«Radio Egnatia», il lungo viaggio delle culture migranti | Federica Araco
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Federica Araco   
«Radio Egnatia», il lungo viaggio delle culture migranti | Federica AracoRadio Egnatia è una stazione radio immaginaria dove vicende umane e testimonianze di viaggio si intrecciano in un caleidoscopio dalle infinite combinazioni. Percorrendo il tragitto dell’antica strada romana, naturale prolungamento della Via Appia nei Balcani, il regista Davide Barletti (Fluid Video Crew) e l’artista “relazionale” Matteo Fraterno hanno raccolto informazioni, racconti e suggestioni dalle numerose popolazioni di questo territorio, geograficamente molto vasto e caratterizzato da un’incredibile ricchezza culturale.

Il documentario segue il ritmo delle storie narrate e la melodia delle numerose lingue rimaste a testimoniare l’incessante mescolamento di civiltà millenarie. Antico crocevia tra Oriente e Occidente, l’Egnatia è divenuta nel tempo il luogo simbolico delle culture dimenticate e di popolazioni che hanno subìto drammatiche esperienze di sradicamento. Nel tentativo di ricostruirne l’identità frammentata e dispersa in tremila anni di storia, Radio Egnatia ricompone come in un mosaico elementi griki e traci, suggestioni illire, albanesi, italiche e anatoliche tracciando un percorso della memoria che attraversa confini geografici, etnici e culturali.

Una piccola spedizione partita dal Salento disperde quindici “chianche” (lastre di pietra leccese) che simbolicamente rappresentano le storie raccontate dai personaggi incontrati lungo il cammino. Il viaggio ha inizio nella Grecìa Salentina, cuore antico del Salento bizantino, con la melodia di un canto in lingua grika. Il tragitto prosegue, via Brindisi, verso le montagne di Lapharda, nell’entroterra albanese, fino al Lago di Prespa, il “lago dei tre confini”, tra Albania, Macedonia e Grecia. In Macedonia l’insolita carovana raggiunge il piccolo villaggio di Niki, poi il Lago di Petres, oltre il confine greco, e ancora la città di Salonicco, le rovine archeologiche di Redina, Xanthi, Ifestos, Evrenos fino al cuore della Turchia: Istanbul.


Incontro con Davide Barletti (del collettivo Fluid Video Crew ), regista di Radio Egnatia .

«Radio Egnatia», il lungo viaggio delle culture migranti | Federica AracoQuesto documentario si inserisce nel vasto progetto di ricerca artistica e culturale “Egnatia, un percorso di memorie disperse”, di cosa si tratta?
È un ampio progetto di ricerca condotto dal gruppo Osservatorio Nomade - StalkerLab (Roma) tra il 2003 e il 2005. L’obiettivo era creare un “monumento transazionale” lungo la via Egnatia dedicato alle memorie delle popolazioni migranti e delle minoranze attraverso la narrazione e la conservazione del loro patrimonio culturale. Apposite agenzie di studio sono state fondate ad Atene, Istanbul, Roma e Parigi per rielaborare i materiali raccolti in più di tre anni di lavoro sul campo e durante i numerosi workshops con artisti, giovani architetti e ricercatori di diverse nazionalità. Abbiamo voluto conoscere e “mappare” la rete delle comunità migranti giunte in Europa attraverso l’Egnatia, contribuendo alla creazione di un archivio delle loro memorie. Radio Egnatia è uno dei mezzi realizzati per raccontare questa esperienza condivisa. In questi anni sono stati creati anche un programma radiofonico, due giornali, due guide di viaggio curate da Matteo Fraterno (una delle quali recentemente pubblicata in Grecia) e un sito web: www.egnatia.info.

Radio Egnatia è il vostro primo film girato quasi interamente al di fuori del Salento, che tuttavia rimane un riferimento molto importante…
In un certo senso abbiamo provato a ricostruire un collegamento tra il Sudest italiano e il Sudest europeo, talvolta utilizzando la lingua grika, quasi del tutto scomparsa, talaltra attraverso la metafora della pietra salentina, la chianca, che “pavimenta” percorsi della memoria costellati di utopie, relazioni, racconti di vita. In un certo senso, Radio Egnatia rappresenta la naturale prosecuzione in terra balcanica del nostro primo lungometraggio, Italian Sud Est (2003). Entrambi i film nascono come esperienze di ricerca etnografica e sono costruiti attorno al tema centrale del viaggio alla scoperta di un territorio, del piacere di perdersi in uno spazio-tempo sospeso tra visioni oniriche e momenti di ricerca documentale. Radio Egnatia è il risultato, inaspettato, di quattro viaggi nei Balcani avvenuti in momenti diversi, tra il 2005 e il 2007, durante i quali è stato raccolto moltissimo materiale inizialmente non finalizzato ad una produzione cinematografica in senso stretto. Siamo partiti senza sceneggiatura, senza predisporre alcun impianto produttivo: volevamo scoprire il territorio attraverso le storie che spontaneamente ci venivano narrate dalla gente. Inizialmente partimmo solamente Matteo Fraterno e io; nei viaggi successivi si sono aggiunti preziosi collaboratori e compagni di strada, tra i quali Antongiulio Galeandro, autore della colonna sonora e ispiratore dell’idea della stazione radiofonica, Raffaella Aprile, cantante della Grecìa salentina e la giovane artista e performer ateniese Mary Zygouri. Cristian Sabbatelli, al montaggio, ha successivamente uniformato tutti i materiali, rendendo possibile la realizzazione del film.

«Radio Egnatia», il lungo viaggio delle culture migranti | Federica Araco…film che avete presentato al Torino Film Festival , nella sezione italiana.doc e in Albania, al Tirana Film Festival . Quali sono state le reazioni di pubblico e critica?
In entrambi i casi l’accoglienza è stata molto positiva. Il pubblico torinese, attento e ben disposto verso le forme di creazione audiovisiva più sperimentali e innovative, ha seguito le proiezioni con interesse ed entusiasmo. A Tirana siamo stati colpiti dal profondo coinvolgimento emotivo: il pubblico ha apprezzato soprattutto il fatto di vedersi rappresentare al di fuori dei soliti luoghi comuni. Tra poche settimane, torneremo a Valona per una proiezione speciale organizzata dal Console italiano. L’appuntamento successivo sarà ad Atene. Ci auguriamo di riuscire a far conoscere questo nostro lavoro in tutti i paesi attraversati dall’Egnatia: stiamo già lavorando alla realizzazione di un’edizione home video con sottotitoli in inglese, italiano, albanese, macedone, greco e turco.


Radio Egnatia è frutto di una co-produzione tra Fluid Video Crew Produzioni Audiovisive Indipendenti, Geco Produzioni e Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce ed è sostenuto dall’ Apulia Film Commission .

Federica Araco
(12/01/2009)


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