Tunisia, da un'elezione all'altra  | Nahdha, Nidaa Tounès, elezioni Tunisia, Béji Caïd Essebsi, eredità bourguibista, Ghanoushi
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Jalel El Gharbi   

Tunisia, da un'elezione all'altra  | Nahdha, Nidaa Tounès, elezioni Tunisia, Béji Caïd Essebsi, eredità bourguibista, GhanoushiLo scorso 26 ottobre 2014, la Tunisia è stata chiamata a votare per le legislative. 72 ore prima, la polizia sventava diversi progetti terroristici e portava a casa altre vittorie contro quelli per cui la democrazia è solo un'eresia immaginata dai miscredenti. La minaccia terroristica non è stata pertanto annientata. Per il paese è una questione di vita e di morte. Una mobilizzazione generale è stata decretata. Polizia e esercito stanno sul piede di guerra, e centomila uomini sono incaricati di vegliare al buon svolgimento dello scrutinio. La società civile, si mobilizza a sua volta per garantire la trasparenza di queste elezioni decisive. Associazioni dinamiche come Mouraquibon (Osservatori), Ana Yakith (Sono vigilante) o Atide piazzano migliaia di giovani osservatori in ogni sede elettorale. Sarano fiancheggiati dagli osservatori dei partiti e dagli osservatori stranieri. Ancora prima della fine del suffragio, un sondaggio exit pull, dà il partito Nidaa Tounès (l'Appello della Tunisia) vincitore, seguito dal partito Nahdha. Si capisce presto che i tunisini non hanno votato per i programmi delle liste, del resto tutti molto simili. Hanno invece punito Nahdha per i suoi disastrosi risultati e soprattutto per la sua vicinanza ai salafisti.  

Queste elezioni hanno consacrato il principio fondamentale della democrazia: l'alternanza. Così, per la prima volta, un partito succede a un altro partito grazie alla urne. Cosa rarissima nel mondo arabo. Questa alternanza è stata accettata e confermata dal fair play dimostrato da Nahdha che ha subito congratulato Nidaa Tounès. Da questo punto di vista, si può dire che il vero vincitore di queste elezione, è la democrazia. Nahdha aveva quindi ragione a gridare vittoria.  

Il partito Nidaa Tounès è stato fondato dal signor Béji Caïd Essebsi nell'aprile 2012 per rispondere al partito Nahdha, e per riunire l'opposizione sconfitta dagli islamisti nel 2011. Il partito raggruppa vecchi destouriani, che rivendicano l'eredità bourguibista, Rcdisti (RCD, partito di Ben Ali), sindacalisti, ex militanti di sinistra, e democratici. Sono uniti dalla volontà di difendere il modello tunisino, che secondo loro è minacciato a breve termine dai salafisti – ex alleati di Nahdha – e a lungo termine dallo stesso Nahdha, al quale non perdonano le alleanze passate.  

Tunisia, da un'elezione all'altra  | Nahdha, Nidaa Tounès, elezioni Tunisia, Béji Caïd Essebsi, eredità bourguibista, GhanoushiUna vittoria di Nahdha sembrava impensabile nel contesto geopolitico attuale. L'islam politico è preso di mira ovunque nel mondo arabo, la Tunisia non poteva essere un'eccezione. Si potrebbe invocare la specificità del partito islamico tunisino, che dice di tenere conto delle singolarità tunisine e di rispettare l'uguaglianza dei sessi, il diritto delle minoranze, le libertà individuali... ma un gran numero di tunisini non si fidano delle dichiarazione dei membri di Nahdha, che sono considerate come mera tattica politica.  

Il bilancio di Nahdha è stato giudicato disastroso, gli si rimprovera perfino di aver avuto pratiche simili ai pro Ben Ali (come occorse con il genero di Ghanoushi, preso con le mani nel sacco) ; senza parlare dell'incompetenza evidente dei suoi ministri.  Nahdha è quindi stato penalizzato a causa della situazione internazionale, della corruzione di alcuni dei suoi leader, e della cattiva alleanza con i salafisti che, pochi giorni prima delle elezioni, tenevano testa alla polizia. Quello di un gran numero di tunisini, è stato un voto utile. Bisognava mettere un termine al potere del partito Nahdha.  

Benché i laici escano vittoriosi, con 85 seggi per Nidaa Tounès, Nahdha con i suoi 65 seggi non è stato scartato. Al terzo posto si trova il partito populista di Slim Riahi (dal finanziamento sospetto) e al quarto posto la sinistra radicale alleata ai nazionalisti arabi, Baadisti compresi. Questa alleanza ha ottenuto 15 seggi, risultato dovuto alla simpatia di cui gode il Fronte dopo gli omicidi dei militanti Chokri Belaïd et Mohamed Brahmi. Questo Fronte ha guadagnato il voto dei giovani, che gli riconoscono una grande integrità e coerenza, e apprezzano il suo radicalismo. È l'unico partito ad aver ottenuto un risultato rispettabile con pochissimi mezzi, paragonato ai primi tre partiti. La classifica di queste elezioni mostra che la democrazia nascente sarà di tipo americano e non francese, perché oppone due partiti liberali e non un partito liberale e un partito di sinistra.  

