Spagna: quando la salute diventa un lusso | Marianne Roux-Bouzidi, Matteo Mancini, governo Rajoy, austerity in Spagna, Insalud, Ana Mato, Yo SÌ sanidad universal, Caritas, Médecins sans Frontières, Médecins du Monde, Ruzafa, Jarit, Soledad Torrico
Spagna: quando la salute diventa un lusso Stampa
Marianne Roux-Bouzidi   

Mentre in Spagna la situazione continua a peggiorare, i servizi pubblici sono i primi a patire dei tagli fatti in nome della sacrosanta “austerity”. In questo contesto di crisi economica, le popolazioni più vulnerabili sono sempre più marginalizzate e private dei diritti fondamentali. Così, in qualche mese, gli immigrati senza documenti sono diventati il bersaglio privilegiato del governo Rajoy, che li tratta di opportunisti che abusano di un sistema fin troppo generoso. Primo colpo : una nuova legge che ormai li priva di assistenza sociale.

 

Spagna: quando la salute diventa un lusso | Marianne Roux-Bouzidi, Matteo Mancini, governo Rajoy, austerity in Spagna, Insalud, Ana Mato, Yo SÌ sanidad universal, Caritas, Médecins sans Frontières, Médecins du Monde, Ruzafa, Jarit, Soledad TorricoUn sistema sanitario gratuito e universale trai i più competitivi al mondo

Nella penisola iberica, dalla legge generale sulla salute pubblica del 1986, gli stranieri senza documenti che hanno la residenza sul territorio nazionale godono degli stessi diritti degli spagnoli per quanto riguarda l'accesso alle cure mediche. Non appena si ha il certificato di domicilio (empanodrado), fatto presso il municipio di residenza, diritto e dovere di ogni residente a prescindere del suo statuto, viene rilasciata la tarjeta sanitaria (tessera sanitaria) con laquale si può andare a farsi curare gratuitamente.

 

Infatti, grazie alla tessera sanitaria le spese mediche sono a carico di Insalud (Instituto nacional de Gestìon Sanitaria) : il paziente non avanza niente e i medici certificati, ricevono lo stipendio direttamente dall'asistenza sociale in base al numero di assicurati iscritti nel loro studio o clinica. Si tratta di un vero e proprio sistema gratuito e universale, e la mutua è riservata a quelli che scelgono di versare una quota nel settore privato.

 

E questo sistema pubblico di salute, efficace e gratuito, funziona alquanto bene : più del 90% della popolazione ne usufruisce, e l'Organizazzione Mondiale della Salute lo ha classificato tra i primi cinque.

 

Immigrati senza documenti e turisti medici per la prima volta nella stessa barca

L'adozione del decreto legge 16/2012 è stato in parte dettato da una constatazione : ogni anno quasi mezzo milione di Europei, tra cui molti britannici, vengono a farsi curare nella penisola senza versare un centesimo nelle casse dell'assistenza sociale. Questo turismo medico intacca pesantemente le finanze delle regioni, perché in Spagna sono loro che assicurano la gestione del sistema sanitario nazionale sul loro territorio. Secondo la Corte dei conti, nel 2009, 700.000 stranieri si sono curati in Spagna per un costo totale di un miliardo di euro.

 

Ma questa nuova legge, applicata dal primo settembre 2012, vieta anche l'accesso alle cure agli stranieri senza documenti e ai disoccupati che stanno in fine cassa integrazione. I tagli prevedono anche dei rimborsi al ribasso e la creazione di franchigie mediche, così oramai i pensionati si ritrovano a dover pagare in parte le loro medicine.

 

Il ministro della Salute Ana Mato ha giustificato questa decisione destinata a far durare il sistema sanitario indicando : “Non abbiamo un sistema sanitario che ci permetta di prendere tutti a carico, solo gli spagnoli e quelli che lavorano nel nostro paese, e che contribuiscono alla sua ricchezza pagando le tasse”. Il che è contestabile perché in Spagna l'assistenza sociale è anche finanziata dalle tasse indirette pagate dai consumatori, anche quelli senza documenti.

 

Spagna: quando la salute diventa un lusso | Marianne Roux-Bouzidi, Matteo Mancini, governo Rajoy, austerity in Spagna, Insalud, Ana Mato, Yo SÌ sanidad universal, Caritas, Médecins sans Frontières, Médecins du Monde, Ruzafa, Jarit, Soledad TorricoUna legge anticostituzionale?

Decisa al livello nazionale ma dovendo essere applicata al livello regionale da ognuna delle 17 comunidades autonomas, la legge rivela pesanti disparità territoriali. L'Andalusia (governata dal Partito socialista) ha rifiutato l'applicazione della legge giudicandola anticostituzionale, e altre regioni come la Catalogna e i Paesi Baschi si sono opposti e stanno tentano alternative al sistema suggerito dalla legge.

 

Sull'insieme del paese, quasi 150.000 immigrati sono implicati da questa rimessa in discussione del carattere universale del sistema sanitario pubblico. Certo, la legge prevede delle eccezioni : i minorenni, le donne incinta e i casi urgenti continuano a beneficiare di cure mediche gratuite. Gli altri devono pagare le loro fatture a tariffa piena. Se non lo fanno vengono registrati in una lista di debitori, e l'accesso al pronto soccorso sarà loro vietato.

 

Per ora, si osserva una estrema eterogeneità nell'applicazione della legge. Nei centri di salute e negli ospedali regna la confusione, si aspettano le circolari dettagliate dirette al personale di salute, e le liste aggiornate dei beneficiari della tessera sanitaria.

