A Melilla nuove lame per fermare i migranti | Melilla, Ceuta, frontiere, muri, immigrazione, WALLS, Marocco, Spagna, Assem, Xavier Ferrer, Federica Araco
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Federica Araco   

A Melilla nuove lame per fermare i migranti | Melilla, Ceuta, frontiere, muri, immigrazione, WALLS, Marocco, Spagna, Assem, Xavier Ferrer, Federica Araco

Il governo Rajoy ha deciso di ripristinare las cuchillas, le “lame”, su sei dei nove chilometri di frontiera che separa Melilla, enclave spagnola dal 1497, dall’entroterra marocchino. Introdotte da Zapatero nel 2005 e in parte rimosse due anni dopo per le numerose proteste, le lame furono sostituite con una terza rete di recinzione e sistemi di rilevamento del movimento costati circa 30 milioni di euro.

Nonostante le imponenti misure adottate, nel 2013 più di tremila persone hanno cercato di oltrepassare la barriera di filo spinato, tra le botte e i proiettili della polizia di entrambi i paesi. La notte del 5 novembre, duecento migranti hanno tentato la sorte arrampicandosi sulla rete, sempre più alta, spessa e sorvegliata, per entrare nell’area Schengen. Secondo quanto riportato dalla delegazione del governo spagnolo, cento persone sono riuscite a passare, quaranta sono state arrestate, quattro sono rimaste ferite e un giovane subsahariano è morto cadendo da sei metri di altezza.

A Melilla nuove lame per fermare i migranti | Melilla, Ceuta, frontiere, muri, immigrazione, WALLS, Marocco, Spagna, Assem, Xavier Ferrer, Federica AracoMalgrado le pesanti critiche ricevute dal Commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muižnieks, Madrid stanzia ora nuovi fondi per impedire ai migranti di riuscire ad attraversare la frontiera. Oltre a reintrodurre le lame e rafforzare il reticolato con la "malla antitrepa", una sottile maglia metallica che non permette di inserire le dita nella rete per arrampicarsi, il governo intende anche dotare la Guardia Civile di un secondo elicottero e istituirà due Reparti Mobili per monitorare il confine. A Ceuta, invece, dove la maggior parte dei migranti tenta l’accesso via mare, è in programma l’ampliamento del molo. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Pais, Muižnieks ha definito “inefficace e molto costosa” la costruzione dei muri, spiegando che l’istallazione di lame non fermerà gli arrivi, ma “causerà solo più disperazione”.

Accem, una ONG con sede a Madrid che lavora con profughi, rifugiati e persone a rischio di esclusione sociale, ha denunciato in un comunicato diffuso sul web la decisione del governo giudicandola inutile e dannosa: “Queste recinzioni formate con filo e lame sono, per Accem, il chiaro simbolo della politica di frontiera assunta dall'Unione Europea, ossessionata dall’idea di proteggere il territorio e costruire una fortezza impenetrabile come unica via possibile per contenere l'immigrazione irregolare”.

               

Piuttosto che continuare a investire su queste strategie difensive, la ONG propone un approccio “di cooperazione con i paesi di origine, attraverso informazioni appropriate sulle reali opportunità nei paesi di destinazione dei flussi migratori, sui rischi del viaggio, oltre a un coinvolgimento profondo ed efficace di tutta la comunità internazionale nella lotta alla povertà”. La difesa e la tutela dei diritti umani è “un impegno non negoziabile” per l’associazione, che definisce l’uso sui confini nazionali di barriere come quelle di Melilla “un grave attacco ai diritti umani e alla dignità”.

A Melilla nuove lame per fermare i migranti | Melilla, Ceuta, frontiere, muri, immigrazione, WALLS, Marocco, Spagna, Assem, Xavier Ferrer, Federica AracoNel suo blog Xavier Ferrer, ricercatore presso il Dipartimento di Geografia dell'Universitat Autònoma de Barcelona, ha commentato molto duramente questo ritorno al passato.

“Il filo con le lame completava il recinto di Melilla fino alla riforma del 2007. È stato rimosso perché ritenuto dannoso. Ma ora sarà ripristinato. Con il lancio imminente di Eurosur, il nuovo "sistema dei sistemi" tecnologicamente avanzato e altamente sofisticato di sorveglianza delle frontiere nell'Unione Europea, la reintroduzione delle lame sul perimetro di Melilla rappresenta uno splendido ritorno alle origini dell’oscura tradizione fortificatrice. Assistiamo a un palpitante miscuglio di innovazione e tradizione al servizio di un unico obiettivo: l'immobilizzazione delle persone sulle frontiere dell'Unione”.

 


 

Federica Araco

11/11/2013