Io, gli altri        -         XXII Fiera internazionale del Libro | babelmed
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Io, gli altri        -         XXII Fiera internazionale del Libro | babelmed«La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso». Così Italo Calvino. La scelta dell’Io come motivo conduttore della Fiera 2009 nasce dalla constatazione di quanto oggi l’Io sia malato. Esibizionista, egoista, autoreferenziale, indifferente al destino e alle necessità degli altri, ha perso il senso della comunità ed è incapace di elaborare progetti condivisibili, di riconoscersi in una causa di utilità comune. Un Io che non sa guardarsi dentro, e invece di affrontare una coraggiosa autoanalisi preferisce creare un alter ego virtuale da far circolare in rete, offrendo di sé un’immagine edulcorata che non corrisponde al vero: non il ritratto di quello che si è, ma di quello che si vorrebbe essere. Un inganno romanzesco, una proiezione immaginaria.

E’ l’ Egitto il Paese ospite d’onore alla XII Edizione della Fiera internazionale del Libro e la sua partecipazione è stata fatta coincidere con due eventi culturali dedicati alla storia e alla cultura di questa nazione: la grande mostra archeologica dei Tesori sommersi che è aperta da febbraio 2009 alla Reggia della Venaria Reale e la mostra in corso a Palazzo Bricherasio dedicata ad Akhenaton, faraone del Sole.
Questa presenza è stata sostenuta con particolare convinzione dal ministro egiziano per la cultura Farouk Hosny. Lo stand egiziano occupa un grande spazio nel cuore del secondo padiglione del Lingotto, e si annuncia di forte suggestione.
L’antico Egitto è una delle grandi passioni degli italiani, al quarto posto nella classifica per Paesi del turismo egiziano. Anche in Fiera autorevoli studiosi, come Edda Bresciani, Francesco Tiradritti, curatore della mostra su Akhenaton e Zahi Hawass, l’ormai leggendario archeologo che gode di una vasta popolarità anche da noi, parleranno dell’egittomania che nel corso dei secoli ha contagiato prima Roma, poi il Rinascimento italiano, e infine, a partire dall’età napoleonica, ha dilagato ovunque investendo le arti, la musica, la letteratura, il costume. Illustreranno campagne di scavo che le scuole egiziane e italiane stanno conducendo, delle scoperte più recenti e di quelle che vengono considerate imminenti. E si rievocheranno le imprese di esploratori e avventurieri come il padovano Giovanni Battista Belzoni e i piemontesi Bernardino Drovetti e Carlo Vidua, le cui acquisizioni sono confluite nell’attuale Museo Egizio di Torino.
C’è poi da scoprire l’Egitto moderno, la sua cultura, i suoi scrittori: dal Nobel Naguib Mahfouz, cui la Fiera dedicherà un reading delle pagine più belle, ad Ala Al Aswani, lo scrittore cairota che si è affermato in Europa e in America con il suo romanzo Palazzo Yacoubian (Feltrinelli). Accanto a lui, scrittori vigorosi e risentiti come Sonallah Ibrahim, emergenti di valore come Ahmed Alaidj, una pattuglia di scrittrici che racconteranno che cosa significa scrivere l’Egitto al femminile, poeti che animeranno una serata di letture.
Giovedì, in apertura, una conferenza di Farouk Hosny su cosa sia una vera cultura per la pace e la tolleranza. A seguire, la storia di un secolo di rapporti tra Italia ed Egitto nel campo della politica e della cultura. Si parlerà anche delle figure che hanno segnato con la loro forte personalità la cultura egiziana del Novecento, come Taha Hussein, Tawfiq el Hakim, Salah Abdel Sabour e naturalmente Naguib Mahfouz.
Tornano in Fiera gli scrittori palestinesi. Figure rappresentative, come quelle di Ibrahim Nasrallah, poeta e narratore, autore di due romanzi tradotti in italiano ( Febbre e Dentro la notte ); Sayed Kashua, il giovane autore di Arabi danzanti (Guanda), un arabo israeliano che dà voce alla minoranza palestinese; la scrittrice e regista Liana Badr, che vive a Ramallah dove collabora con il ministero della cultura palestinese e ha pubblicato diversi racconti e romanzi che affrontano temi quali la condizione femminile, la donna, la guerra, l’esilio e il dramma palestinese. Del futuro prossimo della questione palestinese dopo Gaza discuterà in Fiera lo storico Ilan Pappé. Nato ad Haifa da una famiglia di ebrei tedeschi, e oggi professore a Exeter, è il critico più radicale delle politiche sioniste dal 1948 a oggi, e di quella che, come recita il titolo di un suo volume tradotto da Fazi, definisce la «pulizia etnica della Palestina».

Quest’anno sono 53 i nuovi editori che arrivano per la prima volta in Fiera. Fra i nomi nuovi: Purple Press, :duepunti edizioni, Angelo Colla Editore, Peliti Associati, 001 Edizioni, ReNoir Comics. Come sempre è significativa la presenza delle Regioni italiane che presentano il ricco e vivace panorama della propria produzione editoriale.

Grandi nomi, grandi temi
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(13/05/2009)

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