alunni studiano in ebraico e in arabo con spirito di uguaglianza.

Queste iniziative sono l'opposto di quanto accade prevalentemente nel sistema educativo israeliano. Non solo i corsi ebrei ed arabi sono separati – ci sono differenze tra i programmi – ma sono anche ineguali. Meno ben finanziata, la scuola araba è giudicata di qualità inferiore alla scuola ebrea. Risultato, non è cosa rara che gli Arabi israeliani frequentino scuole dove ricevono un insegnamento in ebraico. L'inverso, invece, non accade mai.

La prima scuola dove Ebrei ed Arabi hanno potuto studiare insieme nelle loro due lingue è stata creata a Neve Shalom – Wahat as-Salam («Oasi di Pace», in ebraico e arabo). Questo piccolo villaggio, che si trova a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv, è stato fondato negli anni settanta su di un terreno fornito dal monastero di Latroun, lì vicino. Oggi conta una cinquantina di famiglie, per metà ebree e per metà arabe – musulmane e cristiane. Nella popolazione israeliana in generale, la proporzione è di quattro Ebrei per un Arabo.

A Neve Shalom - Wahat as-Salam, fu creato inizialmente un asilo nido, poi una scuola materna e una scuola elementare. Nel 1990, le classi hanno aperto le loro porte ai bambini delle località vicine, che costituiscono adesso il 90% degli iscritti.

Gli alunni si raggruppano secondo le loro affinità, non secondo la loro religione. «Non sarei capace di dire chi è cosa», assicura Michal Litvak Mozes, che conduce un laboratorio settimanale di riciclaggio per gli scolari di 10 anni.

All'asilo nido (dai 2 ai 4 anni), due maestre leggono la stessa storia a una quindicina di bambini. Dana Ofer legge una pagina in ebraico, Sawsan Garh la stessa pagina in arabo, e così via. Tutti i piccoli ascoltano, attenti.

Israele: quando Ebrei ed Arabi frequentano la stessa scuola | Marie Medina«Non aveva davvero nessuna importanza, la lingua in cui il professore mi parlava», si ricorda Noam Shuster, 21 anni. Arrivata a sei anni a Neve Shalom, Wahat as-Salam con i suoi genitori, ci ha fatto tutte le elementari. Per la scuola secondaria (a partire dai 13 anni) è andata in un kibboutz vicino (l'istituto superiore locale è stato aperto solo nel 2003). Il primo giorno, ha scritto il suo nome e la data in arabo e in ebraico, come era abituata. I suoi compagni le hanno rivolto degli sguardi di stupore. «Fu allora che mi sono resa conto che l'educazione che avevo ricevuto fino a quel punto era atipica», spiega la ragazza ebrea, il cui migliore amico, Sami, è palestinese.

In seguito, il modello è stato copiato. Un operatore sociale ebreo e un insegnante arabo hanno fondato Hand in Hand nel 1997. L'anno seguente, questa organizzazione apriva due scuole bilingue, una a Gerusalemme e l'altra in Galilea. Eldad Garfunkel, padre di un alunno di questo secondo istituto, racconta che i genitori si erano riuniti a più riprese per prepararsi ai problemi che sarebbero potuti sorgere il primo giorno di scuola. «Ma i bambini si sono integrati così naturalmente che abbiamo preso coscienza di essere noi il problema, non loro»

La situazione è divenuta tesa in occasione delle rivolte dell'ottobre 2000 quando 13 Palestinesi (di cui 12 di cittadinanza israeliana) sono stati uccisi dalla polizia durante manfiestazioni volente nel nord del paese. Malgrado la degradazione del clima esteriore, le scuole bilingue hanno continuato a operare. Alcuni Ebrei ed Arabi della regione di Wadi Ara hanno addirittura deciso di crearne un'altra. Il loro progetto era ostacolato da un problema di locali finchè il sindaco di Kfar Kara gli ha offerto un edificio vuoto ai confini del villaggio. La scuola Gesher al HaWadi («Il Ponte sulla Valle») ha aperto nel 2004. «È la prima volta che degli Ebrei vengono a studiare in un villaggio arabo. Non è mai accaduto prima in Israele», sottolinea Yachanan Eshchar, co-direttore dell'istituto.

A Gesher al HaWadi ogni corso è tenuto da due professori, in ebraico e in arabo. Per quanto riguarda le scienze, il corso è quello del ministero dell'Educazione israeliano. Ma per altre materie, tra cui la storia, il corpo insegnante redige un proprio programma per integrarci una visione palestinese.

Il fine settimana va dal venerdì al sabato. Le feste ebree e musulmane sono osservate, ma non le feste cristiane – semplicemente perchè non ci sono alunni cristiani. I bambini familiarizzano con l'altra cultura, senza comunque perdere la propria. «Non si tratta di un'identità mista», insiste Yochanan Eshchar. «Gli Ebrei restano Ebrei e gli Arabi restano Arabi».

