Nel nome di Basaglia  | Cristina Artoni
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Cristina Artoni   
Nel nome di Basaglia  | Cristina Artoni

Al Basaglia si può cenare, bere, incontrare e ascoltare musica. Ma ci si può anche imbattere nella presentazione di un’ anteprima teatrale oppure partecipare a una serata informativa sull’acqua come bene pubblico. A servire ai tavoli e ad aiutare in cucina c’è Daniele che portando i piatti si ripete a fior di labbra “prima le donne” e non si dimentica di scambiare qualche battuta sulla partita della Juve in corso. C’è Irma, che ormai si è specializzata al fianco dei due chef professionisti. Poi c’è Emilio che si concentra sui bis da portare ai tavoli della cena indiana. Vengono tutti dallo stesso Dipartimento di Salute Mentale di Torino. “Al momento lavorano una decina di pazienti – racconta Ugo Zamburro, psichiatra - ma vogliamo arrivare almeno al doppio del personale. Tanti anni di esperienza dimostrano che l’inclusione serve per la cura. Lavorare significa incontrare, fare parte di una comunità. Questo locale da una grande opportunità di scambio. Ed è per noi un punto di partenza per nuovi incontri, perché non ci dimentichiamo, come dicono gli indios latinoamericani che è proprio dagli incontri che nascono i progetti”.
Ed è proprio quello che è successo un anno e mezzo fa a un gruppo di migranti, persi in una Torino inospitale. Arrivati dai massacri del Darfur, una ventina di profughi si sono trovati senza nessun aiuto da parte dell’amministrazione locale. E’ a quel punto che il Caffè Basaglia, ancora prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, ha aperto le proprie porte per trasformarsi nella casa italiana dei rifugiati.
Ora il gruppo di migranti ha creato una cooperativa che realizzerà le pulizie. Il primo cliente è proprio il locale che li ha ospitati.
Così la famiglia del Caffè Basaglia si allarga, nella stessa logica in cui viene spostata sempre un po’ più in là la linea dell’orizzonte. E’ per questo forse che lo chiamano anche il Caffè oltre confine .
Nel nome di Basaglia  | Cristina Artoni
Franco Basaglia
Lo capisci quando superata l’entrata del locale torinese sprofondi in un clima famigliare e in una distesa di tavolini. Il pensiero vola a un anno mezzo prima, quando lo stabile, che ospitava gli ex studi cinematografici Pastrone, era imbottito di calcinacci e per salire le scale si doveva spolverare l’esperienza accumulata nelle gite in montagna. Ora quello che è stato costruito è il risultato di un impegno miracoloso, ed è molto chiaro che la parola “fine” non è stata ancora contemplata. “Noi puntiamo ad andare oltre il confine” spiega Alessandro Isola uno dei fondatori. Alla base del bar-ristorante aperto lo scorso gennaio c’è già una grande scommessa: creare un luogo di inclusione sociale per i pazienti del Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl 4 di Torino. Poi si sono messi di mezzo il pane e le rose: “Sì, come ricorda il film di Ken Loach – racconta Ugo Zamburro – crediamo che non sia giusto darsi dei limiti. Non volevamo accontentarci di creare un luogo di incontro. Lo volevamo bello, con un’atmosfera di condivisione che passasse anche dai muri, dai colori, dal cibo e dal bere. Ci siamo spaccati la schiena per un anno, tutte le sere e tutti i fine settimana per creare il posto dei nostri sogni..” In tutti questi mesi per far nascere il locale hanno lavorato con dedizione totale circa una ventina di persone, ma altrettante si sono aggiunte in modo un po’ più sporadico. Gli ideatori del Caffè Basaglia sono partiti da un finanziamento di Banca Etica di 25 mila euro, cui è seguita una raccolta di altri 200 mila euro di sottoscrizioni private. Una parte di questi soldi ora deve essere restituita con i primi guadagni. Ma per ora non ci sono troppe ansie per i debiti accumulati, il motore sembra ben avviato visto che è difficile trovare serate senza clienti al bar-ristorante.
Nel nome di Basaglia  | Cristina ArtoniGià nel 1998 l’associazione VOL.P.I. (Volontari Psichiatrici Insieme), una delle realtà che oggi sostengono il Caffè Basaglia , aveva dato vita ad un progetto di catering. Nel 2001, grazie ai soldi ottenuti da un bando regionale, è stato creato un laboratorio di cucina con un cuoco tutor. Il corso ha talmente riscosso successo che da questa esperienza si è formato un gruppo composto da pazienti, volontari e operatori che una volta ogni due settimane ha dato vita per anni a speciali cene presso due circoli Arci.
Ora al Caffè Basaglia tutti i pazienti sono stipendiati. Il ristorante è aperto alla sera, ma nei prossimi mesi il locale potrebbe diventare la mensa ufficiale per tutti i dipendenti e i pazienti della Asl della zona 4. “Per noi – racconta Enzo Didio, uno dei pilastri del Caffè Basaglia – può essere importante avere una nuova entrata. Però la cosa che ci sta più a cuore è dare la possibilità anche agli altri pazienti, che per mille ragioni non possono essere integrati nel nostro progetto, di frequentare un ambiente sano. Tutti devono poter sfruttare questo posto dove c’è la possibilità di relazionarsi con gli altri”. L’ha capito bene Daniele che appena tolti i panni di cameriere non perde un ballo nella sala dove fino alla tre della mattina si scatena il Dj set.
In questi mesi invece è stato il caldo il nuovo alleato per sparigliare il quotidiano: “Non è il caso di avere troppe certezze – ci ride su Alessandro – finiremmo per diventare instabili. La nostra forza è nelle persone..” Così l’estate diventa la scusa per uscire nuovamente dai confini del perimetro in muratura: “Anche noi abbiamo organizzato la nostra Woodstock , alle porte di Torino. Lo scorso week end di giugno abbiamo affittato una cascina a Villastellone a una decina di chilometri dalla città e ci siamo dedicati alla musica, al cibo e alla mescolanza - dice Ugo Zamburro - Sono passate centinaia di persone...”
Passateci questa estate in via Mantova 34. Prima che alla comunità Basaglia non venga una nuova idea, per smontare del tutto la linea laggiù, dell’orizzonte.

Cristina Artoni
(10/10/2008)

Caffè Basaglia – centro di animazione sociale e culturale delle comunità
Via Mantova 34, Torino
Per ricevere il programma: www.caffebasaglia.org


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    "Preventing Violent Radicalisation 2007"

"Con il sostegno finanziario del Programma Preventing Violent Radicalisation
Commissione Europea - DG Giustizia, Libertà e Sicurezza" 





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