I grandi perdenti di queste elezioni sono i partiti alleati a Nahdha (il CPR, l' Ettakatol o Fronte democratico per il lavoro e le libertà), non Nahdha. Gli altri perdenti hanno tutti cambiato più di una volta alleanze e nomi (come il partito repubblicano, nato dal PCT).  

  

I risultati di queste elezioni, hanno dato luogo ad alcune contestazioni comprensibili sulle quali la giustizia è stata chiamata a pronunciarsi. Il partito Nidaa Tounès è stato attento a non pavoneggiarsi dopo la vittoria, quanto invece a Nahdha, ha provato a calmare gli ardori dei suoi fedelissimi, scesi in piazza a gridare : “Il popolo è musulmano e non si arrende”. I due partiti si trovano in una posizione scomoda. Nidaa Tounès, incaricato di formare il governo, non sembra voler escludere Nahdha, anche se una coalizione dei democratici gli permetterebbe di avere una comoda maggioranza. Ma Nidaa non vuole tradire il suo elettorato che ha votato in gran parte contro Nahdha, soprattutto ora, prima delle elezioni presidenziali. Nahdha, per conto suo, avrà parecchi problemi nell'annunciare ai suoi la propria alleanza con i laici di Nidaa Tounès, considerato fino a poco tempo fa, dagli stessi dirigenti di Nahdha, peggio dei salafiti ! Il partito Nidaa Tounès, sembra aver trovato un'elegante soluzione parlando di coabitazione e non di alleanza, invece Nahdha punta sull'argomento di un governo di unità nazionale, sapendo che potrà averlo solo se sostiene la candidatura di Essebsi alle presidenziali ; ciò che per un gran numero dei suoi elettori è un vero e proprio sacrilegio. Nahdha, il cui consiglio di Choura si è riunito, prende in considerazione perfino di non pronunciarsi sulle presidenziali, oppure di limitarsi a dare il profilo del candidato da sostenere, per non farsi nemico nessun candidato. Nel paesaggio politico attuale, Nidaa Tounès è l'unico che si aspetta l'appoggio di Nahdha, visto la sua posizione di forza. Gli altri candidati si ingegnano per corrispondere al profilo consensuale proposto da Nahdha, dando tuttavia l'impressione di fare l'elemosina... 

Ultimamente, Nahdha riprende la sua ossessione consensuale, lasciando apparire il proprio sottofondo teologico. Il consenso non è altro che una declinazione del principio d'unanimità – uno dei canoni della sharia – che Nahdha non è certo pronto ad abbandonare. Gli resta ancora parecchia strada per diventare l'equivalente musulmano della democrazia cristiana. D'altronde, è la stessa distanza che esiste tra Nidaa Tounès e i socialdemocratici europei. Ognuno dei due partiti vincitori deve lavorare ai propri principii, ai propri orientamenti, allo scopo di precisare sempre di più la linea del partito. Il rischio è di finire nel baratro come tutti i partitini che sono scaturiti dopo la rivoluzione. Per quanto riguarda il partito populista di Slim Riahi, scomparirà come quel grottesco “Movimento dell'amore”. 

Queste legislative hanno inflitto un duro colpo a un gran numero di candidati, tra cui il presidente provvisorio uscente, il signor Moncef Marzouki, insoddisfatto dai risultati delle legislative. I tunisini si ricordano ancora di quell'intervista in cui, ad un giornalista che gli chiedeva se fosse pronto ad allearsi con Nidaa Tounès, rispose tre volte : “Dio me ne scampi”. Oggi, nessuno è in grado di aiutare il Sig. Marzouki, né i suoi alleati del Golfo, né il partito Nahdha. 

Sui 27 candidati in lista per la magistratura suprema, alcuni non hanno nessuna possibilità, tra cui il Sig. Marzouki  e si appigliano in modo patetico al palazzo di Cartagine. Dopo che le elezioni legislative hanno dimostrato l'importanza del denaro, pare impossibile che un candidato indipendente possa sconfiggere macchine elettorali ben oliate. A Tunisi si segue con stupore il modo in cui il Sig. Mustapha Ben Jaafar si sbraccia, dopo che il suo Ettakatol ha ottenuto solo un seggio. Il Sig. Ben Jaafar ha avuto la brillante idea di riprendere la proposta di Nahdha : opporre un candidato consensuale al Sig. Essebsi. Ma i candidati alle elezioni presidenziali non sono disposti a farsi sconti tra loro. Le ambizioni personali sono troppo grandi. E difficilmente i signori Marzouki e Chebbi rinunceranno al loro più grande sogno: accedere alla suprema magistratura.  

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Jalel El Gharbi 
Traduzione dal francese di Matteo Mancini