 

La mobilitazione degli obiettori di coscienza

Di fronte alla protesta suscitata dalla nuova legge, è nata una forte mobilitazione del personale medico. Rifiutando di applicare una legge che giudicano contraria alla loro deontologia, in molti si sono dichiarati obiettori di coscienza. Ancor prima dell'entrata in vigore della legge erano già più di 1300 in tutto il paese.

Ragruppati intorno alla piattaforma “Yo SÌ sanidad universal”, stanno guidando una campagna nazionale di disobbidienza civile destinata ai medici e al personale medico. Sul sito internet si trovano informazioni giuridiche, un data base che censisce i medici obiettori di coscienza, dei consigli per creare un gruppo di accompagnamento (ovvero, un cittadino che possiede una tessera sanitaria accompagna chi non ha i documenti all'appuntamento per fatturare la visita a nome suo).

 

Anche le ONG sono in effervescenza intorno alla Caritas, Médecins sans Frontières o Médecins du Monde. Questi ultimi hanno lanciato una petizione Derecho a curar (il diritto di curare), cavallo di battaglia della contestazione sui social network. “Giuro di mettere da parte la mia etica e la mia morale in tempo di crisi finanziaria”, “Giuro di occuparmi solo degli esseri umani muniti di tessera sanitaria e documenti”, sono gli slogan che si possono leggere sui manifesti della campagna che mostrano dei medici in camice bianco prestando giuramento con una mano e incrociando le dita con l'altra.


Spagna: quando la salute diventa un lusso | Marianne Roux-Bouzidi, Matteo Mancini, governo Rajoy, austerity in Spagna, Insalud, Ana Mato, Yo SÌ sanidad universal, Caritas, Médecins sans Frontières, Médecins du Monde, Ruzafa, Jarit, Soledad TorricoIl caso di Valencia

A Valencia, nel quartiere cosmopolita e alla moda di Ruzafa, le boutiques di creatori fiancheggiano i tapas bar e le pasticcerie orientali. Come ovunque in Spagna il quartiere è molto presente nella vita della gente, il barrio ha un importante ruolo di integratore sociale.

 

In pieno cuore di Ruzafa, l'associazione Jarit (“amico” in wolof) aiuta gli immigrati : organizza corsi di lingua e d'informatica, un'assitenza giuridica e un aiuto per la ricerca di lavoro. Volontari, studenti spagnoli e stranieri, o giovani attivi, fanno un vero e proprio lavoro di squadra per le strade, rimediando così alla mancanza di umanità dei servizi pubblici nei confronti degli immigrati, in particolare quelli senza documenti.

 

Stabilita a Valencia dal 1996 e riconosciuta di utilità pubblica da due anni, Jarit si trova ad affrontare l'inquietudine degli abitanti per quanto riguarda il loro accesso alle cure mediche. Con un tasso di disoccupazione alle stelle (6 milioni di disoccupati secondo l'Istituto Nazionale di Statistica), il precariato non risparmia nessuno.

 

Nel mese di febbraio, Soledad Torrico, un'immigrata boliviana che frequentava l'associazione è morta a causa di un'influenza non curata. Dopo essersi presentata in vari centri di salute, che non gli hanno dato le cure mediche necessarie, si è vista rifiutare il ricovero perché non era munita di una tessera sanitaria. Morirà sei giorno dopo.

 

Per Neus, giovane assistente sociale presso Jarit, questa legge è un affronto ai diriti umani : “Non fa che rinforzare il razismo e la xenofobia. Per di più l'argomento economico non sta né in cielo né in terra. Gli stranieri aspetteranno di stare malissimo prima di farsi visitare da un medico, e le cure costeranno molto di più. Per non parlare delle conseguenze disastrose per la salute pubblica”. Infatti i casi di sifilide, di Aids e di tubercolosi sareberro in aumento negli ultimi mesi, secondo varie ONG.

 

Tuttavia, il più preoccupante deve ancora arrivare. La legge sulla salute sembra essere la prima di un lungo arsenale che mira a stigmatizzare gli stranieri presenti sul territorio spagnolo, per farne dei capri espiatori. Così a gennaio il ministero della Giustizia annunciava una possibile modifica del codice penale per introdurvi un “reato di solidarietà”, che permetterebbe di processare le persone che aiutano gli immigrati clandestini. Un altro recente annuncio del governo, indica che stanno attualmente lavorando alla creazione di un “esame di integrazione” per complicare l'accesso alla cittadinanza.

 

Tutte queste misure del PP (Partido Popular) sembrano imitare direttamente leggi adottate in Francia durante il governo Sarkozy,il cui scopo era sedurre l'elettorato di estrema destra e dividere la comunità nazionale. Mentre la Francia gira difficilmente la pagina di cinque anni di xenofobia di Stato, e tenta di tornare alle sue fondamenta repubblicane, con l'abolizione del reato di solidarietà e il ritorno all'Aiuto medico per chi non ha i documenti, il paese di Don Quijote non starà mica cedendo alle sirene del populismo ? Accusare lo straniero, il disoccupato, il malato, basterà a far dimenticare gli scandali di corruzione che hanno infangato la classe dirigente ?

 

Non è per niente sicuro che il governo abbia fatto la scelta giusta, perché i giovani Indignados già non credono più alla politica come motore di cambiamento. Si poteva leggere sui cartelli della Puerta del Sol : “Sin casa, sin curro, sin pensiòn, sin miedo” (senza tetto, senza lavoro, senza aiuti statali, senza paura). Tra disillusione e indignazione, la generazione disincantata continua la sua lotta quotidiana, quartiere dopo quartiere, con una sola parola d'ordine, la solidarietà. Con chi ha i documenti e chi non ne ce li ha.

 


 

Marianne Roux-Bouzidi

Traduzione da francese Matteo Mancini

05/06/2013