Fomentare l'odio per l'Altro, soprattutto se musulmano | Nathalie Galesne
Fomentare l'odio per l'Altro, soprattutto se musulmano Stampa
Nathalie Galesne   
Fomentare l'odio per l'Altro, soprattutto se musulmano | Nathalie Galesne
Oriana Fallaci
La dirompente ondata anti-islamica che si è abbattuta sull'Europa funziona sempre allo stesso modo. Stesse generalizzazioni, stesse stigmatizzazioni, stessa deumanizzazione, stessa schifosa ignoranza, stessa equazione semplificata: tutti gli arabi sono musulmani, tutti i musulmani sono islamici, tutti gli islamici sono terroristi: l'islam è una religione fondata sulla violenza il cui nocciolo sostanziale genera necessariamente violenza, la civiltà arabo-musulmana, impigliata nel suo oscurantismo, è immobile da più di un millennio. I musulmani, come gli ebrei precedentemente, minacciano di invadere la civiltà giudeo-cristiana la cui superiorità non è più oggetto di discussione. Perché e in che modo la storia, che non si ripete mai, ama comunque riproporre i suoi momenti più neri? Lungi dall'essere stati sradicati, il razzismo, l'anti-semitismo e oggi l'anti-islamismo presentano ricorrenze e analogie quantomeno inquietanti con l'ascesa del fascismo in Europa. Tuttavia, l'odio per l'Islam prende forme diverse nei vari paesi europei, in Francia, in Italia, in Germania o in Belgio... Merita allora domandarsi, relativamente a ciascuna di queste Nazioni, quale sia il terreno su cui attecchisce l'abietto, quali condizioni sociali, economiche, storiche, politiche, simboliche spieghino la sua attuale vitalità. Una piccola panoramica sull'Italia.

Scrivere l'odio
Manhattan 2001: Oriana Fallaci è chiusa nella sua solitudine quando assiste all'indicibile: un bombardamento a due passi da lei, torri che implodono e si piegano, corpi disgregati proiettati nel vuoto. Una bile rabbiosa la rapisce, e si traduce in inchiostro, inizialmente sotto forma di una lunga intervista destinata al «Corriere della Sera», che presto diventa un libro: La Rabbia e l'orgoglio.

Venduto in circa un milione di copie in Italia, tradotto e pubblicato in numerosi Paesi, questo libro riproduce, come sottolineerà Hacen Taleb, l'avvocato del Mrap, in occasione del processo in Francia contro il best-seller, «il modello di letteratura anti-semita dalla fine del XIX secolo agli anni '30».
Questo scritto distruttivo, spogliato da ogni analisi per comprendere la tragedia degli attentati dell'11 settembre, è ancora più spiazzante se si considera che Oriana Fallaci ha avuto il suo momento di gloria come grande reporter, intervistando i principali capi politici del secolo scorso: Deng Xiaoping, Indira Gandhi, Khomeiny, Golda Meir, Lech Walesa...
Ma al di là di questa infuocata polemica, il vero scandalo sta nel fatto che questa imprecazione razzista, questo grido di guerra lanciato contro tutti i musulmani, abbia potuto trovare un'eco mediatica di pari portata, in Italia e, di rimbalzo, nel resto d'Europa.
Il vero scandalo è che questo grido si sia potuto divulgare così agevolmente su uno dei più grandi quotidiani della penisola, spesso paragonato a «Le Monde» o al «New York Times», e che abbia infine trovato spazio nel dibattito politico italiano senza ostacoli. Nel 2004, Silvio Berlusconi ha chiesto a Oriana Fallaci di presentarsi alle elezioni comunali di Firenze; niente di cui stupirsi: non ha lui stesso, subito dopo gli attentati dell'11 settembre, dichiarato la superiorità della civiltà occidentale rispetto alle altre?
Diventato un testo di riferimento, La Rabbia e l'Orgoglio segna una svolta estremamente allarmante, un nuovo passo verso la radicalizzazione contro l'Islam, poiché autorizza a esprimere, in totale impunità, un'insofferenza per ciò che è musulmano, un razzismo anti-arabo, e più generalmente un'allergia violenta per la diversità dei più sprovveduti: gli immigrati. Il libro avrà dunque numerosi adepti.



Fomentare l'odio per l'Altro, soprattutto se musulmano | Nathalie Galesne La Rabbia e l'Orgoglio , brani scelti:

”Chi non ci crede ascolti i loro osanna al Dio-Misericordioso-e-Iracondo, i loro berci Allah-Akbar, Allah-Akbar, Jihad-Jihad. Altro che frange di estremisti! Altro che minoranze di fanatici! Sono milioni e milioni gli estremisti, sono milioni e milioni i fanatici.”