Gli insegnanti non parlano dell'attualità ma, se gli alunni fanno domande delicate, esse non vengono eluse. Un giorno, dopo aver guardato le notizie alla televisione, uno scolaro di sette anni ha chiesto perchè i Palestinesi della Striscia di Gaza tiravano dei missili sulla città israeliana di Sderot. Gli educatori allora hanno condotto una conversazione tra gli alunni, che si sono messi d'accordo per scrivere a Ehoud Olmert. Nella loro lettera, racconta il co-direttore, invitavano il primo ministro israeliano a venire a visitare la scuola «per vedere come Ebrei e Arabi possono vivere insieme».

Israele: quando Ebrei ed Arabi frequentano la stessa scuola | Marie MedinaLa maggior parte dei genitori ebrei che fanno frequentare ai loro figli questa scuola blingue sono di sinistra. Sono persone che credono nell'ideale della coesistenza, almeno in teoria. I risultati vanno a volte al di là delle loro aspettative. «Quando i bambini tornano a casa e parlano della Nakba, ad esempio, i loro genitori gli dicono: non sono sicuro che questo fosse ciò che avevo in mente quando ti ho mandato lì», racconta Yachanan Eshchar. La Nakba («catastrofe» in arabo) indica l'esilio forzato dei Palestinesi al tempo della creazione dello Stato ebreo nel 1948.

Come a Neve Shalom – Wahat as-Salam, la scuola mantiene un certo equilibrio presso i propri iscritti, per metà arabi e per metà ebrei. Comunque, la lista d'attesa non cessa di allungarsi per i primi, mentre non esiste per i secondi. «La situazione dell'educazione araba in Israele non è buona» rileva Yochanan Eshchar. D'altro canto, i genitori ebrei hanno la scelta tra diversi tipi di istruzione (pubblica, religiosa...) e la scuola bilingue non è che una di queste numerose opzioni.

L'ambiente generale ha dunque un impatto sull'insegnamento bilingue. «Noi siamo parte della società israeliana. Non siamo un'isola», nota Anwar Dawood, direttore della scuola di Neve Shalom – Wahat as-Salam.

Il principio di uguaglianza tra le due lingue, proclamato in tutte le scuole, si scontra con una realtà ben diversa. «Non c'è uguaglianza tra l'ebraico e l'arabo nella società israeliana. L'ebraico è la lingua dominante», constata Anwar Dawood. Secondo lui, la necessità detta legge: «In generale, gli Ebrei non hanno bisogno dell'arabo»

Visto che si presume che gli insegnanti non usino altro che la loro lingua materna, i professori arabi parlano le due lingue mentre i quelli ebrei non usano che l'ebraico.

Gli scolari arabi assimilano molto velocemente l'ebraico. Dopo un anno, possono studiare in questa lingua. I loro compagni ebrei hanno invece bisogno di molti anni per fare lo stesso in arabo.

«È vero che il nostro ebraico è migliore del nostro arabo, perfino per certi studenti arabi», riconosce l'ex alunna Noam Shuster, che discute col suo amico palestinese Sami in ebraico. Per lei, la cosa più importante è di essere cresciuta nei valori dell'uguaglianza, dell'apertura e del rispetto.

Neve Shalom – Wahat as-Salam accoglie circa 300 alunni. Hand in Hand ne istruisce più o meno 830, nelle sedi di Gerusalemme, della Galilea e di Wadi Ara, ma anche di Beer-Sheva (sud) dall'anno scolastico 2007.

Israele conta ad oggi, in tutto e per tutto, cinque scuole bilingue, che accolgono poco più di 1.100 alunni. In confronto, esistono attualmente più di 3.000 scuole ebree e 700 scuole arabe, frequentate da circa due milioni di alunni.
Israele: quando Ebrei ed Arabi frequentano la stessa scuola | Marie Medina
Dato che l'ebraico e l'arabo sono le due lingue ufficiali d'Israele, le rare scuole bilingue sono nate grazie a iniziative di privati – genitori o educatori che volevano che i bambini ebrei ed arabi potessero imparare insieme. Mai il potere pubblico è stato all'origine di questi progetti, come osserva Noam Shuster, amareggiata: «Il governo non fa granché, a parte metterci i bastoni tra le ruote».

*Questo articolo fa parte di serie d’inchieste giornalistiche sui fenomeni di radicalizzazione in Europa e nel Mediterraneo. E’ stato redatto nell’ambito del progetto DARMED, realizzato dal Cospe e sostenuto dall’UE.

Marie Medina
(19/07/2008)


Israele: quando Ebrei ed Arabi frequentano la stessa scuola | Marie Medina
    "Preventing Violent Radicalisation 2007"

"Con il sostegno finanziario del Programma Preventing Violent Radicalisation
Commissione Europea - DG Giustizia, Libertà e Sicurezza" 



parole-chiave: