Greenaccord, un futuro a “rifiuti zero” | Forum di Greenaccord, Hicham Houdaifa, William Rees, Vittorio Sangiorgio, Friederich Hinterberger, Alfonso Cauteruccio, Stefanella Campana, Ambiente e povertà
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Hicham Houdaifa   

Greenaccord, un futuro a “rifiuti zero” | Forum di Greenaccord, Hicham Houdaifa, William Rees, Vittorio Sangiorgio, Friederich Hinterberger, Alfonso Cauteruccio, Stefanella Campana, Ambiente e povertàCastel dell’Ovo: un antico e meraviglioso bastione che si affaccia sul Mediterraneo. Il più antico castello di Napoli ha ospitato dal 6 al 9 novembre, uno dei più importanti incontri sull’ambiente, il X° Forum di Greenaccord. Per 4 giorni, presenti un centinaio di giornalisti da tutto il mondo, ricercatori ed esperti di primo piano, responsabili politici e religiosi hanno parlato della gestione dei rifiuti e proposto soluzioni per uscire dall’impasse di una Terra sommersa dai rifiuti dei suoi abitanti.

//William ReesWilliam ReesWilliam Rees della British Columbia University ha lanciato un appello affinché le persone obblighino i politici a rispondere alle esigenze che i popoli chiedono sull’ambiente. Robert Costanza dell’Australian National University spiega che bisogna porre fine a questa “crescita a tutti i costi”, responsabile della crisi ambientale attuale, concentrarsi sulla qualità della vita e “riconoscere i molteplici contributi del capitale naturale e sociale e aggiornare gli strumenti che misurano lo sviluppo, a partire dal Pil che paradossalmente cresce se ci sono più rifiuti”. Sergio Ulgiati dell’Università di Napoli ha difeso un modo alternativo di sfruttare le ricchezze naturali. Vittorio Sangiorgio, presidente nazionale dei Giovani Imprenditori ha evidenziato tutti i meriti dei “rifiuti zero” applicati all’agricoltura: “Si deve tornare ai principi di un tempo: consumare i frutti durante il loro ciclo naturale, utilizzare le energie rinnovabili, concepire la crescita con gioia” , ha insistito con convinzione. Quanto a Friederich Hinterberger, di SERI, ha semplicemente spiegato l’idea di “utilizzare” al posto di “possedere”. Da qui discendono concetti come il “carsharing”, l’affitto di macchine da lavare, la condivisione di stampanti, il consumo di alimenti organici. Dal Messico, il professore Hector Castillo Berthier ha presentato, attraverso delle foto, le montagne di rifiuti sparsi ovunque nel mondo, ma anche le persone che ci vivono: “Più di 250 mila persone guadagnano da vivere con i rifiuti nella sola città del Messico”, ha sottolineato.

L’ultima giornata del Forum è stata dedicata alle testimonianze dei giornalisti della rete di Greenaccord sulla gestione dei rifiuti nei loro rispettivi paesi. Sono arrivati tutti alla stessa conclusione, che oggi il sistema dei consumi e la gestione dei rifiuti è in totale contraddizione con i diritti umani più basilari e quindi, dei diritti di questa terra che ci ospita.

 

//Alfonso CauteruccioAlfonso CauteruccioIl Presidente di Greenaccord: più Africa nei programmi futuri

 

Presidente Alfonso Cauteruccio, perché la scelta di Napoli per questa decima edizione del Forum?

Napoli è una città con una grande storia culturale: E’ anche una città innovatrice. Non dimentichiamo che è stata la prima città à costruire la ferrovia ed è sempre stata all’avanguardia dell’industria italiana. Paradossalmente, la città presenta un’immagine catastrofica dal punto di vista ambientale. Durante quattro gironi abbiamo voluto che Napoli fosse al centro di un incontro dedicato alla gestione dei rifiuti in termini tecnologici e di ricerca scientifica. Il nostro obiettivo è di riabilitare l’immagine di questa città in Italia e nel mondo. E’ stata anche una sfida organizzare questo incontro dedicato all’ambiente proprio in questa città che ha sofferto per la gestione dei suoi rifiuti. Inoltre, ci sono degli esempi positivi in questo campo, proprio vicino a Napoli, come a Salerno dove la raccolta differenziata dei rifiuti è assicurata al 70 per cento. Nella stessa regione questo non avviene nello stesso modo e con la stessa efficacia. Il nostro messaggio è questo: i rifiuti copriranno il mondo intero se non si trova una soluzione radicale a questo problema.

 

Avete riservato una tavola rotonda al tema dell’eco-mafia. Quale messaggio avete voluto lanciare con questa iniziativa?

L’eco-mafia non si limita all’Italia. E’ un fenomeno transnazionale. Quando si parla di mafia, si parla ovviamente di crimine organizzato. Cinque anni fa, in una edizione del Forum a Torino, avevamo già programmato un incontro in merito in rapporto ai beni sequestrati alla mafia, attraverso una serie di testimonianze, registrate dall’associazione Libera di Don Ciotti. Questa iniziativa ha avuto molto successo e i giornalisti di tutto il mondo erano interessati al tema. Mentre preparavamo questa edizione del Forum, abbiamo scoperto che la mafia si è sempre interessata al business dei rifiuti. Non potevamo evocare semplicemente la problematica dei rifiuti senza parlare del ruolo della mafia e delle sue molteplici connessioni. Per questa ragione abbiamo invitato i rappresentanti delle istituzioni coinvolte dalla mafia: magistratura, politica, società civile, comunità scientifica, chiesa. Obiettivo: avere un’idea completa sul fenomeno e richiamare le responsabilità di ciascuno.

 

Dopo tutti questi Forum, ha l’impressione che Greenaccord possa cambiare lo stato delle cose, avere un’influenza sulle decisioni politiche in merito all’ambiente?

Greenaccord è una rete di giornalisti e conta su di loro per diffondere il messaggio. Noi organizziamo il Forum per dare una buona informazione sui temi ambientali ai giornalisti affinché possano diffonderla e scambiarla con i colleghi. Per noi una buona informazione è legata a una buona formazione. Il problema dell’ambiente si lega all’etica e alla morale. Occorre sensibilizzare e responsabilizzare i cittadini attraverso un’informazione di qualità. Un cittadino sensibilizzato finirà con il chiedere conto ai politici a livello locale e nazionale. Greenaccord punta sul cambiamento a partire dal basso. Una piccola goccia che si aggiunge a un’altra finirà col creare la valanga desiderata.

 

Dopo 10 anni di vita, quali sono le prospettive per i prossimi Forum di Greenaccord?  

Nei prossimi anni affronteremo tematiche importanti. La prima, “Ambiente e povertà”. I grandi cambiamenti climatici determinano grandi movimenti di massa verso il Nord, come nel caso della desertificazione. Non siamo preparati a questi cambiamenti, a tutti i livelli. La seconda, sarà sull’agricoltura. Si tratta tra l’altro della qualità e dell’accesso all’acqua, la qualità degli alimenti, il ruolo dell’agricoltura per la salute delle persone, la gestione dei beni alimentari e, ancora, l’incidenza della Borsa dei cereali sull’alimentazione delle persone. In tutti i casi, l’Africa sarà molto più presente nei nostri programmi futuri.

 


 

Hicham Houdaifa

Traduzione di Stefanella Campana

18/11/2013