"Quella Montagna che da millequattrocento anni non si muove, non esce dagli abissi della sua cecità. Non apre le porte alle conquiste della civiltà, non vuol saperne di libertà e giustizia e democrazia e progresso. "

« Non vi rendete conto che gli Osama Bin Laden si ritengono autorizzati a uccidere voi e i vostri bambini perché bevete il vino o la birra, perché non portate la barba lunga o il chador, perché andate al teatro e al cinema, perché ascoltate la musica e cantate le canzonette?»

«Non ho alcuna intenzione di esser punita a casua del mio ateismo dai figli di Allah. Questo rispondo ai signori che, piuttosto che contribuire al progresso dell’umanità, passano il loro tempo con il sedere in aria, a pregare cinque volte al giorno !»

«A mio avviso c’è qualcosa negli uomini arabi che disgusta le donne di buon gusto»

«Sono matti».

Oriana Fallaci, La Rabbia e l'Orgoglio , Rizzoli, 2001



Fomentare l'odio per l'Altro, soprattutto se musulmano | Nathalie GalesneIl 30 luglio 2008 la corposa saga familiare Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci ricopre i muri di tutte le librerie, stazioni e aeroporti inclusi, della penisola tanto che l'uscita del libro viene annunciata a gran voce dal «Corriere della sera», con pubblicazione di lunghi estratti nel suo supplemento settimanale. «Il capolavoro postumo della scrittrice più amata», titola il giornale in copertina, senza precisare da chi Oriana Fallaci sarebbe la più amata. Il giornalista incita i lettori a dimenticare le polemiche ormai rancide per non rovinare la festa mediatica e commerciale dell'affresco autobiografico, iniziato alla metà degli anni 90 e interrotto per gli attentati dell'11 settembre.

«Dimentichiamo per un attimo», scrive Alessandro Cannavò «l’11 settembre e quello che ne seguì. Dimentichiamo la donna furente che si prese il titolo di paladina dell’Occidente contro le minacce non solo terroristiche ma anche culturali di un islamismo incalzante; la scrittrice che con l’acume impietoso proprio dei pensatori liberi coniò il termine Eurabia e frantumò brutalmente alcuni tabù sulla convivenza.»
Circa due anni dopo la sua morte, avvenuta il 15 settembre 2006, Oriana Fallaci fa dunque un ritorno trionfale sulla scena mediatica. La scrittrice ha d'altronde ricevuto molti premi, decorazioni e riconoscimenti, anche dopo l'uscita del suo libro scandalo. Ha perfino ottenuto da papa Benedetto XVI, per il quale aveva "un'autentica venerazione" (1), un'udienza privata nella sua residenza estiva a Castel Gandolfo nell'agosto 2005. Alla sua morte, la biblioteca personale e gli oggetti da reporter sono passati all'Università pontificia del Laterano. Il quotidiano "Libero" diretto da Vittorio Feltri e Renato Farina ha lanciato una petizione nel marzo 2005 affinché il Presidente della Repubblica le conferisca il titolo di senatore a vita. Carlo Azeglio Ciampi si limiterà, su proposta di Letizia Moratti, ex ministro dell'istruzione e attuale sindaco di Milano, a insignirla della medaglia d'oro al merito per il suo apporto alla cultura italiana. La città di Milano ha conferito a Oriana Fallaci il suo premio più prestigioso: L'Ambrogino d'oro. Pochi mesi prima della sua morte, durante la polemica sulle caricature, ha ricevuto l'ultima medaglia a New York dalle mani del Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, che dichiara Oriana Fallaci ambasciatrice della cultura toscana nel mondo. Durante la cerimonia, quest'ultima interviene per informare che stava realizzando una sua caricatura del profeta: «Disegnerò Maometto con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella col burqa...»
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1) Queste frasi sono state riportate da Rino Fisichella, rettore dell'Università pontifica del Laterano, amico di Oriana Fallaci. Secondo Fisichella, questa donazione è stata l'ultima offerta della scrittrice a Papa Benedetto XVI per il quale aveva «un'autentica venerazione».


Nathalie Galesne
Traduzione dal francese Marco Ceccarelli
(01/12/2008)
                     Fomentare l'odio per l'Altro, soprattutto se musulmano | Nathalie Galesne
                     "Preventing Violent Radicalisation 2007"

            "Avec le soutien financier du Programme Preventing Violent Radicalisation
           Commission Européenne - DG Justice, Liberté et Sécurité"



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