Rotta Andalusia | Cristina Artoni
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Cristina Artoni   
Rotta Andalusia | Cristina ArtoniLo scrittore spagnolo Juan Goytisolo invita all’obiezione di coscienza contro le leggi ingiuste. Allo stesso tempo centinaia di cittadini si rifugiano nel manifesto di riforma della legge sull’immigrazione in discussione in Spagna “Salviamo l’ospitalità” ( www.dosorillas.org ). Per chi sogna una società solidale i tempi sono sempre più difficili. Ci si trova davanti a un muro, anche durante l’era Zapatero.
Il testo ora tanto contestato in Spagna introduce dei cambiamenti profondi all’attuale legge sull’immigrazione, tanto da mettere in discussione anche i principi fondamentali di una società civile.
Il punto più scottante riguarda le multe (dai 501 euro ai 30 mila euro) per chi aiuterà o darà lavoro ad immigrati in situazione irregolare. Nel manifesto di riforma si sottolinea che la nuova legge mette sullo stesso piano, ed infligge lo stesso “castigo”, chi vuole in maniera volontaria dare sostegno a uno straniero e chi invece lo sfrutta. “L’ospitalità – sottolinea Soledad Gallego- Diaz, scrittrice e giornalista – è uno dei concetti più antichi e commoventi della umanità. Ma ora è diventato il grande assente nel nostro mondo contemporaneo. Lo Stato vuole cercare di sradicarlo velocemente nei luoghi dove ancora sopravvive.”
Il volto della Spagna multietnica negli ultimi anni si è così formato nei confini disegnati dai restringimenti legislativi. Di volta in volta sempre più duri. Prima della nuova legge sull’immigrazione i limiti sono arrivati con i controlli. Il premier Zapatero ha ottenuto da Bruxelles l’impegno a finanziare l’agenzia Frontex per il controllo delle acque intorno alle isole Canarie. Oltre a pattugliare militarmente il mare, la Spagna ha contratto accordi di cooperazione per contenere l’immigrazione con Senegal, Mauritania e Marocco. Il risultato è che negli ultimi mesi l’arrivo delle “pateras” alle Canarie, le imbarcazioni cariche di migranti, si sono fatte rarissime. Addirittura, per lunghi periodi del tutto assenti. “Nel 2006 più di 31 mila immigrati provenienti dall’Africa erano arrivati sulle nostre coste. Una cifra da record – spiega Juan Antonio Corujo, della Croce Rossa delle Canarie - Nel 2008 erano un po’ meno di 12 mila. Ora c’è un arresto evidente. Secondo alcuni esperti la crisi economica giocherebbe un ruolo importante in questo fenomeno. Ma è una spiegazione in contraddizione con l’aumento degli arrivi di immigrati in Andalusia. In realtà è il risultato dei controlli della zona Frontex, che comprende tutta l’area del Mediterraneo e Capo Verde”.
Dati alla mano è evidente che se gli arrivi sono quasi scomparsi nelle isole Canarie, la volontà di raggiungere l’Europa non è diminuita, precisa Corujo: “Sembra che la pressione poliziesca stia spingendo la mafia che si occupa di traffico di esseri umani a scegliere altre rotte più sicure dai controlli. Ma il flusso migratorio continua”. A conferma delle parole della Croce Rossa, l’arrivo negli ultimi due mesi di imbarcazioni sulle coste vicino a Malaga, Granada e Almeria. Almeno 1300 persone sono sbarcate in Andalusia in condizioni difficili.
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Juan Goytisolo
Sono le nuove rotte sempre più pericolose per eludere le pattuglie militari. Le statistiche ufficiali segnalano che nelle acque spagnole tra il 2004 e giugno del 2008 sarebbero morte 180 persone. Ma sono appunto dati ufficiali. La realtà è un’altra, anche secondo un tenente della Guardia Civil di Almeria: “Se un giorno potessimo svuotare il mare tra Africa e Canarie e tra Marocco e Spagna, troveremmo un fondale coperto di cadaveri”.
E’ partendo da qui che lo scrittore Juan Goytisolo chiede di appoggiare il manifesto di riforma della nuova legge sull’immigrazione: “ La solidarietà e il rispetto dei diritti umani non possono essere un delitto. Andiamo alle radici del male: parliamo di paesi saccheggiati dal colonialismo. Dovremmo devolvere lì i milioni di soldi rubati dai loro e dai nostri cleptomani ed evitare così il pedaggio carico di vita e di morte in cui si è trasformato il Mediterraneo, una tomba a cielo aperto. L’obiezione di coscienza nei confronti di una legge ingiusta è un diritto inalienabile di ogni cittadino”.


Cristina Artoni
(19/06/2009)




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